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DOTTORE COMMERCIALISTA Revisore Contabile Antonio Mauro Progetto di sviluppo territoriale del Senisese (Documento di Orientamento Programmatico)
Il carattere innovativo dei piani di sviluppo ed il forte coinvolgimento di soggetti ed istituzioni locali nella promozione, nella programmazione, nell’attuazione e nella sorveglianza dei progetti di sviluppo locale mettono in primo piano l’esigenza di disporre di adeguate risorse di assistenza tecnica alla progettazione ed alla gestione di tali iniziative.
Agire localmente, in attività di promozione e sostegno di operatori ed istituzioni territoriali, di ricognizione della domanda sociale, di analisi sociale ed economica del territorio, di promozione e pubblicità del progetto nelle fasi di impostazione ed avvio della programmazione locale, implica la formazione di uno strumento utile per favorire in primo luogo la condivisione dei metodi di progettazione territoriale e poi per diffonderne l’applicazione attraverso la redazione di un Documento di Orientamenti.
In sintesi, il percorso metodologico che viene proposto nel documento e che conduce alla formazione del progetto di sviluppo territoriale parte da un momento ideativo e/o di riflessione strategica: ovvero dalla formulazione di un'idea-forza (o di più idee-forza, logicamente e funzionalmente coerenti) per lo sviluppo e/o il riequilibrio territoriale — legata ad esempio alla percezione di vantaggi competitivi potenziali dell'area del Senisese, alla presenza di risorse non adeguatamente valorizzate, al possibile ruolo di nuove infrastrutture, al rafforzamento ed all'estensione di filiere produttive locali.
L'idea-forza va quindi verificata ed inquadrata alla luce: a) di una precisa analisi del territorio e dell'identificazione dei punti di forza e delle vocazioni del territorio, in particolare per quanto riguarda la dotazione di risorse e lo stato della loro utilizzazione; b) di una ricognizione delle domande sociali prevalenti nel territorio; c) ed infine della coerenza con le linee della programmazione Regionale.
La definizione della strategia del Documento di Orientamento territoriale conduce quindi all’identificazione degli obiettivi specifici.
Una volta che gli obiettivi specifici siano stati individuati, vengono determinate le diverse tipologie di intervento, necessarie a conseguire gli obiettivi stessi. Da questo punto di vista, “partire con il piede giusto” è essenziale.
“Una forte motivazione strategica e culturale, chiaramente mirata negli obiettivi, capace di orientare la parte più ampia delle risorse finanziarie disponibili, in grado di realizzare una vera e propria «rottura» degli attuali equilibri di stagnazione”, viene formulato “l’obiettivo strategico di attirare e trattenere nell’area (aumentandone la convenienza) le risorse mobili (capitale e lavoro specializzato e imprenditoriale), attraverso la valorizzazione permanente delle risorse immobili (la terra, le tradizioni, il patrimonio naturale e culturale, le risorse legate alla posizione geografica, il capitale umano fortemente localizzato, nel senso prima descritto), in un quadro di forte responsabilizzazione dei governi locali, di ampio decentramento e sussidiarietà, di incentivo all’impegno e al cambiamento anche attraverso meccanismi in grado di promuovere la competizione virtuosa sul piano dell’efficienza e dell’efficacia, la ricerca della qualità di intervento, la trasparenza procedurale e attuativa”
Si tratta, a nostro avviso, di un obiettivo strategico fortemente ancorato al territorio ed alla dimensione locale del Senisese, non solo (e non tanto) per il richiamo alla responsabilizzazione dei governi locali, al decentramento ed alla sussidiarietà, ma per la singolarità e le specificità locali della importanza delle risorse poste al centro della strategia di sviluppo e per le medesime singolarità e specificità delle condizioni che, in ciascun territorio, sono in grado di assicurare una combinazione appropriata di risorse mobili e risorse immobili, tale da condurre alla «rottura» degli equilibri di stagnazione, ad un uso sostenibile ed equilibrato del territorio stesso, ad una più ampia coesione sociale ed economica.
Più i progetti di intervento saranno mirati e concentrati su aree definite, maggiore sarà la probabilità di ottenere effetti incisivi degli investimenti programmati, ossia un maggior livello di efficacia;
più i progetti saranno assimilabili a pacchetti di azioni aventi una loro specifica identità, più facile sarà mantenere la coerenza interna, la concentrazione e quindi anche la verificabilità (in termini di risultati e di efficacia) dell’azione di sviluppo promossa e realizzata sul territorio”.
