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Federata sui-generis su polemica di Barile

Nelle scorse settimane si è assistito ad una vera e propria bagarre tra l’amministrazione comunale e l’associazione sisma ( federata sui-generis),  in merito ad alcune dichiarazioni critiche fatte dalla stessa sisma nei confronti della maggioranza che ne amministra il comune. Ma come al solito, invece di partire dai fatti e provare a fare un analisi oggettiva sul punto, si assiste sempre a i soliti atteggiamenti da  “signorotti” e via giù di lì con comunicati di “solidarietà” di cui è stato “vittima” il Sindaco di Barile, sia dal PD che Dalla DeC che dall’ANAS ( associazione Nazionale Azione Sociale).
Ma proviamo a partire dai fatti:
il tutto nasce da una delibera di giunta del comune in cui venivano assegnati 3000 euro alla manifestazione "calici di stelle" dell’Amministrazione Comunale e 500 a Cantinando (Iniziativa ormai arrivata alla sua quarta edizione che si sviluppa su tre giorni di eventi).
Durante l’evento gli organizzatori  esprimono l'insoddisfazione per una gestione comunale che considera, e finanzia, solamente le manifestazione a lei vicine mentre snobba e contrasta quelle a lei avverse. Subito dopo la manifestazione il sindaco fa uscire un primo volantino in cui elenca ciò che è stato concesso:contributo, corrente, scuola, campo sportivo, pulizia delle strade e concessione del suolo pubblico. Constatando uno stato di insofferenza nel paese, il sindaco fa uscire un altro manifesto in cui  invita gli organizzatori di cantinando a calmare i toni e evitare polemiche contro di lui perchè ci si potrebbe FARE MALE( sul manifesto c'era scritto:
“invito a non arrampicarsi sugli specchi accettando una maggioranza democraticamente eletta altrimenti ci si può FAR MALE”).
Il giorno dopo ecco pronta la nota del PD  in cui si appoggia totalmente l'operato del sindaco e della giunta invitando a “rispettare una maggioranza democraticamente eletta, di evitare mal di pancia, di non essere più arroganti e di non soffrire più di giovanilismo”.
Partendo da questi dati mi pongo alcune domande:
Ma se da sempre – come scrive il segretario dei DeC – “le Amministrazioni Comunali si impegnano ad organizzare e sostenere tutte le manifestaizoni, di natura religiosa, sportiva, culturali ricreative ecc., che le numerose associazioni presenti nel nostro paese propongono pur vivendo in una situazione di poca disponibilità finanziaria”, come mai ( considerando le due iniziative ambedue di notevole pregio e importanza, anche se la prima “calici di stelle” era alla sua prima edizione ed è durata un solo giorno, mentre la seconda è più consolidata nel tempo ed è durata 3 giorni) alla prima si è riconosciuto un contributo di 3000 euro mentre alla seconda solo 500?

Perché proprio da questo nasce l’intera polemica.

Affinchè una democrazia esista è necessario rispettare il principio di uguaglianza in modo che tutti abbiano l’uguale possibilità di esprimere la propria diversità senza discriminazioni o trattamenti differenziati. Un sistema democratico senza uguaglianza si trasforma inevitabilmente in un regime, in cui la maggioranza al potere cerca di salvaguardare esclusivamente  i propri interessi, tacciando di arroganza e prepotenza le altre realtà partitiche (e non) presenti nel  paese. Il ruolo del sindaco, il primus inter pares, è quello di rappresentare l’intera comunità, cercando di affrontare e risolvere le problematiche nate nel paese senza privilegiare
il suo elettorato a scapito del rimanente 60% che non condivide la metodologia politica dell’attuale maggioranza, la quale sembra aver assunto come proprio motto governare = comandare. I mille anni di dottrine politiche hanno insegnato che il rappresentante istituzionale non è il Leviatano alla Hobbes che riassume in sé il ruolo di attore, autore e rappresentante, ma deve avere la qualità di essere super-partes. Un’amministrazione che si rispetti deve operare per migliorare una comunità, mirando al benessere della popolazione, evitando di peggiorare una situazione politico-amministrativa già precaria.

Sulla base di quanto emerso fin’ora sembrano emergere contraddizioni in termini, cioè:
• Gli immobili e il suolo comunale sono a disposizione dell’intera comunità in quanto pubblici, e non gentilmente concessi;
• La messa in sicurezza e la pulizia di strade ed aree pubbliche rientra nei compiti-doveri  principali di un governo locale, e non come “favore” in vista di una manifestazione;
• L’erogazione di contributi per attività di promozione del territorio, deve avvenire su basi  programmatiche, prestabilite in maniera democratica ed equa, prendendo come criterio l’offerta culturale e non il promotore dell’evento;
Il movimento politico Sui Generis riconosce le istituzioni politiche democraticamente elette, non soffre di dolori al basso ventre, ma rivendica il diritto democratico di fare critica ed opposizione, nel rispetto del ruolo delegato alla minoranza. L’insofferenza per le giovani idee e proposte ricalca il vecchio modo di pensare la politica, di vedere le stesse non come risorse ma come tormenti interni. Il rispetto che nutriamo per la pubblica istituzione ci porta a sentire come inevitabile e necessaria la richiesta di un consiglio comunale aperto per potersi confrontare in maniera libera e democratica nei luoghi predisposti al dialogo.


Antonio candela
Segretario nazionale federazione Sui-generis

 

 

                    

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