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Il turismo in Basilicata Visitare un paesino come Castelmezzano in una domenica di luglio è un vero piacere per un turista rispettoso dei valori della natura, rapito dall’armonia delle cose, stupito dell’architettura complessiva delle abitazioni profondamente inserite nel contesto naturale delle Dolomiti lucane. Le facciate sono rigorosamente in pietra locale o in toni pastello rosa ed arancio, le strade pulite e senza rifiuti per terra, le piazze ampie e spaziose permettono una visione dal basso verso l’alto e viceversa del paesaggio circostante, inoltre la cucina locale all’altezza di una situazione che vede eccellere i prodotti locali, ma anche le specialità nazionali. Insomma al paesaggio naturale straordinariamente costituito da imponenti guglie e pinnacoli di roccia arenaria ben levigata sulla quale vegetano pochi lecci ed alcune altre piante di media montagna, si aggiunge un lavoro umano di vie, piazze, abitazioni, percorsi inseriti perfettamente nel contesto architettonico del paese creando un “unicum” da visitare, da vedere e da godere. Come dice un libricino della Regione Basilicata, Castelmezzano è “un cappello di luce sulla nuca della montagna” e merita di essere considerato uno dei borghi più belli d’Italia. Leggendo queste note qualcuno penserà che magari faccio una pubblicità al paese di Castelmezzano e si chiederà perché il presidente regionale del WWF Basilicata fa tutto questo. Ebbene rispondo subito alle domande: sono un turista domenicale qualsiasi che accompagna amici e soci del WWF Italia in giro attraverso un programma di “Itinerari alla scoperta dei Parchi e delle aree protette della Basilicata, Campania e Calabria” per far conoscere questi territori attraverso nuovi paesaggi e guardando il tutto con occhi nuovi. Per chi voglia approfittarne il programma è inserito nel sito del WWF regionale di Basilicata. Quello che ho descritto è solo una faccia della medaglia del turismo lucano, l’altra faccia è invece molto critica e riguarda, in questo caso, il come si giunge a Castelmezzano partendo da Pietrapertosa che è l’altro centro visitato dal WWF e dai suoi amici il 12 luglio 2009. Nella parte alta di Pietrapertosa un cartello indica chiaramente la direzione per Castelmezzano, si prende fiduciosi la strada che dapprincipio è buona, poi diventa man mano una mulattiera piena di buche e sconnessioni, non vi è nessuna indicazione, solo alcuni pastori ,gentili, ci dicono che quella è la direzione, ma che il percorso è lungo, 14 kilometri; dopo un’ora di tribolazioni finalmente si giunge a destinazione e meno male che il tutto è ripagato da quello che ho detto prima. Il cittadino lucano a queste cose vi è abituato, anche se non è più disposto a tollerarle, ma chi viene da fuori regione, certamente no; e non sarà per caso o per malasorte se poi non torna più; egli rimarrà negativamente impressionato da queste peregrinazioni e non riuscirà mai a spiegarsi il perché questa Regione non possa o non voglia risolvere questi, apparentemente, semplici problemi. La Basilicata spende mezzi e quattrini per attrarre il turismo in regione, nella classifica delle Regioni italiane è tra le prime ad investire in questo settore e ad avere una spesa di investimento per turista maggiore delle altre Regioni. La quota annuale dei turisti non supera ottocentomila, mentre ce ne vorrebbero circa due milioni perché l’investimento diventi produttivo e si crei attorno alle nostre maggiori e minori località un movimento di turisti tale da creare economia locale e regionale. Anche nel Parco del Pollino, in attesa della realizzazione della senti eristica, ad oggi non tutte le cime importanti (es. Coppola di Paola) hanno le giuste pubblicazioni ed indicazioni per arrivare in cima ,si possono trovare molti rifugi ancora chiusi ,altri funzionanti e rinnovati ad es. il Rifugio Fasanelli di Rotonda, e non è raro incontrare rifiuti non ancora smaltiti. Non bastano i grandi eventi che l’Agenzia per il Turismo di Basilicata si sforza di creare a vari livelli sui territori della Regione; ci chiediamo in quali condizioni sono il grande evento della Grancia, del volo dell’angelo, del ponte sul Lago del Pertusillo, dell’anfiteatro che si vuole creare sullo specchio d’acqua dello stesso Lago (idee orribili). Ci risulta che vi è un anfiteatro romano, ristrutturato e funzionante nel parco archeologico di Grumentum, nel quale ogni anno si recitano ottime rappresentazioni antiche e moderne con grandi attori italiani. Quale è la necessità di stravolgere l’assetto naturale del Lago con questo cosiddetto grande evento che non serve a niente se non a spendere inutilmente tanti quattrini? Certamente noi speriamo nelle quattro M, Matera, Maratea, Metaponto e Melfi, le prime due costituiscono il fiore all’occhiello del turismo lucano, ma riteniamo anche importante investire in quello che può sembrare “il piccolo”, cioè migliorare la viabilità specie secondaria, installare indicazioni stradali e sentieristiche chiare, liberare i Parchi del Pollino, della Val d’Agri e della Murgia Materana dai rifiuti, esercitare un controllo ambientale di questi territori, far funzionare tutte le strutture ricettive esistenti. Tali investimenti possono giovare non solo alle popolazioni locali, ma a tutto l’assetto turistico della Regione, trasformando la Basilicata in una territorio da godere per i turisti, ma anche per i residenti. Questo per il WWF lucano si chiama accoglienza ed organizzazione: categorie da tutti conosciute ma da pochi applicate; infine invitiamo i nostri cari politici, specialmente i neo eletti nelle Province ed in numerosi paesi del territorio ad attuare provvedimenti che vadano incontro alle esigenze di tutti , a scendere a livello della realtà di cui è fatta la Regione Basilicata.
Il presidente del WWF Basilicata Dr. Vito Mazzilli
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