Le strategie per conseguire gli obiettivi specifici possono essere individuate nella: - la creazione di nuove condizioni economiche, amministrative e sociali adatte allo sviluppo imprenditoriale;
- l'aumento della competitività e della produttività strutturale dei sistemi economici territoriali;
- la localizzazione di nuove iniziative nelle aree urbane e nelle aree con raggio d'influenza intercomunale nei settori dei servizi alle persone e alle imprese;
- il recupero a scala urbana nelle aree caratterizzate dal degrado e dalla marginalità economica e sociale;
- la riqualificazione di ambiti urbani con particolari valenze di contesto relativamente agli aspetti paesaggistici ed ambientali.
Il Programma si deve configurare come un insieme di interventi operativi (articolabile anche in una filiera di progetti) che soddisfa le seguenti condizioni: - avere un’identità e un profilo riconoscibili;
- riconoscersi in una strategia a livello territoriale: un Programma non è una sommatoria di interventi progettuali;
- tradurre in interventi e azioni concrete gli obiettivi;
- articolarsi in un sistema di interventi e azioni praticabile e radicato nelle possibilità evolutive del territorio (deve essere fattibile);
- integrare azioni e interventi in diversi settori, privilegiando sempre il miglioramento della qualità;
- integrare interventi di tipo infrastrutturale, con azioni sulle qualità di rete, sul sociale e sullo sviluppo economico (soprattutto nei settori terziari più innovativi).
L’area deve porsi l'obiettivo di rafforzare l'apertura verso l'esterno e potenziare il loro ruolo di scambiatori, riacquistando e consolidando nel contempo la propria identità.
E’ quindi ovvio che il problema competitivo del Senisese richiede uno sforzo, anche in termini di politica economica, per favorire l’aggregazione e la crescita, se non delle singole imprese, quantomeno dei sistemi e delle reti che le includono.
Premiare l’associazionismo fra imprese minori e il riconoscimento di distretti industriali e sistemi produttivi locali. Tali politiche sono infatti volte a trovare momenti di aggregazione ed associazionismo in un tessuto produttivo eccessivamente sottodimensionato e polverizzato per poter sostenere gli investimenti necessari per fronteggiare le sfide future del sistema produttivo.
Le strategie di Intervento devono essere dunque supportate da attenta analisi della situazione di fatto, da dove poter individuare gli elementi critici per poter adottare misure concrete e mirate.
Analisi socio-economico-finanziaria-stutturale L’area interessata presenta indubbi punti di debolezza, quali: la mancanza di un coordinamento delle politiche del Territorio; una scarsa propensione alla cooperazione tra aziende; difficoltà di accesso ai capitali necessari a sostenere processi di innovazione tecnologica e della formazione, in particolare quella continua; sottocapitalizzazione delle imprese esistenti; scarsa propensione alla competitività; presenza di una rete inadeguata di infrastrutture e di aree attrezzate a sostegno della produzione e della commercializzazione; basso livello tecnologico di alcune produzioni importanti per l'economia dell'Area. Andando ad osservare quella che è la Vocazione dell’Area, è prevalente quella agricola, in particolare nella frutticoltura ed orticoltura. Recentemente sono sorte attività manifatturiere e di ricerca, affermate anche in territorio internazionale. In particolare per la produzione del fungo cardoncello “PLEUROTUS ERINGIJ” e di altre specie micologiche pregiate. Famosa è la coltivazione in modo organizzato e moderno del Peperone che ha ottenuto dalla CEE nel 1996 il marchio I. G. P. (Indicazione Geografica Protetta). L’attrazione turistica insieme agli aspetti paesaggistici è rappresenta anche dalla buona tavola, accanto all'artigianato collegato all’economia contadina (lavorazione di salici, paglia e attrezzi in legno ed in metallo). Importante è la produzione di formaggio pecorino, nonché di salsiccia e di vini locali di robusta gradazione. Altre moderne iniziative si sono insediate nell’area dove sono presenti attività nel campo della produzione di pneumatici e di macchine operatrici per l’edilizia. Avanzato il moderno artigianato per la lavorazione del legno, dell’alluminio, del ferro, del marmo e della pietra. Di particolare interesse è la presenza di Cooperative Sociali Onlus specializzate nella offerta di servizi socio-assistenziali. Dal punto di vista della strutturazione occupazionale l'area risulta sbilanciata verso due settori produttivi: quello dell’agricoltura e quello delle costruzioni, settori oggi fortemente in crisi. I settori si pongono in correlazione inversa con il livello del reddito in quanto, riescono a sviluppare solo il 14% del valore aggiunto della zona. L'occupazione agricola, infatti, può essere ricondotta innanzitutto ad uno stato di necessità dell'economia e, in secondo luogo, ad un tipo di attività svolta prevalentemente dall'agricoltore proprietario del fondo, spesso di piccole dimensione e votato verso colture tradizionali senza l'utilizzo di tecnologie appropriate.
