LETTERA APERTA AI
CITTADINI DI FRANCAVILLA
di Rocco Amoroso
Qualche
turista o semplice emigrante francavillese in visita nelle
vacanze estive, si sarà commosso ancora una volta vedendo
la solita cartolina di Francavilla: quella tradizionale che
conosciamo tutti, con l'immagine della "B.V.M. del Rosario
di Pompei" o con l'effige dei patroni "Felice e Policarpo".
Al vederla fa ritornare in mente momenti di vita festiva del
nostro piccolo paesino. Diciamocelo chiaro: quei momenti,
quegli scatti, sono nel cuore di tutti. Le festività , gli
amici, le serate.
Gli anni passano ma le festività , l'incontrarsi di nuovo
anno dopo anno, è pur sempre un momento bello in cui ognuno
ci si racconta e condivide quello che succede. Tutti amiamo
questo scatto di vita popolare che ci accompagna da sempre.
Eppure c'è un'altra cartolina di Francavilla che pochi
conoscono. Una cartolina che, a quanto pare, non sta a cuore
a nessuno. Una cartolina che nessuno vuole raccontare,
fotografare, denunciare. Una cartolina di una Francavilla
che muore ogni giorno, deturpata della sua bellezza, della
sua natura.
Tutto questo è strano se penso che ancora oggi Francavilla e
la francavillesità è sbandierata a destra e a manca. Dai
politici alle numerose Associazioni, dai commercianti ai
semplici opinionisti di strada.
Anche il nostro piccolo paese è avvelenato da quel morso del
"va tutto bene" che qualcuno vorrebbe farci credere. Stretto
in una morsa di apatia che sembra annidarsi soprattutto nel
cuore e nella mente delle nuove generazioni. Di veleni
Francavilla ne ha avuti tanti. Ed ancora oggi ne ha.
Come quello dell'acqua inquinata del nostro fiume per
esempio.
Questa è una lettera aperta a tutti i francavillesi come me.
Gente che nonostante tutto vive nel proprio paese trovandosi
spesso, ahime, a fare i conti con una vita difficile. Gente
che ama il proprio paese nel silenzio della quotidianità ,
ed è costretta a vedersi scorrere il tempo, le feste, i
volti, la vita, come un film visto e rivisto mille volte.
E' una lettera aperta anche alle tante persone, giovani
soprattutto, che almeno una volta nella vita hanno dovuto
prendere una valigia e salutare il nostro paese, assaporando
il dolore nel lasciare la famiglia, gli amici, i posti dove
si è cresciuto.
E' indirizzata infine anche a chi ha lasciato il paese
giurandosi di non tornarci più. A chi ha trovato fortuna
altrove e di Francavilla non gli interessa più nulla.
Il mio paese è strano. Neppure i miracoli lo smuovono. Ma io
non pretendo nulla. Sarebbe già tanto se leggeste questa
mia lettera.
Pochi giorni fa, in una calda giornata di Agosto, con il mio
amico Rosario Pangaro (che da qualche anno più volte aveva
sollevato il problema documentando quanto stava accadendo al
torrente Frida) mi sono recato al nostro fiume Frida.
Ma non per fare il bagno o per pescare come facevamo da
ragazzi: volevamo solo guardare a distanza di anni cosa
stesse succedendo al fiume. Volevamo capire perchè quel
cartello sul ciglio della strada provinciale dice ai
passanti "DIVIETO DI BALNEAZIONE".
Il Frida lo conosciamo tutti. Credo stia a cuore a tutti.
Tutti abbiamo fatto il bagno in quel torrente, tutti abbiamo
pescato. Eppure oggi quel tanto amato torrente E' ALTAMENTE
INQUINATO. Si, proprio così INQUINATO!
Il torrente Frida è privo di vita. Non esiste più un pesce,
una ranocchia, un girino. Per chilometri e chilometri fino a
salire verso Cropani non c'è nessun segno di vita nell'acqua
e nei dintorni. Una volta non era così. Si vedevano, oltre
ai numerosissimi pesci di ogni specie come lontre e
serpenti. Addirittura aironi bianchi dal lungo becco.
