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La voce della Politica
| Tempa Rossa: le preoccupazioni dell’amministrazione comunale di Corleto |
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17/02/2009 | Pesa come un macigno sulla testa degli ormai pochi residenti della Valle del Sauro la decisione del GIP del Tribunale di Potenza di sospendere la concessione Gorgoglione per un anno. Ulteriore mortificazione di un territorio che una volta rivestiva un ruolo di centralità ma che ora, soprattutto grazie a politiche errate o assenti, è diventato il fanalino di coda di una delle ultime regioni italiane. Un unico lume riaccendeva la speranza di chi fino ad ora stringeva i denti nell’attesa del promesso sviluppo derivante dallo sfruttamento della concessione Gorgoglione, qualcuno ha avuto anche il coraggio di investire ma ancora una volta il sogno è stato infranto e i debiti contratti restano. Non sembra plausibile che gli “eventuali” errori di pochi pregiudichino lo sviluppo di un intera area e frenino un progetto di rilevanza nazionale amplificata da questo periodo di crisi globale, né appare coerente affermare con un giudizio politico approssimativo che il fermo delle attività non ostacoli l’occupazione. Sono circa trecentocinquanta i lavoratori occupati attualmente nel settore ma sono previste punte a breve di più di mille operatori più l’indotto.
Sono le possibilità di sviluppo che sono sempre state negate alla Comunità del Sauro, vicenda eclatante e per alcuni versi simile soprattutto per ciò che riguarda le aspettative, è stata quella della Saurina, strada che doveva collegare l’area al capoluogo e che è annoverata fra le numerose opere incompiute. A proposito, è venuto in mente a qualcuno di indagare sul perché sono stati spesi tanti miliardi delle vecchie lire per costruire ponti oramai utilizzati dagli animali selvatici come ricovero?
Ancora una volta lo Stato nelle sue numerose forme diventa il primo danneggiatore di se stesso.
E se non fosse accaduto niente di illecito o se gli illeciti che si andassero ad appurare non fossero di così grande rilevanza da giustificare misure straordinarie di questa portata?
Il tessuto socio-imprenditoriale, già fragile per le tante dimenticanze di una politica più urlata che praticata, si trova a fare i conti con una sospensione delle attività ed impelagato nelle lungaggini burocratiche già tanto responsabili del sottosviluppo dell’area.
Ancora una volta è il burocrate, colui che a fine mese ha tutto pianificato, a decidere le sorti di chi cerca di interpretare con dignità il proprio destino e la propria quotidianità.
Non c’è un metodo meno invasivo per addivenire allo stesso risultato di trionfo della giustizia?
Il seppur minimo margine d’errore aborrisce la pena capitale.
Per la comunità locale si prefigura un salto nel buio, pertanto auspichiamo che, mai come in questo frangente, si abbia il buon senso di stringere i tempi per arrivare ad una giusta conclusione.
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