L'assorbimento occupazionale riconducibile alle attività manifatturiere evidenzia lo stato critico delle opportunità localizzate per le PMI del comparto industriale. Infatti solamente il 7,97% degli occupati dell'area, presta la propria opera presso aziende manifatturiere. Il terziario nel suo complesso (commercio, turismo, trasporti e comunicazioni, intermediazione monetaria e finanziaria, affari immobiliari, informatica, ricerca ecc.), anch'esso caratterizzato da una forte disomogeneità distributiva, assorbe circa il 21% degli occupati. L'ultimo macro comparto da evidenziare è quello riconducibile alla Pubblica Amministrazione che, con circa il 25% degli occupati, è il settore che assorbe più lavoro nell'area. Oltre ai sopraccitati motivi ostativi all’attività di investimento delle imprese, motivi che in un certo senso potrebbero ritenersi di tipo strutturale, poiché connessi con diffusi fenomeni di sottocapitalizzazione e di razionamento del credito bancario, a loro volta legati al sottodimensionamento di larga parte del sistema produttivo, ve ne sono altri, di natura più “congiunturale”. Non vi è dubbio che il continuo degrado delle condizioni finanziarie e patrimoniali di buona parte del tessuto imprenditoriale Senisese è anch’esso alla base di un volume di investimenti insufficiente rispetto alle esigenze. Tale degrado è certamente legato ai cattivi risultati congiunturali conseguiti dalle imprese, ma è anche indice di problemi di natura gestionale e di rapporto con i mercati di fornitura e di sbocco. Su questo aspetto non può non evidenziarsi, il proseguimento di una fase di compressione dei margini unitari di profitto sul venduto. I prezzi di vendita, infatti, proseguono in un sentiero di crescita ben inferiore a quello dei costi di produzione. Entrambi i fenomeni sono chiaramente indicativi di un progressivo indebolimento delle posizioni di mercato delle imprese dell’area; indebolimento nei confronti dei fornitori, poiché le voci di costo che crescono maggiormente sono proprio quelle legate all’acquisto di materie prime e di semilavorati. La difficoltà, tipica di un sistema di imprese prevalentemente molto piccole e quindi dal debole potere contrattuale di contenere i costi delle materie prime e dei semilavorati, si ribalta quindi sul fattore lavoro e quindi della base occupazionale. Le difficoltà di gestire il rapporto con i fornitori riguarda, principalmente, se non quasi esclusivamente, le imprese più piccole, che però costituiscono, numericamente, l’ossatura del sistema produttivo Senisese. Vi è poi un altro dato che appare di notevole interesse: le imprese che investono riescono a gestire il rapporto fra prezzi e costi di produzione in misura nettamente migliore di quelle che non investono. In particolare, riescono ad imporre prezzi migliori (evidentemente perché gli investimenti hanno consentito di migliorare la qualità percepita del prodotto, oppure hanno permesso di commercializzarlo meglio), e a subire incrementi di costo meno penalizzanti. Le imprese investitrici riescono a tenere maggiormente sotto controllo il costo delle materie prime (evidentemente per motivi legati all’ottimizzazione dei processi produttivi legata all’attività di investimento) e quello dei finanziamenti (evidentemente grazie ad un migliore controllo della relativa funzione). Tuttavia, va detto che se le aziende continuano, nel loro insieme, a subire continue erosioni del loro margine di redditività e della loro propensione all’investimento, si può generare un pericoloso circolo vizioso. Meno le imprese investono, peggiore diventa la loro redditività unitaria, e ciò, a sua volta, penalizza ulteriormente gli investimenti. Si ritiene che considerazioni di questo genere dovrebbero portare ad una certa cautela rispetto alle intenzioni di svuotare gli incentivi a fondo perduto, tramutandoli in prestiti a tasso agevolato. Tali risorse, infatti, contribuiscono, in una funzione anticiclica, a mantenere stabili i livelli di investimento delle imprese, evitando proprio l’aggravarsi del circolo vizioso sopra citato. Ecco dunque l’importanza strategica degli interventi finanziari di sostegno allo sviluppo e alla riqualificazione. Un dato meritevole di attenzione riguarda la diffusa