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La voce della Politica
| Santochirico: il piano casa allontana furbi e speculatori |
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3/09/2009 | L’assessore regionale all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, risponde al comunicato stampa diffuso da Michele Morelli, dell’associazione Mutamenti a Mezzogiorno.
“La Basilicata è nel novero delle Regioni italiane che, tenendo fede agli impegni assunti, sono riuscite ad approvare entro l’estate il cosiddetto Piano casa. Michele Morelli, dell’associazione Mutamenti a Mezzogiorno, ha espresso alcune considerazioni critiche rispetto a questa legge. E’ nota la sua attenzione costante alle questioni che riguardano l’urbanistica e il paesaggio; attenzione senz’altro meritevole di rispetto, ma che tuttavia non coglie l’esatto contenuto della legge e sconfina in critiche tanto ingenerose quanto infondate.
Il Piano annunciato dal Governo lo scorso mese di marzo aveva tutte le caratteristiche di una pericolosa e incontrollabile deregulation edilizia. La maggior parte delle Regioni italiane, e tra queste la Basilicata, evidenziarono da subito i rischi di danni irreversibili all’ambiente e al paesaggio che quel Piano avrebbe potuto produrre, oltre a difendere le loro prerogative in materia di legislazione urbanistica.
Il confronto autentico e serrato (altro che finzione!) che c’è stato fra le Regioni e il Governo ha consentito di modificare profondamente il disegno di legge originario, anche se non tutte le richieste sono state accolte, come ad esempio la proposta di destinare a programmi di edilizia il maggior gettito di Iva derivante dagli interventi che si realizzano in virtù delle nuove previsioni dell’accordo.
La legge approvata dalla Basilicata è frutto di un percorso complesso, che ha visto impegnate anche associazioni ambientaliste, ordini professionali, sindacati e associazioni di categoria degli edili, ed è risultato di una non semplice mediazione in Consiglio regionale.
Una lettura attenta e puntuale della legge smonta tutte le critiche di Morelli ed è sufficiente, da sola, a respingere l’accusa di soddisfare “il peggio delle istanze speculative”. Rispetto ai programmi integrati, l’articolo 4 della legge regionale risponde alla finalità di promuovere l’edilizia residenziale sociale (residenza in locazione permanente o temporanea) privilegiando la riqualificazione urbana. Si tratta di una anticipazione di una delle cinque linee di intervento contenuta nel decreto del Presidente del Consiglio del 16 luglio scorso, motivata con l’esigenza di ridurre i tempi per la predisposizione di programmi, bandi e intese con i Comuni in attuazione dello stesso decreto. In ogni caso, la Regione selezionerà gli interventi proposti, sia da parte di enti pubblici quanto da parte dei privati, attraverso un bando pubblico e la successiva valutazione da parte di una commissione di esperti.
L’articolo 5 della legge regionale, che risponde alla finalità espressa dall’articolo 1 di “ridurre il consumo dei suoli attraverso il riuso del patrimonio edilizio esistente”, prevede anche la realizzazione di nuove unità immobiliari (alloggi sociali, per persone handicappate, ecc.) che, in base alla normativa nazionale, devono essere certificate dal punto di vista energetico e sismico. Se Morelli ne avesse avuto contezza probabilmente non avrebbe evocato nessun “colpo di mano”.
Quanto al contributo di costruzione, che secondo Mutamenti a Mezzogiorno non sarebbe dovuto, va sottolineato che esso è previsto per tutte le tipologie di interventi consentiti dalla legge (ampliamenti, demolizione e ricostruzione, riuso del patrimonio edilizio esistente); per definizione dell’articolo 16 del DPR 380/2001, è commisurato, oltre al costo di costruzione, all’incidenza degli oneri di urbanizzazione (primaria e secondaria). Un altro motivo in meno per gridare allo scandalo.
In ogni caso, i Comuni potranno ampliare o restringere le previsioni della legge, così da poter decidere sul destino del proprio territorio.
La lettura della legge, insolitamente superficiale per una persona attenta quale è Morelli, avrebbe evitato di offrire una rappresentazione degradante di un provvedimento che, al contrario, incide in maniera positiva sulla riqualificazione del patrimonio edilizio, limitando l’impatto ambientale e garantendo un’elevata qualità della vita. Il via libera agli aumenti, infatti, sarà concesso solo a fronte di un alleggerimento del carico ambientale, ed esclude le opere abusive; gli interventi non potranno essere realizzati nei centri storici e nelle aree sotto tutela. In definitiva, la Regione ha fatto in modo di coniugare la sfida ambientale ed il rilancio dell’economia, impedendo che venissero prodotti guasti al territorio.
Ad evitare l’assalto degli speculatori non sempre bastano spirito ed intenti genuini; occorre, invece, che siano accompagnati da una riflessione approfondita, ponderando previsioni, contenuti ed effetti delle norme. Solo così i furbi resteranno alla porta”.
Basilicatanet.it |
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