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L’incomprensibile polemica sul commissariamento del parco della Val d’Agri

17/04/2009

La polemica iniziata nei mesi scorsi sulla vicenda del commissariamento del Parco della Val d’Agri preoccupa il Presidente del Gruppo consiliare F.I. verso il PdL, Nicola Pagliuca. Tutto è scaturito dal pronunciamento del Consiglio di Stato che, dando ragione al Ministero dell’Ambiente, ha posto nel nulla l'ordinanza del TAR Basilicata che sospendeva la nomina del Commissario del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese. La vicenda è nota: su istanza di sospensione avanzata dalla Regione Basilicata, il TAR della Basilicata annullava la nomina dell’attuale Commissario. In sede di appello, il Consiglio di Stato ha, viceversa, riconosciuto la correttezza delle procedure seguite dal Ministero dell'Ambiente per la nomina del Commissario, Ing. Domenico Totaro, che il Presidente della Regione Basilicata aveva invece definito una "scelta unilaterale che nuoce alle ambizioni di sviluppo e di opportunità del Parco". La riconferma del Commissario è tesa a ripristinare, secondo il Consiglio di Stato, le condizioni gestionali del Parco nazionale, stante la prevalenza dell’interesse di rilievo pubblico al corretto funzionamento dell’Ente. Ora, il secondo pronunciamento da parte della Giustizia amministrativa ha meglio dettagliato la questione. “L’ing. Domenico Totaro è una persona perbene e davvero tecnicamente competente, che merita di lavorare in serenità” -sostiene l’esponente di Centro-destra- secondo il quale “al di là e oltre il pronunciamento giurisdizionale, davvero non si riescono a cogliere i motivi dell’ostracismo messo in campo nei confronti dell’attuale Commissario”. Allo stato attuale, la persistenza dell’atteggiamento della Regione Basilicata, non giova alla costruzione di una rete di rapporti improntati al principio dei “buoni uffici” tra la Regione stessa e il governo nazionale. Del resto, la nota del 10 aprile u.s. di riavvio delle procedure, inviata dal Ministero dell’Ambiente alla Regione Basilicata, è impostata su una richiesta di collaborazione, in modo da potersi attuare una intesa tra le parti, finalizzata a favorire l’attività dell’Ente Parco. “Che senso avrebbe insistere nella polemica?” si domanda il consigliere Pagliuca, il quale sollecita il governo regionale ad avere un atteggiamento positivo su questa vicenda e invita la Giunta regionale a dare risposte che, evitando di tenere bloccati i territori interessati, possano contribuire a mettere la parola fine alla querelle. Non è la prima volta che la Regione si chiude a riccio di fronte a problemi di relazioni con il Governo nazionale. “Occorre rivedere le proprie posizioni” conclude Pagliuca, il quale formula l’auspicio che i rapporti Regione Basilicata-Governo nazionale possano essere improntati sempre più a uno spirito di fiducia e collaborazione reciproci.



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