insufficienza nella propensione ad investire da parte delle imprese in tutti i settori produttivi. Evidentemente, la lunga fase di difficoltà di mercato, che dura sin dai primi mesi del 2001, ha lasciato il segno. In tutti i settori, il principale vincolo all’attività di finanziamento è di natura finanziaria, a voler sottolineare la difficile condizione patrimoniale e di conto economico che la prolungata stagnazione dei consumi ha lasciato in eredità a molte imprese. Difficoltà nel procurarsi mezzi di autofinanziamento vengono segnalate in quasi tutti i settori nei quali i titolari non hanno le risorse per rimpinguare il capitale, né la forma giuridica adeguata per rivolgersi ai mercati mobiliari e/o all’ingresso di nuovi soci. Tale condizione di degrado finanziario minaccia, nel medio termine, la sopravvivenza stessa delle imprese, specie di quelle più piccole e meno capitalizzate e, nell’immediato, incide negativamente sulla propensione ad investire. Questa risulta infatti molto bassa, proprio in un momento in cui, invece, sarebbe necessario introdurre innovazioni e miglioramenti in azienda al fine di agganciarsi alla ripresa economica imminente. A tal fine, sembra utile richiamare la necessità di non procedere con eccessiva celerità nello smantellamento del sistema degli incentivi pubblici, poiché questi sembrano essere indispensabili per alimentare gli investimenti in una fase in cui la capacità di autofinanziamento delle imprese è molto modesta. Peraltro, non vi è dubbio che una quota consistente dell’apparato produttivo Senisese, specie di quello minore e più marginale, risente di forti barriere nell’accesso al credito bancario. Barriere che, con l’introduzione del nuovo regolamento di Basilea 2 ha inasprito il rapporto con il sistema bancario; assisteremo infatti ad una rimodulazione degli affidamenti che porterà a causa della non adeguatezza dei bilanci societari, delle strutture giuridiche e della non cultura della consulenza finanziaria tenuta in mano ancora dall’imprenditore ad una estromissione dal circuito. Le previsioni riferite all’economia regionale, che costituisce poi il principale e più diretto bacino di mercato delle imprese del Senisese, sono generalmente peggiori di quelle espresse per l’economia della Basilicata e Nazionale nel suo insieme. Evidentemente, le imprese sono consapevoli del fatto che l’economia del Senisese tende a subire un “effetto di trascinamento” rispetto al trend macroeconomico della Basilicata e Nazionale, che però si manifesta con un certo ritardo temporale. In altri termini, le imprese sono coscienti del fatto che un inizio di ripresa su scala Regionale e Nazionale farà sentire i suoi effetti sull’economia del Senisese con un certo ritardo e, nelle prime fasi, in una forma piuttosto attutita. Va rilevata la presenza di un clima di fiducia degli imprenditori molto depresso, anche eccessivamente pessimistico rispetto alla attuale situazione congiunturale. Tale pessimismo diffuso, che deriva da anni di attesa di una ripresa che tarda ad arrivare, penalizza gravemente gli investimenti e le previsioni occupazionali delle imprese, ripercuotendosi su tutto il sistema. Certamente, in una fase come quella attuale, si rende oltremodo necessario un segnale forte da parte dei responsabili di politica economica, a tutti i livelli, che possa infondere una rinnovata fiducia al sistema imprenditoriale con sostegni di natura finanziaria ed infrastrutturale. Ciò soprattutto per non disperdere alcuni, timidi, segnali di ripresa in comparti produttivi, come l’industria manifatturiera. Parametri di Intervento
Il progetto, di una aggregazione territoriale, si deve porre anche l’obiettivo di utilizzare le nuove tecnologie come strumento per promuovere lo sviluppo occupazionale del territorio attraverso:
L’insufficiente parametro infrastrutturale ed in particolare quello viario dei collegamenti e l’isolamento dell’area implica un necessario avvio di attività innovative, tecnologicamente avanzate come quello dei settore informatico capace, di offrire servizi su commesse in ogni angolo del mondo ignorando la carenza infrastrutturale dei collegamenti oltre, a società di distribuzione a fronte di una mancata cultura nel posizionamento del prodotto.
