counter create hit

TERRITORIO

COMMUNITY

SERVIZI

ALTRI VIDEO

FOTO

SOCIETA' SPORTIVE

 

 IL MIO POTENZA: FINE DI UNA STORIA

 Abbiamo tentato fino alla fine, ci siamo inventati le più svariate soluzioni, abbiamo chiesto a imprese, politici, a ogni ceto sociale, abbiamo catechizzato, incontrato, discusso, litigato, abbiamo dichiarato subito, dalla prima volta: “Il nostro Potenza recide il cordone ombelicale con il passato”, vogliamo una nuova storia, una nuova realtà dove i tifosi contino davvero e no siano trattati alla stregua di semplici asettici numeri, il risultato? Zero assoluto! Vero, abbiamo tentato di seguire la via più breve per riportare il calcio nel capoluogo ripartendo magari da una categoria modesta, ma che ci consentisse di non aspettare anni per rivedere un minimo di calcio decente al Viviani. Erano solo ipotesi le nostre quelle dell’Avigliano, della Fortis, dell’Atletico, del Viviani terza categoria, che prima di realizzarle, prima di concretizzarle avremmo messo al primo punto nella assemblea dei soci che è l’unica deputata a decidere, a indicare chi e in che modo. Avremmo voluto donare ai nostri figli, ai nostri nipoti, alle nuove generazioni un sapore particolare, un “Pallone” vero, una passione profonda, immune dai mille beceri interessi che ruotano intorno al cuoio. Eravamo ingenui? Forse! Troppo convinti che molti ci avrebbero seguito in alternativa al nulla assoluto, forse ingannati dalle pacche sulle spalle di quanti ci invitavano a perseverare e poi magari dileggiavano con lingua tagliente, come nelle migliori tradizioni. Ed infatti ad un anno più o meno dalla sua nascita, “Il Mio Potenza” getta la spugna. Non ci saremmo mai aspettati, non avremmo mai nemmeno lontanamente pensato che saremmo invece e specialmente in questi ultimi giorni, stati oggetto di attacchi gravi, ingiustificati, privi di ogni fondamento e soprattutto di pessimo gusto. Le indecenze scritte nei nostri confronti su alcuni volantini, i forum addirittura aperti su f.b., denotano una violenza verbale inaudita, paragonando un’associazione come il mio Potenza ad una lerciosa accozzaglia di persone che nutrono ambizioni dalle forme più fantasiose. Manco fossimo delinquenti, manco se avessimo usato logiche teppistiche e di camorristica memoria per imporre la nostra strategia. A quanti ci hanno verbalmente aggredito, a quanti hanno trovato nel “Mio Potenza” lo sfogo alla rabbia e all’indecenza,  a loro chiediamo quale è la vostra alternativa? Cosa proponente? Che strada intendente percorrere?  Troppa cattiveria in giro, troppa poca riflessione, troppo inutile odio che non fa bene a nessuno, anzi crea negatività divide, scompone, e quello che è più grave OFFENDE. Ma ciò che umilia maggiormente  è notare l’INDIFFERENZA totale del popolo, dei Politici, delle Imprese, di quelli che assiepavano il Viviani in settemila quando c’era da vincere qualcosa, di quelli che si dileguavano, si scioglievano come neve al sole quando il momento era pericoloso, quando il dramma si stava compiendo, quando c’era da mettere mano al portafoglio.  Siamo, i potentini ci conoscono, un gruppo di amici che per il Potenza ha dato l’anima, la mente, il tempo, la passione. Impiegati, liberi professionisti, studenti, gente normale, gente comune, con un unico denominatore: “La fede per il Potenza, per il calcio, per i suoi colori”. insomma volevamo evitare che a Potenza non si parlasse più di calcio. Siamo stati pessimi profeti, o meglio ci eravamo illusi che quasi per miracolo si sarebbe attivato quello scatto di orgoglio del popolo rosso-blù, in grado di sovvertire un destino che ci vede ancora una volta miseramente sconfitti. Comunicheremo a mezzo stampa la nostra ultima assemblea nel corso della quale restituiremo le quote associative che erano state devolute da tutti quei tifosi che avevano capito il senso della nostra esistenza, che avevano intuito la bontà della nostra iniziativa. Sia chiaro però solo una cosa, c’era il Mio Potenza e oltre ad esso non c’era nessuno, nessun doppio gioco, nessuno sponsor, nessuna strategia che ci proiettasse in chissà quali poco affidabili realtà. Molti si sono costruiti film a puntate su questa vicenda, hanno ricamato strani intrecci, perverse finalità, come nella migliore tradizione potentina, ognuno ha scritto un saggio, ognuno è stato  portatore di verità e soprattutto uno sfogo per  quelli che “Gridano senza conoscere”, che arringano le folle solo per misera voglia di emergere dal coro. Da domani avremo un argomento in meno del quale discutere in città, non ci sarà più da capire chi sono quelli del Mio Potenza e cosa vogliono. Da domani non ci saremo più, i soliti noti avranno tempo e modo di inventarsi nuove storie di costruire nuove trame di scaricarsi la coscienza con il solito “Io lo avevo detto”. Buon Natale a tutti e comunque vada, chiunque inizierà almeno a pensare ad un nuovo Potenza avrà la nostra incondizionata e disinteressata solidarietà. 

 

                                                                           I SOCI FONDATORI

 

 

                    

 

Sommario Cronacaa   Sommario Sport

SPONSOR