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La voce della Politica
| Crisi economica, Pace (PD): guardare al futuro con fiducia |
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13/02/2009 | “Se i cordoni della borsa si stringono, perché è vero: la grande crisi è arrivata, non è detto che quelli della società debbano continuare a lacerarsi”. Lo afferma Aurelio Pace, membro dell’assemblea regionale PD, intervenendo nel dibattito aperto da Mons. Todisco, a Melfi nel corso dell’incontro con i rappresentanti degli enti locali.
“Se è vero - continua Pace - che la storia umana è già inciampata in recessioni che ne hanno modificato il corso, è altrettanto vero che essa ne è uscita vittoriosa ogni qual volta ha risposto alle sollecitazioni dando il meglio di sé.
Abiurando gli egoismi e la paura del proprio simile, aprendosi a due forme distinte e complementari di solidarietà: quella personale che fa da collante nel sistema sociale e quella istituzionale che è mattone del medesimo sistema. L’una rende sana e compatta la collettività, l’altra ne garantisce uno sviluppo giusto e stabile nel tempo. La orienta. Senza entrambi non si può costruire. Esempio di dualismo sano.
Dal suo osservatorio privilegiato, fatto di contatto diretto e costante con la realtà del Vulture che ancora vede nei suoi talenti, FIAT SATA ed Indotto compresi, una possibilità per le sue famiglie e per la regione tutta, bene ha fatto Mons. Todisco nell’invitare, nonostante il presente sia a tinte fosche e la politica sia alle prese con una realtà di non facile gestione, la collettività ad uno sguardo sul futuro fatto di fiducia e di speranza. Una speranza, tuttavia, che, per non degenerare in pericolosa delusione, deve essere nutrita da azioni concrete, che rispettano la dignità umana e che non abbiano visuale e fiato corti, che creano nel tempo soluzioni ad un’emergenza diventata fin troppo familiare, tanto che vorremmo non farci più caso, nemmeno non fossimo abituati a camminare con i pesi alle caviglie. Invece, queste zavorre possono essere lasciate, una prospettiva diversa può essere tracciata. La crisi c’è: non è più un’ombra minacciosa alle nostre spalle, falcia più buste paga di quante finanziamenti a pioggia ed investimenti abbiano creato negli ultimi vent’anni di economia in questa regione, mette a dura prova le famiglie e mortifica le giuste aspirazioni dei giovani, che non riuscendo a trovare ossigeno nella propria terra sono costretti ad abbandonarla, schiaccia ai margini le fasce deboli. Ma le soluzioni esistono. Abbiamo tutti gli strumenti per cambiare il corso degli eventi. Penso alle risorse, che la Basilicata continua a dichiarare di avere ma che non mette realmente a sistema e soprattutto, alle royalties che non riversa mai abbastanza sull’emergenza occupazionale, immagino una rete formativa che va resa sempre più efficace perché non sia percepita come ammortizzatore sociale, bensì come reale chiave di accesso al reinserimento nel sistema produttivo, ad una classe dirigente in grado di identificare e aprire sbocchi sui mercati non influenzati dal collasso finanziario e percorribili dalle imprese regionali nel rispetto delle vocazioni territoriali. Penso – conclude Pace - ad una politica che misura l’effetto dei suoi risultati sul metro della crescita occupazionale reale. Penso ad uno scatto di reni possibile solo se contemporaneo e consapevole”.
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