Uno degli elementi cardini dello sviluppo di un’area sempre sottovalutato, è che non basta produrre ed essere bravi in questo, ma bensì riuscire ad allocare e dunque posizionare la produzione attraverso canali specializzati; l’imprenditore del resto deve occuparsi della produzione e non altro, anche perché l’occuparsi direttamente della distribuzione del prodotto insieme alla produzione implica uno sfasamento dei costi non più sostenibili nel breve periodo.
Soluzioni di intervento Ad una analisi descrittiva dei singoli settori , vengono individuate alcune precarietà e/o problematiche delineando soluzioni di intervento:
Da un quadro socio - strutturale dell'agricoltura dell'Area in esame è possibile individuare alcuni problemi di fondo, quali: · La precarietà della base produttiva, caratterizzata dalla presenza di impianti tradizionali, spesso con alto livello di obsolescenza; · L'insufficienza delle dimensioni delle aziende agricole; · La inadeguatezza dei redditi agricoli; · La scarsa penetrazione dell'innovazione tecnologica nelle campagne; · L'inadeguatezza della fase di commercializzazione.
A tal fine, occorrono interventi miranti, non tanto ad un generico miglioramento fondiario, bensì alla acquisizione di nuovi macchinari per rendere più efficienti i processi produttivi nonché ad una specializzazione delle produzioni verso prodotti innovativi ( agricoltura biologica, apicoltura, etc.) e verso prodotti tipici.
B)
ARTIGIANATO E P.M.I. Anche in questo settore tuttavia non mancano debolezze strutturali quali: · La stabilizzazione dell'occupazione nell'artigianato e nella P.M.I. spesso precaria e aggravata dal fenomeno dell'economia sommersa, che determina un rapporto di concorrenzialità sleale e scorretta nei confronti dell'impresa; · La difficoltà del settore, sotto il profilo commerciale, di raccordarsi a mercati più ampi e lontani da quelli locali, sia per gli approvvigionamenti che per le vendite; · La debolezza dell'inserimento, sotto il profilo finanziario, nel mercato da parte delle piccole imprese, soprattutto per ciò che concerne la partecipazione ad appalti pubblici; ·La scarsa possibilità di far ricorso alle conoscenze tecnologiche e all'impiego delle innovazioni.
Anche per queste voci, sono stati individuati alcune scelte di fondo a cui ispirarsi, quali: · Favorire prioritariamente le iniziative destinate a mantenere ed incrementare l'occupazione, puntando sulla qualificazione e lo sviluppo della base produttiva; · Individuare una politica della domanda ovvero creazioni di blocchi di domanda per una piena utilizzazione delle risorse nell'area; · Predisposizione di nuove ipotesi di localizzazione della attività artigianali, tenendo conto delle interdipendenze con altri settori quali l'industria, l'agricoltura, il commercio e soprattutto il turismo; ·Dare priorità a settori con capacità di integrazione verticale, in primo l'agro-alimentare.
C)
TURISMO Al turismo è perciò assegnato un ruolo primario nel perseguimento degli obiettivi del Documento di Orientamento territoriale del Senisese, rappresentati dall'incremento del reddito e della base occupazionale.
· Scarso inserimento della zona in circuiti turistici nazionali e internazionali, nonostante le potenzialità dell'area; · Assenza di un'offerta turistica destagionalizzata per un uso intensivo del territorio; · Scarsa ricettività della struttura alberghiera.
