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La voce della Politica
| Csail: 7 anni di Al senza benefici per le comunità |
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7/09/2009 | Adesso che i “riflettori” si sono spenti sul cosiddetto settimo anniversario di istituzione dell’Acquedotto Lucano, a costo di passare per il “solito” guastafeste, ritengo necessario che anche le comunità macrofornitrici dell’acqua, come quelle della Val d’Agri e in generale dell’area sud della provincia di Potenza, abbiano diritto a fare il proprio bilancio di sette anni “fallimentari” di Acquedotto Lucano .
Per il Csail - che come è noto è da anni impegnato oltre che per garantire benefici diretti alle comunità locali per l’estrazione del petrolio anche per benefici diretti dell’altra risorsa strategica che è l’acqua – i risultati sono tutti negativi perché, con lo stesso metodo di spesa delle royalties del petrolio anche quelle sull’acqua non producono vantaggi concreti alle popolazioni lucane
Nemmeno le bollette del servizio idrico e fognante sono più “leggere” come pure ci si era impegnati a fare,(purtroppo sono decuplicate anche per pagare favolosi gettoni di presenza e stipendi ai “grandi” menagers del consiglio di amministrazione ).
E non si riesce nemmeno a garantire ai territori ricchi di sorgenti ed invasi una fornitura d’acqua adeguata, vale a dire senza ricorrere a frequenti interruzioni.
Quanto al Programma Speciale Senise – per 35 milioni di euro – i comuni sono sempre in attesa dei progetti, a parte quello dell’Apt dedicato allo spettacolo sulla diga di Senise, come se uno spettacolo risolvesse tutti i problemi di sviluppo del territorio ed occupazione dei giovani disoccupati mortificati e delusi .
Abbiamo sempre sostenuto le legittime rivendicazioni dei Comuni cosiddetti macrofornitori di acqua perché al trasferimento di quote sempre maggiori di acqua alle comunità della Puglia, come accade da alcune stagioni estive, seguano contropartite adeguate a favore di programmi e di lavori innanzittutto a salvaguardia e a tutela delle sorgenti e degli invasi. Specie questi ultimi – come è il caso del Pertusillo – più che di inutili ed avveniristici ponti hanno bisogno di manutenzione e dell’ammodernamento delle condotte idriche ed irrigue, in gran parte ancora quelle originarie realizzate in fibre di amianto, nonostante nelle altri parti d’Italia si sia provveduto a sostituirle con oculata ed intelligente solerzia.
Del resto siamo convinti che nessun cittadino verserà una sola lacrima per la chiusura dell’Aato (sempre annunciata e sempre rinviata) che da molti anni si è rilevato un ennesimo carrozzone politico-mangiasoldi, per sistemare esponenti politici senza poltrone, dissipare fondi pubblici e burocratizzare ogni attività. Per il Csail è sempre valido lo slogan: sono più gli enti e le poltrone con milioni di euro che vengono “sperperati” – tra Aato, Aql, Consorzi di Bonifica, Ente Irrigazione - che non l’acqua che arriva dai rubinetti di casa.
E’ il sistema politico-lucano creare enti “inutili” per bruciare tantissime risorse economiche, la Basilicata, con il sottosuolo più ricco d’Europa, è tra le regioni italiane che gode del triste primato di disoccupazione emigrazione e povertà .
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