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Pdl Simonetti modifica norme valutazione impatto ambientale

25/02/2009

“In data odierna, in concomitanza con la discussione sulle estrazioni petrolifere in Basilicata, ho presentato una Proposta di Legge relativa alle Modifiche ed integrazioni alla Legge Regionale n. 47 del 14 dicembre 1998: Disciplina della valutazione di impatto ambientale e norme per la tutela dell’ambiente”. E’ quanto annunciato dalla presidente del gruppo regionale del Prc, Emilia Simonetti.

“Il termine ‘impatto’ – dice Simonetti - sottolinea l'effetto che un'azione di origine antropica o naturale genera su un bersaglio ambientale o umano. In termini generali gli impatti ambientali devono essere intesi come alterazioni delle singole componenti o dei sistemi ambientali prodotte da interventi di origine esterna. A tale scopo è necessario indicare l'entità degli impatti potenziali rispetto ad una scala omogenea che consenta di individuare le criticità ambientali mediante la comparazione dei vari impatti. Le scale di significatività utilizzate nella valutazione degli impatti attesi si possono distinguere in qualitativi e quantitativi cardinali. Lo Studio di Impatto Ambientale (SIA), ha lo scopo di considerare gli effetti che possono manifestarsi nell’ambiente in seguito a determinate iniziative di intervento e trasformazione del territorio.
Il procedimento non fa parte del sistema autorizzatorio, ma appartiene al processo decisionale, quale metodologia di elezione al fine di evitare la realizzazione di opere incompatibili con l’ambiente circostante. Lo studio di impatto ambientale è organizzato nei quadri: programmatico, progettuale e ambientale ed è corredato dalla sintesi in linguaggio non tecnico. Il quadro programmatico – aggiunge Simonetti - comprenderà la descrizione del progetto e della sua motivazione riguardo alla pianificazione vigente. Si individuerà la coerenza con gli obiettivi di progetto descrivendo gli effetti che lo stesso è in grado di generare a livello urbanistico e territoriale. Si tratta, in sostanza, di verificare la coerenza del progetto proposto con gli obiettivi degli strumenti di pianificazione vigenti, attraverso un esame dello stato di applicazione. Nel quadro di riferimento progettuale andranno analizzate le caratteristiche dell’opera progettata, illustrando la motivazione tecnica della scelta progettuale e delle principali alternative considerate. Andranno descritte con particolare riferimento alle scelte di processo, alle condizioni d’uso delle risorse naturali e di materie prime, alla quantità e qualità degli scarichi idrici ed atmosferici, ed alla produzione dei rifiuti. Andranno inoltre descritte misure mitigative e compensative adottate per ridurre o eliminare gli impatti sul territorio”.

“Per quanto riguarda il quadro di riferimento ambientale – sottolinea Simonetti - lo studio di impatto dovrà definire l’ambito territoriale ed i sistemi ambientali interessati dal progetto analizzandone le condizioni di criticità, al fine d’individuare e descrivere i mutamenti indotti dalla realizzazione dell’opera. La procedura per redigere uno studio di impatto ambientale prevede un approfondito esame delle componenti ambientali e degli impatti diretti ed indiretti che l’eventuale realizzazione dell’opera potrebbe causare provocando un degrado o una perturbazione significativa dell’ambiente circostante e/o in un contesto di area vasta. Tale procedimento consiste nella raccolta di informazioni relative all’impatto dell’intervento proposto sull’ambiente naturale e socio-economico, studiando il rapporto benefici-danni, inteso non solo sotto il profilo ecologico-ambientale ma anche sotto quello economico-sociale, finalizzato al rispetto della gestione ottimale delle risorse”.

“È evidente – sostiene l’esponente del Prc - che i parametri possono essere affinati, adeguati e strutturati in maniera più idonea alla tipologia dell’opera ma, in definitiva, questo sistema consente di evitare affermazioni sull’impatto di un’opera spesso eccessivamente opinabili e generiche. Inoltre, vi è la necessità che l’istituzione regionale, nell’ambito delle proprie prerogative e competenze, disciplini la materia favorendo la trasparenza ed il pieno coinvolgimento delle popolazioni e delle istituzioni locali interessate e garantendo il rispetto e la ratio delle norme costituzionali ed ordinarie che dettano i principi generali, in tal modo dando massimo risalto, rilievo e attuazione al principio di sussidiarietà. La riforma del Titolo V della Costituzione, infatti, rende di fatto obsoleta ed inefficace la disciplina regionale che nel 1998 aveva provveduto a regolamentare la materia in questione, pertanto si rende oltremodo necessario armonizzare e rendere organica e sistematica la normativa di cui si tratta rendendo cogenti ed effettivi i principi a cui si è fatto riferimento. Risulta, quindi, evidente il bisogno di un intervento legislativo che introduca le decisive modifiche alla normativa relativa alla valutazione di impatto ambientale, esplicitamente rientrante nelle facoltà e nelle attribuzioni regionali con la partecipazione dei cittadini alla procedura di VIA sono assicurate ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, le capacità di poter interagire e vigilare nonché di: informare e rendere partecipi i cittadini nei confronti delle iniziative e degli interventi proposti che interessano il loro territorio e le loro condizioni di vita; acquisire elementi di conoscenza e di valutazione in funzione della decisione finale; mettere a punto ulteriori garanzie, misure di controllo e di mitigazione”.
basilicatanet.it



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