· Far coincidere le iniziative promozionali turistiche con quelle finalizzate a soddisfare la "domanda sociale per il tempo libero";
· Privilegiare le richieste che prevedano la valorizzazione ( risanamenti, restauri, accessibilità ai servizi, gestione, pubblicità) delle risorse turistiche; · Promuovere una più accentuata formazione professionale degli operatori del comparto; · Promuovere l'associazionismo fra gli operatori turistici per la gestione dei servizi e delle attività di comune interesse; D) SERVIZI Il settore annovera sicure potenzialità per la ricchezza delle figure professionali e per l’importanza di quelle realtà già esistenti in particolare nel settore socio-assistenziale. Ai servizi è perciò assegnato un ruolo determinante nel perseguimento degli obiettivi del Documento di Orientamento territoriale del Senisese, rappresentati dall'incremento del reddito e della base occupazionale. Non mancano, tuttavia, anche in questo settore alcuni punti di debolezza, quali: · Scarso inserimento della zona in circuiti allargati nonostante le potenzialità dell'area; · Scarse strutture logistiche per la ricettività assistenziale agli anziani ai disabili ai bambini; · Assenza di realtà rilevanti di servizi alle imprese. Anche qui occorrono quindi misure volte ad una maggiore razionalizzazione e sviluppo del settore, più precisamente:
· Far coincidere le iniziative con quelle finalizzate a soddisfare la "domanda sociale per il tempo libero, degli anziani, dei bambini e dei disabili" e “delle imprese”;
· Privilegiare le richieste che prevedano l’innovazione e la professionalità nella fornitura del servizio;
· Promuovere una più accentuata formazione professionale degli operatori del settore;
· Promuovere l'associazionismo fra gli operatori per la gestione dei servizi e delle attività di comune interesse; Obiettivi I principali obiettivi che il Documento si propone di raggiungere sono: · Un ampliamento e consolidamento della base produttiva ed occupazionale attraverso il rilancio del tessuto produttivo locale che dia vita sia alla nascita di nuove iniziative imprenditoriali sia ad una crescita ed ampliamento di quelle già esistenti, anche attraverso un sistema di relazioni che colleghi l'ambiente locale in un ambito più vasto a tecnologie innovative;
· Tutelare e valorizzare l'ambiente promuovendo azioni a sostegno delle potenzialità turistiche dell'area attraverso una politica locale di miglioramento · dell'offerta turistica grazie anche alla presenza di non poche risorse naturalistiche presenti sull'area; · Valorizzare le risorse umane attraverso formazione a supporto delle attività economiche previste allo scopo di migliorare le competenze e le qualifiche migliorando così le capacità produttive;
· Agire per il miglioramento delle condizioni di vita e per la creazione di un ambiente favorevole allo sviluppo del terzo settore e che riduca il divario con il resto della Regione; · Riduzione dell'economia sommersa. Strategia globale di intervento sull’Area nelle risorse più significative
- ENERGIE PULITE E RETI ENERGETICHE - Produzione di energia da fonti rinnovabili e risparmio energetico
-INTERVENTI DI CONSERVAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE
- Valorizzazione del patrimonio archeologico
- Valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico
- SERVIZI PUBBLICI PER LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE - Servizi pubblici per l’accesso e la fruizione del patrimonio culturale del Senisese
- SVILUPPO DELLE INIZIATIVE IMPRENDITORIALI NEL SETTORE DEI BENI CULTURALI
- Recupero, restauro, valorizzazione e gestione del patrimonio architettonico paesaggistico privato di interesse pubblico - Sostegno alle iniziative imprenditoriali per la valorizzazione e la gestione del patrimonio culturale pubblico e privato - Sostegno alle iniziative imprenditoriali nel settore del restauro, della conservazione e della valorizzazione del patrimonio culturale - CRESCITA E COMPETITIVITA’ DELLE IMPRESE INDUSTRIALI, ARTIGIANE, DEL COMMERCIO E DEI SERVIZI - Potenziamento e sviluppo della competitività delle piccole e medie imprese industriali, artigiane e dei servizi - Pacchetti Integrati di Agevolazioni (PIA) per creare e sviluppare PMI industriali, artigiane del commercio e dei servizi - PROMOZIONE DEI SISTEMI PRODUTTIVI LOCALI - Potenziamento e valorizzazione delle infrastrutture per la localizzazione delle attività produttive - Rafforzamento dei sistemi produttivi esistenti ed in via di formazione localizzati sul territorio Senisese - PROMOZIONE E FRUIZIONE DELL’OFFERTA TURISTICA - Promozione dei prodotti turistici locali
