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La voce della Politica
| Estrazioni, Flovilla: analisi certa e selettiva dei dati |
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25/02/2009 | “Chiedere di sospendere le estrazioni – ha affermato il consigliere del Centro popolare – La Rosa per la Basilicata, Antonio Flovilla, nel corso del dibattito consiliare sulle estrazioni petrolifere - è in controtendenza con le dichiarazioni del ministro Scajola. E’ importante restare tutti su un piano di profonda attenzione su una questione troppo delicata e complessa, un vero e proprio nervo scoperto della comunità lucana. Un dibattito serio sul petrolio in Basilicata deve partire da un’analisi certa e selettiva dei dati, a cominciare proprio dall’attuale capacità energetica lucana che si segnala per due peculiarità fondamentali e contraddittorie: da un lato, l’enorme ricchezza di risorse energetiche, sia fossili che rinnovabili, in parte sfruttate, in parte ancora da sfruttare, dall’altra, il disequilibrio strutturale di una regione esportatrice netta di energia primaria (petrolio e gas naturale) ed importatrice netta di energia secondaria. I benefici delle estrazioni petrolifere per la Basilicata sono costituiti, prevalentemente, dall’incasso delle royalties e dalle compensazioni ambientali derivanti dagli accordi integrativi sottoscritti con l’Eni per la Concessione Val d’Agri e Total, Shell ed Exxon per la concessione Gorgoglione. Oggi, quest’ultima, sospesa per le note vicende giudiziarie. L’ammontare – ha specificato Flovilla -delle risorse incassate dalla Regione Basilicata nel periodo 1997 – 2007, secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 625 del 1996, per le concessioni di coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi rilasciate e ricadenti nel territorio della Regione Basilicata è pari complessivamente a 299,08 Meuro, di cui 289,51 Meuro ottenute per le attività di estrazione effettuate in Val d’Agri, mentre la restante parte, 10,03 Meuro, sono risorse dovute per le altre concessioni di coltivazioni. Per effetto di un così significativo e costante incremento dello sfruttamento delle risorse del sottosuolo, la produzione interna lorda regionale è passata dai 446 ktep (ricordiamo che un Ktep equivale a 1000 tonnellate di petrolio) del 1990 ai 5.446 ktep del 2005, imputabile per l’81 per cento al petrolio, per il 16 per cento al gas naturale e per il restante 3 per cento alle rinnovabili. E tuttavia, soprattutto nel settore elettrico – ha ricordato il consigliere - la produzione regionale resta assolutamente quanto mai marginale. Con i suoi 1.691 GWh di produzione lorda e 495 MW di potenza efficiente lorda installati al 2005, la Basilicata produce meno dello 0,6 per cento della produzione lorda italiana e possiede meno dello 0,6 per cento della potenza elettrica installata in Italia, ricorrendo pertanto massicciamente alle importazioni, che nel 2006 sono risultate pari al 51 per cento dei consumi finali (328 ktep). Il bilancio elettrico regionale è, da questo punto di vista, assolutamente deficitario. Ai fini della valutazione degli equilibri e dei vincoli del mix energetico, è interessante rilevare, rispetto alle medie nazionali, il ruolo rilevante che svolgono nella produzione elettrica regionale le fonti rinnovabili, in particolare l’eolica e l’idroelettrica e, specularmente, il peso minore della produzione da termoelettrico. Dentro il quadro dei consumi si evidenzia, altresì, come il settore industriale lucano sopravanzi le medie nazionali in fatto di intensità del consumo di energia (sia elettrica che totale) e che il costo dell’energia elettrica in Basilicata sia restato per gran parte dell’anno passato (prezzo medio zonale) superiore di oltre 10 euro per MWh rispetto a quello dell’area Nord del Paese. Entro le coordinate strategiche dettate dagli organismi internazionali e dall’Ue e recepite dal Governo nazionale, gli obiettivi individuati dalla Regione riflettono ovviamente le problematiche e le esigenze evidenziate dal quadro energetico regionale (disequilibri del bilancio energetico, sviluppo delle rinnovabili, sostegno selettivo dei fabbisogni, riduzione della dipendenza, incremento delle attività produttive collegate, salvaguardia delle valenze ambientali), nel quale si replicano ampiamente le questioni emergenti sullo scenario nazionale”.
