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Pittella (Pd): distretto forte o si cambia legge 12/2008

26/06/2009

“La legge regionale n.12 del 2008 che riordina il Sistema sanitario regionale ha rappresentato, sicuramente, una parte importante dell’attività politica del Governo De Filippo. Ma nei confronti di essa ho inteso esprimere, già nella seduta consiliare che ha visto la sua approvazione, più di qualche perplessità ancora esistenti e per certi versi rafforzate dal contenuto del Piano Regionale della Salute e dei Servizi alla Persona 2009/2011”. E’ quanto affermato dal consigliere regionale del Partito democratico, Marcello Pittella.

“La legge 12/2008 – precisa Pittella – si fondava su due pilastri: la necessità di omogeneizzare la programmazione dell’offerta della salute potendo meglio ridefinire funzioni e ruoli dei nosocomi (ben 17 in tutto il territorio regionale) evitando duplicazioni, aumentando il grado di efficienza nel dare risposte di qualità al bisogno di salute, realizzando consistenti economie di scala restituendo maggiori risorse al territorio e la necessità di bilanciare i rapporti di forza tra centro e periferia attraverso il trasferimento delle scelte locali al Distretto della Salute, definito forte, autonomo, capace di determinare idee ed azioni”.

“Le perplessità relative alle reali ricadute positive della legge 12/2008 sulla popolazione e sui servizi erogati – specifica il consigliere del Pd -erano dovute alla peculiarità del nostro territorio, alla sua vastità, alla densità abitativa, alla diversità culturale tra le varie aree della regione, ad una classe dirigente forse ancora non matura, ad una cultura dell’appartenenza molto forte ed a rischio di annientamento per la centralizzazione sia delle funzioni che delle risorse, il tutto a discapito dello sbandierato decentramento sul territorio. Se a tali perplessità si aggiunge, oggi, il Piano Regionale della Salute e dei Servizi alla Persona 2009/2011 così come predisposto, i nostri dubbi si rafforzano ulteriormente, riconoscendo all’azione riformatrice del Governo regionale la sola volontà dell’annuncio e non una reale volontà di cambiamento ed innalzamento della qualità della risposta alla domanda di salute”.

“L’ipotesi ed il serio pericolo di accentramento – sottolinea Pittella - sono da me non condivisi e saranno avversati in ogni modo consentitomi dalla funzione e dal ruolo svolto. Quello che si chiede è una autonomia reale con la gestione diretta delle risorse, una fisionomia non dipartimentale, ma un ambito territoriale di governo dei servizi socio-sanitari, la cui guida va affidata a professionalità manageriali di alto profilo qualitativo sanitario ed amministrativo, un ambito non mera appendice del Governo centrale, bensì dotato di poteri concreti e diretti e capace di rispondere al grave disagio della periferia. Questa – conclude Pittella - era l’idea che ha persuaso molti di noi consiglieri ad approvare la legge 12/2008, questo è quanto garantito dal Governo ed emerso dal dibattito in Consiglio regionale ed è su questa linea che continuerò a battermi senza risparmiare ogni mia forza e prerogativa”.



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