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La voce della Politica

Di Lorenzo: da opposizione segnale di responsabilità

13/02/2009

“L’ opposizione si è astenuta in merito alla legge sulla competitività, avvalorando una linea politica ed un atteggiamento responsabili di una parte politica che si candida a governare e che ha contribuito, non solo nel denunciare la vera e drammatica realtà in cui versa l’economia lucana, ma con tale voto ha voluto, soprattutto, lanciare un messaggio di fiducia, non a questa Giunta regionale, ma a quel che resta del tessuto produttivo lucano. Altro che competitività”. E’ quanto afferma il consigliere regionale del gruppo misto – Popolo della Libertà, Pasquale Di Lorenzo.

“Un’astensione – continua il consigliere del Pdl - con la quale abbiamo inteso dare un segnale di responsabilità verso chi, oggi sfiduciato, vive ogni giorno la difficoltà del momento delle aziende, costretto a combattere con i denti una crisi epocale senza precedenti Ma la nostra astensione vuole essere, altresì, un monito a porre fine ad una politica regionale di governo fatta con programmi che non si realizzano e con gli annunci roboanti a cui non crede più nessuno. Tutti sanno che la crisi è talmente grave, strutturale, pesante che non sarà sicuramente un comunicato o una campagna di stampa, più o meno amicale, che potrebbe far cambiare in questo momento in questa regione il giudizio estremamente, non dico pessimista, ma veramente da ultima spiaggia di quei pochi avamposti produttivi di questa regione. Anche il titolo di questo disegno di legge sa molto di propaganda. Più che parlare di misure per la competitività oggi le imprese, e noi, ci aspettiamo poche efficaci e concrete misure che servano a tentare di mantenere e far sopravvivere quel che resta del sistema produttivo lucano. Le imprese, i lavoratori hanno bisogno di interventi rapidissimi: il primo intervento regolatore in economia ovviamente spetta al Governo nazionale, al quale abbiamo dato e diamo atto di essersi mosso anche se quello che è stato fatto finora non basta. Ci attendiamo che faccia ancora di più soprattutto per il nostro Mezzogiorno. Non abbiamo difficoltà a dire queste cose quando per lo mezzo c’è il destino del sistema produttivo di una regione, quindi della civiltà e della sopravvivenza stessa di un intero territorio”.

“A maggior ragione, però, deve operare e presto la Regione Basilicata, la Giunta regionale che è rimasta per troppo tempo frenata da una crisi politica tutta interna al centro sinistra, mentre tutte le altre Regioni si sono mosse da tempo. Da noi, invece sostiene Di Lorenzo - si è partiti con grave ritardo. Nessuno, credo, oggi possa dirsi in disaccordo con i principi contenuti nella legge sulla competitività, nessuno di noi non sottoscriverebbe una modello economico regionale che punti
all’internazionalizzazione, all’attrattività di investimenti, al maggior dimensionamento delle imprese lucane, a favorire la ricerca e lo sviluppo. Purtroppo, sono le solite cose che ciclicamente ci raccontiamo, ma che puntualmente, la realtà economica di tutti i giorni smentisce, dicendoci che questi obiettivi sono ben lungi dall’essere conseguiti. Oggi lottiamo per la sopravvivenza delle imprese e per il lavoro che non c’è. In questo momento, occorre intervenire, insieme con lo Stato, che è il principale attore, sul lato dei consumi. Non è sufficiente e, non è utile dare alle imprese, elargire soltanto contributi su nuovi investimenti senza intervenire, nel contempo, per riavviare il mercato interno dei consumi, vitale per l’intera produttività, attraverso un programma di opere pubbliche, una politica fiscale e sulle tariffe, la velocizzazione dei pagamenti, l’integrazione ai redditi delle famiglie più disagiate”.

“Occorre una politica industriale e fiscale - conclude Di Lorenzo - che incentivi l‘impresa, ma che agisca parallelamente sui consumi delle famiglie lucane, indirettamente, attraverso la rapida immissione di tutte le risorse pubbliche disponibili e, direttamente, sotto forma di reali e concreti sostegni al reddito, perchè sono proprio le famiglie i primi acquirenti delle nostre produzioni e che oggi non hanno più risorse sufficienti”.
basilictanet.ita



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