“Spetterà al Piano energetico regionale – ha sottolineato Flovilla - inquadrare lo stato delle produzioni energetiche, di dimensionarne il mix ottimale e di delinearne le linee di sviluppo, aggiornando lo stesso quadro regolatorio sottoposto a moratoria con la legge regionale n. 9 del 2007 e declinando a scala regionale una strategia di valorizzazione sostenibile congruente con gli obiettivi europei (sintetizzati nella nota formula “20.20.20”: 20 per cento di risparmio energetico, 20 di riduzione delle emissioni di Co2, 20 di energia prodotta da fonti rinnovabili, da realizzare entro il 2020), e cioè finalizzata a trasformare necessità ineludibili in opportunità insospettate. Ed è proprio il bisogno di sostenibilità a disegnare le nostre future scelte politiche, ad offrire alla Basilicata una occasione strategica da cogliere, evitando l’enfasi della propaganda. Non siamo gli Emirati Arabi, non vogliamo esserlo, non possiamo esserlo, non dobbiamo esserlo”.
“Il nostro punto di vista – ha riferito Flovilla - è questo: sospendere ogni nuova possibile concessione di perforazione ai fini dello sfruttamento di idrocarburi per i prossimi 10 anni; rinegoziare gli accordi con gli attuali concessionari per qualificare ulteriormente i benefici alla comunità regionale, estendendo gli stessi benefici a tutto il territorio lucano; aprire un tavolo istituzionale permanente con il Governo per la ridefinizione delle royalties e perché sia riconosciuta alla Basilicata la funzione di Regione strategica d’interesse nazionale nel settore dell’energia. Su questo tavolo vanno studiate le compensazioni fiscali e le agevolazioni da trasferire alla Basilicata. Compresa la questione del prezzo della benzina o eventuali altri benefit, evitando teatrini e litigi istituzionali che l’opinione pubblica lucana non vede di buon occhio. Anche qui sottolineo la necessità di non rinunciare alla composizione di un tavolo nazionale ed alla annunciata azione di lobbing con i nostri parlamentari lucani. Maggioranza e opposizione, governo e Regione, Pdl, Pd, centro e le altre aree politiche, senza mortificare nessuno. Occorre, inoltre – prosegue Flovilla - investire, come previsto dagli articoli 9 e 10 dell’ultima finanziaria regionale, sulla Sel per realizzare un piano di copertura energetica con finalità pubbliche per migliorare la bolletta energetica dei lucani, valorizzando le fonti rinnovabili e l’energia pulita; approvare immediatamente il Piano Energetico Regionale per consentire lo sviluppo completo di una filiera economica propulsiva come quella dell’energia rinnovabile, consentendo al mercato, al nostro sistema produttivo e al territorio di creare il giusto mix di interazione virtuosa; sviluppare un piano ultradecennale per realizzare una esplorazione delle risorse di idrocarburi che sia sostenibile e graduale oltre che di basso impatto ambientale, evitando saturazioni e saccheggio del territorio”.
“Propongo al Consiglio – ha concluso Flovilla - di lavorare per l’approvazione di un ordine del giorno unitario che rappresenti, sulla direttrice disegnata dal mio e mi augura dalla maggior parte degli interventi, un esempio di responsabilità da restituire alle attese del popolo di Basilicata. Uscendo da visioni utopiche (“Il sogno dell’oro nero”) e concentrandoci sui veri bisogni energetici della regione e sulle vocazioni ambientali e realmente sostenibili dal territorio. Alla fine avremo tutta l’energia che ci serve e anche di più, abbasseremo i costi delle bollette delle famiglie, ma soprattutto, avremo rispettato il nostro territorio”.
basilicatanet.it |
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