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La voce della Politica
| La centrale del Mercure e la valutazione di incidenza |
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16/04/2009 | Nella sala del Consiglio comunale di Rotonda, venerdì tre aprile, è ritornata alla ribalta la questione “Centrale a biomasse del Mercure “ , in un’ affollata assemblea convocata e presieduta dal Sindaco Giovanni Pandolfi. Presenti sindaci lucani e calabresi, associazioni locali e regionali per la protezione dell’ambiente, molti cittadini dell’area calabro lucana. I fatti nuovi sono le numerose inadempienze da parte dell’ENEL riscontrate dallo staff tecnico amministrativo al servizio del Comune di Rotonda, che hanno evidenziato, tra le altre, una grave irregolarità nel numeroso carteggio messo in piedi dall’ENEL per ottenere i permessi alla riconversione e riapertura di detta centrale. Ricordiamo che questa è stata riconvertita per l’alimentazione a biomasse e che queste ultime sono costituite quasi esclusivamente da “cippato”, cioè legna combustibile trasformato in panetti non presenti nell’hinterland della centrale stessa. L’irregolarità di cui sopra consiste nell’ invalidità del parere di compatibilità ambientale emesso da parte della Regione Basilicata, perché privo del preventivo nulla osta dell’Ente Parco del Pollino, nel quale appunto ricade la centrale stessa.
La centrale dell’ENEL infatti ricade all’interno della ZPS (zona a protezione speciale di Natura 2000) “Pollino Orsomarso”, codice identificativo IT 9310303, oltre che nell’area a protezione 2 del Parco del Pollino; ma tutto questo non è stato sufficiente a proteggere il territorio dalla solita ottica distorta del presunto sviluppo economico a tutti i costi proposto dalla politica locale e regionale. Il parere del Parco, secondo la Legge n.394/1991 “Legge quadro sulle aree protette”è propedeutico alla valutazione di incidenza, per cui, fa notare il Comune di Rotonda, detta valutazione, che ovviamente è favorevole alla riconversione della Centrale, non è valida. Ad avvalorare la tesi dell’invalidità si aggiunge la circostanza che erroneamente l’Ufficio di compatibilità ambientale della Regione Basilicata ha affermato che detta Centrale è in stretta adiacenza all’area del Parco del Pollino, mentre essa è all’interno del perimetro del Parco e all’interno della ZPS, “Pollino Orsomarso” codice IT 9310303.
Un’altra incongruenza è il decreto conclusivo della Conferenza dei servizi del 1992 da parte della Provincia di Cosenza che rilasciò il nulla osta alla riconversione della Centrale senza che vi fosse la progettazione definitiva. Resta comunque il fatto che manca il preventivo nulla osta dell’Ente Parco del Pollino, e non è solo un atto formale , perché questo Ente ha il potere - dovere di verificare la congruenza degli interventi sia con le norme istitutive del Parco che con le previsioni urbanistiche dei Comuni del Parco contenute nei P.R.G. e nei Piani attuativi di questi.
Il WWF Basilicata ha già espresso in ripetute occasioni la sua contrarietà alla Centrale per motivi di difesa ambientale e protezione degli abitanti del territorio del parco. E’ inammissibile che all’interno del più grande Parco naturale di Europa sorga una centrale a biomasse di oltre 30 MV di potenza, che richiede enormi quantità di biomasse non reperibili in loco, a meno che non si vogliano tagliare i boschi e gli alberi secolari del Parco. Il legname viene dai territori dell’Est Europa e viene portato alla Centrale con 80 TIR al giorno in un’ interminabile processione di fumi e di inquinamento di CO2. lo stesso WWF ha presentato a giugno del 2008 un’istanza di revoca in autotutela alla Regione Basilicata , in cui ha chiesto di annullare l’atto di Compatibilità ambientale in mancanza del parere dell’Ente Parco del Pollino per violazione dell’art.5 comma 7 del DPR n.357/1997.
Il WWF rilevava altresì che lo studio era piuttosto generico, senza reali approfondimenti sugli impatti della centrale sulla biodiversità dell’area al cui interno vivono numerose specie protette dalle direttive europee (la lontra, il lupo, il capovaccaio e l’aquila reale solo per citarne alcune). Soprattutto lo studio non scioglieva i nodi relativi all’approvvigionamento del combustibile richiesto per l’esercizio dell’impianto.
In realtà il WWF ha sempre sostenuto che l’eventuale realizzazione di questa centrale comporterebbe danni irreversibili e perenni alle popolazioni animali e vegetali e agli habitat, oltre che alle componenti abiotiche quali acqua e suolo, e comprometterebbe la coerenza della Rete Natura 2000.
In conclusione il WWF Basilicata condivide le osservazioni del Comune di Rotonda e si augura che la Giunta Regionale voglia revocare il provvedimento di parere favorevole alla riconversione della Centrale a biomasse del Mercure, perché la revoca sarebbe adottata per tutelare un ambiente unico nel suo genere qual è il Parco Nazionale naturale del Pollino.
Il Presidente del WWF Basilicata
Dr. Vito Mazzilli
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