|
|
||
|
TERRITORIO COMMUNITY SERVIZI
ALTRI VIDEO FOTO SOCIETA' SPORTIVE
| ||
|
Su un muro della città di Genova mani anonime hanno scritto una frase-appello che recita così: “Immigrati extracomunitari non lasciateci solo con gli italiani”. Questa frase, attuale come non mai, mi ha indotto a riflettere sulla nostra nazione divenuta ormai terra di razzisti. L’odio verso i poveri fratelli migranti ha permeato le istituzioni, in modo particolare nel nord, laddove la Lega di Bossi riceve consensi a due cifre, quasi bulgari. Si è diffuso ormai anche negli strati di popolazione più povera, un tempo sensibile alla sofferenza degli “altri”. Sta addirittura contaminando l' intellighentia italiota spingendola a fredde e laconiche condanne di rito se non al silenzio ed all'indifferenza Perciò ho ripercorso lo stillicidio quotidiano di vessazioni piccole e grandi di cui sono vittime questi poveri lavoratori stranieri. Ed ho ancora negli occhi le immagini di roghi, fiamme e fumi della povera periferia di Napoli. Ho ancora nelle orecchie le voci dei bambini, che raccontano della persecuzione degli zingari, costretti, anche nella più tollerante delle città mediterranee, a scappare, ad andar via in fretta e furia sotto gli insulti e le minacce di centinaia di casalinghe, operai e disoccupati. E mi chiedo chi, oltre il pregiudizio ininterrotto di cinque secoli, abbia armato il popolo napoletano. Chi continui a diffondere il luogo comune sui rom ladri di bambini, nonostante la magistratura lo smentisca puntualmente con frequenti assoluzioni. Ed ho ancora negli occhi il volto del calciatore italiano nero Mario Ballotelli e nelle orecchie il suono dei cori volgari e razzisti intonati contro di lui da coloro che, ogni domenica, sono presentati dal giornalismo servile come i “soliti” e “pochi” violenti. Che dire? Una vergogna pari al vergognoso silenzio imbarazzato di tutte le cariche istituzionali. E mi sono chiesto: Chi per anni ha consentito che gli stadi diventassero territorio libero di razzisti e fascisti? Chi oggi pretende di ridurre atti così gravi ad azioni di “bulli e pochi incivili”? Ed ho pensato che uno sciopero del mondo del calcio forse avrebbe dato un segnale grandissimo a tutti. Invece nulla è avvenuto. E mi brucia ancora negli occhi l'immagine del pullman-prigione ad una fermata di bus nella città meneghina. E ritornano nella mente i vigili che, in base alla pelle nera, olivastra o troppo scura dei passeggeri, invitano i “sospetti” clandestini a salire sul bus con destinazione caserma. La sola idea che una persona venga sequestrata in questo modo mi fa correre per la schiena i brividi e mi produce uno sconforto immenso che richiama il clima di discriminazione che precedette Auscwitz e Fossoli. E il mio pensiero vola ai miei tanti amici neri, rom ed extracomunitari, cresciuti in Italia. E che qualche ministro di centro-destra voleva schedare. E quale risposta viene ipotizzata? Nessuna! Soltanto fredde reazioni come piccole notizie, neanche in prima pagina, o nei principali tg. Ed ancora mi ritorna in mente la proposta di un deputato leghista che propone bus separati, da apartheid sudafricano, nella europeissima città di Milano. E mi chiedo come sia possibile che, a parte deboli risposte, nessuno ne abbia date a tono. Uno sciopero cittadino dei lavoratori dell'azienda tranviaria di Milano ad esempio! La verità è che stiamo vivendo in un clima di intolleranza e di razzismo senza precedenti, generato dagli esponenti del governo e della maggioranza di centrodestra. Una stagnante palude maleodorante impensabile soltanto alcuni decenni fa, allorquando i lavoratori scioperavano per la loro emancipazione. Un clima che “arma”, nutre, sazia ed alleva la teppa che colpisce neri, omosessuali e giudei. Non c' è clamore se è assassinato un extracomunitario che reclama la sua paga. La sua tragica fine è rubricata ad un atto di un italiano violento. I municipi leghisti ostacolano in ogni modo i diritti dei migranti. Queste vessazioni sono confortate dal preteso rispetto delle regole scritte in qualche contraddittorio paragrafo di regolamento o legge lumbard. Non si contano poi le dichiarazioni stupide ed insulse, i luoghi comuni del tipo “padroni a casa nostra”, dispensate a piene mani da ministri, onorevoli e senatori , ripetuti anche da chi, italiano, non è padrone neanche della stanberga dove vive precario e disperato. Questa miscela pudrita di razzismo e pregiudizio è utilizzata per dividere i migranti dalla maggioranza del popolo lavoratore italiano. Non è altro che lo strumento per poter meglio sfruttare gli extracomunitari, che ormai reggono l' economia e producono la ricchezza che gronda come il grasso dalla pinguedine dei razzisti di ogni risma. Utilizzata nello stesso tempo per i lavoratori italiani, licenziati, cassintegrati e sfruttati che cadono nella trappola della discriminazione razziale, non rendendosi conto che il miglioramento delle proprie condizioni di vita e di lavoro passa attraverso l'unità di tutti, contro lo stupidario razzista a cui si abbeverano i vessatori dei migranti e degli italiani. Su un muro di una città meridionale una mano anonima ha tracciato un mappamondo ed una falce e martello ed una frase:Immigrati extracomunitari liberiamo insieme il popolo italiano dai loro governanti oppressori!!! Ed anche questa frase è attuale come non mai. Bella 22/12/2009 FLORENZO DOINO
|
|
|