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Cari amici, vivo da pochi anni, fuori dalla mia Lucania e dal mio paese, Senise. Tuttavia seguo con interesse ciò che accade nella mia terra, come d'altronde facevo quando ero presente sul territorio. Mi sono sempre avvicinata a temi e partecipato ad attività sociali di vario genere: sport, associazionismo, politica e ritengo che molti dei gruppi nei quali sono stata coinvolta, stanno sviluppando le loro iniziative in modo elogiabile. Di recente ho visitato spesso il sito Web della Siritide (a proposito, grazie per il servizio che fornite) che sta seguendo attraverso interviste, filmati e articoli, la questione del grande “attrattore turistico” da realizzare a Senise. Ho visto poi, che si organizzano incontri anche in altri paesi dell’area, chiamati “Disegno strategico per lo sviluppo turistico dell’area Senisese/Pollino” e, fin qui tutto bene. Ciò che invece mi desta perplessità è il modo in cui il disegno strategico sia stato “strategicamente” immaginato. Mi sono chiesta chi sia la mente strategica che ha progettato questo disegno e chi sono coloro che lo hanno immaginato per lo sviluppo turistico dell’area Senisese/Pollino? Non so se sia successo, ma quanti cittadini sono stati interpellati per esprimere idee, proposte e suggerimenti, prima che il disegno fosse presentato? Perché nei nostri paesi è così difficile far partecipare tutti alla “cosa pubblica”? Forse perché troppo ignoranti per esprimere idee, dare suggerimenti o più semplicemente sostenere la propria vocazione? Io credo che l’area del Senisese/Pollino non abbia bisogno di un grande attrattore da 5 ml di euro, perché, a mio avviso, l’attrattore ce lo abbiamo già, ed è la straordinaria bellezza della nostra terra, del paesaggio, della buona tavola, delle nostre tradizioni. E allora perché non incentivare le iniziative legate a questi aspetti, perché non salvare i nostri centri storici, come hanno fatto in altri luoghi d’Italia. Ad esempio ammirevole è ciò che è stato realizzato in Carnia, nel 1982, ad opera di un gruppo di lavoro che ha creduto in un modello di ospitalità messo a punto dal prof. Giancarlo Dall’Ara, docente di marketing turistico. Vi riporto di seguito il testo integralmente ripreso dal sito Web www.albergodiffuso.com: “Cosa è: In estrema sintesi si tratta di una proposta concepita per offrire agli ospiti l’esperienza di vita di un centro storico di una città o di un paese, potendo contare su tutti i servizi alberghieri, cioè su accoglienza, assistenza, ristorazione, spazi e servizi comuni per gli ospiti, alloggiando in case e camere che distano non oltre 200 metri dal “cuore” dell’albergo diffuso: lo stabile nel quale sono situati la reception, gli ambienti comuni, l’area ristoro. Ma l’AD è anche un modello di sviluppo del territorio che non crea impatto ambientale. Per dare vita ad un Albergo Diffuso infatti non è necessario costruire niente, dato che ci si limita a recuperare/ristrutturare e a mettere in rete quello che esiste già. Inoltre un AD funge da “presidio sociale” e anima i centri storici stimolando iniziative e coinvolgendo i produttori locali considerati come componente chiave dell’offerta. Un AD infatti, grazie all’autenticità della proposta, alla vicinanza delle strutture che lo compongono, e alla presenza di una comunità di residenti riesce a proporre più che un soggiorno, uno stile di vita. Proprio per questo un AD non può nascere in borghi abbandonati.“ Che ne dite, non è forse questo un modello di sviluppo sostenibile e più vicino alle nostre reali esigenze e tradizioni? Vi siete chiesti quanti posti di lavoro potrà offrire l’“attrattore turistico” e quanti invece ne offrirebbe un Albergo Diffuso? Infine, lancio una proposta alle tante associazioni che sono sul territorio: perché non mettersi insieme e proporre un disegno strategico alternativo, chiedendo al prof. Dall’Ara, o ad un docente di marketing turistico, di venire a Senise e nel Parco Nazionale del Pollino per interrogarci insieme su quale potrebbe essere il progetto strategico, del quale vogliamo essere protagonisti. Credo che in un incontro di questo tipo, ascolteremmo una voce dalla quale carpire un consiglio oggettivo (super partes). Cordiali Saluti. Antonella Arleo p.s.: per fugare i dubbi di qualcuno più malizioso: non posseggo immobili nel Centro Storico.
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