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A Fardella come in California In California, Winchester house attira un discreto flusso di curiosi e turisti, non per essere essa la casa del famoso Winchester del fucile del “selvaggio West”, ma per le sue stranezze. Cresciuta come un fungo, la casa presenta strane protuberanze corrispondenti a stanze prive di accesso, scale che salgono nel vuoto, corridoi che non portano da nessuna parte, finestre aperte sui muri e porte che non dividono alcun ambiente. Nella sua follia ossessiva, la vedova del famoso Winchester trascorse la vita a creare una casa dell’assurdo. Non male tuttavia: il flusso dei curiosi ed un lauto biglietto d’ingresso di 19 dollari nel 2000 garantiscono probabilmente una discreta rendita agli eredi. Nello stabilirmi a Fardella circa tre anni fa, non avrei mai pensato di ritrovare qui la stessa idea. Non so a chi l’idea sia venuta prima, se ci sia stata una comunicazione privilegiata fra Fardella ed il Selvaggio West, certo è che anche a Fardella le amministrazioni comunali succedutesi negli anni sono impegnate in una furia costruttiva il cui risultato sono immobili chiusi o cadenti, quali il “nuovo” municipio, la “nuova” scuola, il macello, il rifugio e, più recentemente, un residence in cui non risiede nessuno. Ci sono colonne di cemento elevate a sostenere il cielo e le nuvole (cosiddetto Centro Civico); strade asfaltate che portano nessuno da nessuna parte (del novembre 2007 la più recente). E si continua alla stessa maniera nel mese corrente allargando la “circumvallazione” per soddisfare il traffico inesistente di un paese di quattrocento anime, prevalentemente anziani. Non importa che per costruire occorra tirare giù antichi muretti a secco e querce secolari in piena esplosione vegetativa, con i relativi uccelletti ed i loro nidi. A noi cittadini è proibito prendere in mano una sega in questo periodo per non disturbare la nidificazione; occorre il permesso della forestale per tagliare alberi morti - quando e come stabilito per legge - perchè Fardella si colloca nell’area del Parco Nazionale del Pollino. Ma tant’è il sindaco mi dice di non dover rispondere a me o ad altri suoi elettori dell’operato dell’amministrazione: siamo in epoca imperiale! ... speriamo che l’imperatore non si metta nudo! Scusate, divago! Tornando a noi, di nuovo, anche Reagan nel ruolo di governatore della California aveva detto che basta una sequoia come esempio e le altre si possono tagliare: figuriamoci le querce! Quanto ai muretti a secco faticosamente costruiti dai loro avi (non i miei, io non sono di Fardella) immagino a Fardella si preferisca cancellare la memoria di tanta fatica e povertà: mettiamoci un po’ di cemento sopra. Peccato che pioggia e cattivo tempo presto presto lavino via strade e cemento, portandole a valle. Forse anche questo fa parte della strategia: ridurre i settecento metri di dislivello fra Fardella e la principale ed unica arteria stradale (statale 106 o Sinnica) potrebbe incoraggiare eventuali passeggeri distratti a deviare brevemente per visitare il paese: ecco un serio progetto di sviluppo per il futuro ... immediato futuro, perchè occorre far presto, signori visitatori, prima che il peso del cemento e la furia degli elementi trascinino nel Sinni l’intero paese con i suoi molti immobili vuoti ed i pochi pieni, le sue strade utili ed inutili e l’insieme delle sue assurdità. Rosalia Pavia- Fardella
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