- Commercializzazione dei prodotti turistici locali
- Fruizione dell’offerta turistica locale
- RETI E SISTEMI LOCALI DI OFFERTA TURISTICA - Progetti integrati di qualificazione della ricettività turistica esistente - Creazione di nuova ricettività di qualità all’interno delle reti e dei sistemi locali di offerta turistica - Creazione di grandi attrattori all’interno delle reti e dei sistemi locali di offerta turistica - Servizi per la valorizzazione e l'integrazione nei prodotti turistici del patrimonio ambientale culturale locale - Realizzazione di nuovi pacchetti / prodotti turistici per le reti e i sistemi locali di offerta turistica - Servizi informativi e interventi di qualificazione ambientale per l’accoglienza dei turisti nelle località di soggiorno e visita - Infrastrutture e servizi per lo sport e il tempo libero nei sistemi locali di offerta turistica - Interventi integrati per l'emersione e la qualificazione della ricettività turistica sommersa - SERVIZI ALLA PERSONA E ALLA COMUNITA’ - Ristrutturazione, adeguamento e creazione di infrastrutture e attrezzature a sostegno dei servizi alla persona e alla comunità
- Patti per il sociale - RETI E SISTEMI LOCALI - Infrastrutture e servizi di trasporto a sostegno della mobilità – SOCIETA’ DELL’INFORMAZIONE - Pianificazione Strategica Locale per lo Sviluppo della Società e della Scuola dell'Informazione (Istituto per la formazione, la ricerca e la programmazione di software) - Promozione della Società dell'Informazione - Diffusione della Società dell’Informazione nel settore pubblico - Diffusione della Società dell’Informazione nei sistemi produttivi – SOCIETA’ DI DISTRIBUZIONE - Pianificazione Strategica Locale per lo Sviluppo della Società di Distribuzione - Promozione dellea Società di Distribuzione - Diffusione della Società di Distribuzione nei canali internazionali - Diffusione della Società di Distribuzione nei sistemi produttivi – UNIVERSITA’ Attivazione di un Campus o sede staccata per la facoltà di Scienze Forestale, divenendo in questo modo “Area Laboratorio del Pollino” Conclusioni Il Documento, si pone dunque l’obiettivo di attrarre risorse utili a promuovere lo sviluppo economico locale del Senisese esaltandone l’aspetto territoriale al fine di far emergere i sistemi locali territoriali anche come sistemi locali produttivi, nonché a sostenere forme di integrazione e cooperazione produttiva sia verticale che orizzontale secondo una logica di filiera o di distretto con sistemi di impresa extra locali; Migliorare la competitività e l’orientamento al mercato delle imprese, da realizzare attraverso l’innalzamento dell’efficienza e l’irrobustimento delle dimensioni produttive, finanziarie e tecnologiche del sistema delle imprese locali; Stimolare lo scambio, il trasferimento e la diffusione delle conoscenze e dell’innovazione a livello regionale, nazionale ed internazionale attraverso il rafforzamento della posizione economica del Senisese nell’ambito dei processi di crescente integrazione dei mercati, all’attrazione delle cosiddette risorse mobili per lo sviluppo (investitori regionali, nazionali ed internazionali, know-how e prestazioni professionali rare) ed al miglioramento dell’immagine locale; Incrementare le opportunità di occupazione; Questo lavoro intende qualificare ed ampliare coerentemente la gamma e la portata degli strumenti di promozione e sostegno dei settori produttivi per il Senisese, ed ottenere uno o più strumenti, quali il Programma operativo,un “Programma speciale di promozione dello sviluppo sostenibile dell’area del Senisese” correlato alle azioni strategiche dalla programmazione regionale vigente. Fonti: · BancaImpresa · Camera di Commercio PZ · Assindustria PZ · San Paolo Banco di Napoli Senise · Confartigianato PZ · Sviluppo Italia PZ
Elaborazione: Studio Mauro |
NEWS BREVI Come annunciato nei giorni scorsi verrà aperto domani, 2 dicembre, l’ultimo lotto “La Martella” della strada Statale “Bradanica”.
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi di don Marcello Cozzi Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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