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"Fallimento vertenza standardtela", interrogazione Lapenna

16/06/2009

Il consigliere regionale Sergio Lapenna (Fi-Pdl) ha presentato un’interrogazione urgente all’Assessore regionale alle ‘Attività Produttive, Politiche dell’Impresa, Innovazione Tecnologica’, in merito alle ultime vicende della ex Standardtela.

Il consigliere ha chiesto di conoscere “quali misure la Regione Basilicata intende adottare per la reindustrializzazione, in tempi rapidi, del sito produttivo inattivo di Isca Pantanelle, al fine di valutare sia le nuove manifestazioni di interesse da parte di altri imprenditori, sia nuovi progetti industriali capaci di definire percorsi produttivi in grado di assicurare la riassunzione dei lavoratori in mobilità della ex Standardtela”.

“La gestione della vicenda della ex Standardtela da parte del Governo regionale – afferma Lapenna – è l’ennesimo segnale evidente del fallimento della politica industriale posta in essere dal centro sinistra. Non è possibile – aggiunge - farsi prendere in giro da un’azienda ‘qualunque’ ed agire come dilettanti allo sbaraglio, per perdere tempo utile a grave danno dei lavoratori, illusi per l’ennesima volta. La Regione Basilicata - ricorda Lapenna – tempo fa ha pubblicato un avviso pubblico per la reindustrializzazione e la salvaguardia dei livelli occupazionali del sito produttivo della ex Standardtela. In un primo momento, valutate alcune manifestazioni di interesse presentate, la trattativa per il piano di reindustrializzazione veniva portata avanti con la società Job and Color che proponeva un progetto per la realizzazione di una filiera produttiva del settore tessile con l’impegno di rioccupare tutti i 110 lavoratori in mobilità della ex Standardtela nonché ampliare la base occupazionale. Successivamente, alla sottoscrizione dell’accordo di reindustrializzazione, la Drap Lane rilevava la Job and Color, nel frattempo fallita e con un capitale sociale di poche migliaia di euro. Ma già in questa fase – sostiene Lapenna - si è registrata una prima defaillance del Governo regionale che portava avanti delle trattative con una società già sull’orlo del baratro. La Draplane rimodulava il piano, presentando una nuova iniziativa industriale, con tante promesse di rioccupazione di tanti lavoratori”.

“Per la verità – aggiunge Lapenna - senza essere uno stratega delle politiche industriali o un economista esperto, più volte avevo sollecitato la Giunta regionale a prevedere altre soluzioni, vista la grave crisi industriale generale ma, soprattutto, i ritardi e i tempi morti, manifestando apertamente dubbi sulla possibilità che il piano presentato della Drap Lane, potesse garantire l’effettiva riassunzione dei lavoratori della ex Standardtela. Già da allora, senza perdere ulteriore tempo, si poteva riaprire il bando per la reindustrailizazione del sito dismesso per consentire la partecipazione anche ad altri imprenditori che, nel frattempo, avevano manifestato interesse, Infatti, alcune aziende avevano dichiarato di essere dotate di una notevole organizzazione e di disporre di un solido sistema finanziario, condizione necessaria per garantire la ripresa della produzione e la stabilità lavorativa degli occupati nell’attività precedentemente svolta nel sito inattivo. Ma la Drap Lane non solo ritardava la presentazione della documentazione necessaria per accedere ai benefici economici del bando pubblico, in particolare le garanzie bancarie indispensabili per il buon esito della complessiva iniziativa di rilancio del sito di Isca Panzanelle e, nel contempo, presentava una istanza di Cassa integrazione guadagni per crisi aziendale nello stabilimento di Prato, a decorrere dal 20 aprile 2009 e per la durata di 12 mesi, per un numero massimo di 20 dipendenti. Di fronte a tutto ciò la Regione si mostrava fiduciosa, ostinandosi a mandare avanti un piano che già barcollava dall’inizio, dimenticando che di imprenditori avventurieri nel nostro territorio ne abbiamo avuti a iosa”.

“Mi stupisce, dunque, l’ingenuità adoperata in questa delicata vicenda. Quello che è grave – continua Lapenna - non è solo l’atteggiamento di imprenditori sciacalli allettati da lauti investimenti pubblici, ma l’atto di profonda ingenuità messo in campo dal nostro Governo regionale che per mesi ha mandato avanti una trattativa rivelatasi del tutto fasulla. In questo momento di grave crisi – conclude Lapenna - non sono consentite e tollerabili ingenuità portate avanti da dilettanti impreparati ad affrontate gli avveniristici imprenditori che cercano di accaparrarsi in tutti i modi risorse pubbliche. Quello che occorre è valutare con la massima trasparenza e competenza i progetti industriali capaci di definire percorsi produttivi in grado di assicurare la riassunzione dei lavoratori in mobilità della ex Standardtela, senza alimentare false speranze”.
basilicatanet.it



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