Oggi non esiste più nulla di questo. Solo una schiuma
ambigua che vive stagnante ed indisturbata (vedi foto).
Tipica delle discariche.
La prima cosa che mi sono chiesto è perchè l' A.R.P.A.
(Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) abbia posto
un cartello sulla strada con un Decreto N° 470/82.
(http://www.arpal. org/Balne/leggi/dpr47082.htm).
A primo impatto mi sono posto una domanda: mi vorranno far
credere che quel divieto è stato messo per farci allontanare
dal fiume per pericolo di piena? Sarebbe ridicolo. Ma
nessuno ne ha parlato. Nessuno sa niente. Fanno tutti finta
di niente. A nessuno interessa capire il perchè continuando
a vivere nella più
totale ovvietà dei fatti e lasciando che chi ha permesso
questo possa dormire sonni tranquilli.
Eppure le primizie della nostra terra le compriamo tutti.
Ogni mattina è bello vedere quei carretti di fruttivendoli
della nostra zona, arrivare nella nostra piazza per venderci
prodotti del posto. Ma a nessuno interessa sapere e
conoscere che il nostro fiume è inquinato.
Il Sinni infatti è uno dei fiumi più importanti della nostra
amata Basilicata. Nasce sul monte Sirino e va a morire nel
Mar Jonio. E'lungo circa 95 km e "coast to coast"
confluiscono in esso vari torrenti tra cui il Frida.
Prima di arrivare allo Jonio, nei pressi della piana di
Metaponto, l'acqua viene raccolta nell'enorme invaso della
diga di Monte Cutugno a Senise (tra le più grandi d'Europa)
per soddisfare le regioni Basilicata e Puglia.
Ma a quanto pare a nessuno interessa sapere che l'acqua del
fiume è inquinata e come mai l'A.R.P.A. ha dichiarato e
vietato la balneazione.
Ma se sarà vietata la balneazione, mi chiedo, sarà vietata
anche l'irrigazione e l'abbeveraggio.
Eppure la vita nel mio paese scorre tranquillamente e chi ha
delle enormi responsabilità su questo veleno dorme notti
tranquille.
Come semplice e libero cittadino di Francavilla avrà diritto
di dire la mia?
Avrà diritto di capire cosa succede? Perchè il tasso di
malattie tumorali ogni anno cresce a dismisura proprio nella
nostra zona? Avrà diritto di conoscere chi è responsabile di
tutto questo?
Mi chiedo e vi chiedo:
POSSIBILE CHE NON INTERESSA A NESSUNO? POSSIBILE CHE
DOBBIAMO SUBIRE SUPINAMENTE QUESTO SISTEMA DIABOLICO DI
QUALCUNO CHE USA A PROPRIO COMODO QUELLO CHE E' DI TUTTI?
QUALI INTERESSI CI SONO DIETRO? CHI SI PERMETTE DI
VIOLENTARE COSI' SPUDORATAMENTE LE ACQUE DEL NOSTRO
MERAVIGLIOSO TERRITORIO?
Ma si, forse ha ragione un mio amico a cui ho parlato di
tutto questo. Lui è uno di quelli che si gode la vita,
divertendosi senza pensare ad altro. La sua onnipresente
risposta è sempre quella di chi, come lui, è abituato ad una
cultura dell'illegalità e del menefreghismo. "Ma chi te lo
fa fare" è la sua risposta.
In effetti a molti piace la cartolina tradizionale del mio
paese.
Fa vivere bene. Fa commuovere. Fa pensare che "va tutto
bene".
Eppure Dio, se c'è, darà conto a tutti di tutto.
Indistintamente.
Saluti a tutti da Francavilla sul Sinni
Rocco Amorosi
21 Agosto 2010 - Festeggiamenti della B.V.M. del Rosario