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Lapenna: studenti lucani scelgono atenei fuori regione

6/07/2009

“Il dato è allarmante. Nel 2008, quasi il 30 per cento dei giovani lucani si è iscritto ad una Università fuori regione e il dato ancor più preoccupante è che il 70 per cento degli studenti, al termine del corso di studi, preferisce non ritornare il Basilicata”. È quanto dichiara il consigliere del gruppo di Forza Italia verso il Pdl, Sergio Lapenna.

“Il fenomeno dell’emigrazione giovanile nella nostra Regione – afferma Lapenna - è in continua crescita. Nonostante gli slogan delle varie giunte De Filippo che hanno posto particolare enfasi sui giovani, così come è accaduto con il famoso ‘Patto con i giovani’ teso ad esaltare i talenti e lo spirito di iniziativa per offrire una rete di servizi ed opportunità per accedere alle varie possibilità e per costruire percorsi lavorativi e familiari più stabili, la situazione nella nostra regione non cambia. A fronte di iniziative spesso fallimentari, ci scontriamo con una realtà ben diversa dove le opportunità di lavoro mancano del tutto o sono privilegio di pochi. Il risultato inesorabile di tutto ciò – continua il consigliere - è lo spopolamento, l’abbandono della nostra terra proprio da parte dei giovani che rappresentano il futuro e le prospettive della Basilicata”.

“Nella nostra regione – ricorda Lapenna - si spendono ogni anno centinaia di milioni di euro in formazione, ma il risultato in termini di occupazione per i giovani formati è praticamente irrisorio. Questo dovrebbe far riflettere sul fatto che tale sistema non funziona perché produce scarsi risultati. Tutto ciò rappresenta il frutto di una gestione amministrativa che da anni non fa crescere la nostra regione, non produce sviluppo e che, dopo una fase di stasi, oggi attraversa una profonda crisi. L’emigrazione dei giovani è un fenomeno che parte già dall’Università, ciò dimostra che l’Ateneo lucano ha una bassissima capacità attrattiva, nonostante la Regione da qualche anno elargisca allo stesso ingenti contributi per progetti di ricerca e sviluppo. Tutto ciò a dimostrazione che, per l’ennesima volta, i fondi, indispensabili per la ricerca, se non sono mirati, diventano solo un inutile spreco di denaro pubblico. L’emigrazione intellettuale sembra oramai una situazione inarrestabile, se non vi sarà un’inversione di tendenza”.

“Fino ad oggi, nonostante l’Istat già dal 2000 ha denunciato il fenomeno poco o nulla si è fatto. Il flusso migratorio va attentamente analizzato poiché – a parere dell’esponente del Pdl - tra tutte le persone che emigrano, solo una minima parte lo fa per libera scelta, perché vuole conoscere nuovi mondi e nuove opportunità, ma la stragrande maggioranza, invece, è costretta ad emigrare perché non ha altra scelta. Alcuni dei fattori che determinano l’abbandono della nostra terra – sottolinea Lapenna - sono ben conosciuti ed è per questo che dobbiamo intervenire concretamente su di essi senza tergiversare ulteriormente. È inutile – conclude Lapenna - continuare a sprecare risorse per una formazione fine a se stessa, ma occorre, altresì, utilizzare i fondi per creare reali e concrete opportunità di lavoro, investendo di più nelle imprese e nelle realtà produttive del nostro territorio per renderle maggiormente attrattive, anche e soprattutto, per i giovani”.
basilicatanet.it



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