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La voce della Politica
| Fierro su manovra finanziaria |
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22/12/2008 | “A bocce ferme, dopo il clamore della questione morale scoppiata in Basilicata, ritorniamo sulla Finanziaria 2009 facendo alcune considerazioni”. E’ quanto ritiene il consigliere regionale della Federazione dei Popolari di Centro, Gaetano Fierro.
“Siamo stati, in questa occasione –spiega Fierro - fermi sostenitori della condizione precaria di alcune categorie sociali, oggi, in difficoltà. Abbiamo fatto una seria battaglia per sostenere le Scuole Statali di montagna e lo stato patologico di tanta gente affetta da obesità e dal diabete, sostenendo i centri di educazione alimentare con risorse economiche interessanti. Tanto è che per l’anno scolastico 2008-2009 e nel limite di 300.000 euro, la Giunta regionale, sulla base delle apposite graduatorie predisposte dai competenti Uffici scolastici, può autorizzare finanziandole, assunzioni a tempo determinato nelle scuole pubbliche in cui l’organico di insegnanti di sostegno risulti inadeguato rispetto alle esigenze di integrazione ed inserimento di alunni portatori di handicap. Alla scuole paritarie – continua Fierro - di cui alla legge n. 62 del 2000 è riconosciuto, per ogni alunno in situazione di handicap, un contributo pari alla differenza tra la somma spesa per l’assunzione di insegnanti di sostegno e quella erogata dallo Stato. Il suddetto contributo regionale non può, comunque, superare il limite di 10.000 euro per ogni alunno. La spesa complessiva per l’anno 2009 è preventivata in 60.000 euro. La Giunta regionale è autorizzata ad emanare provvedimenti finalizzati al sostegno delle Scuole Statali di montagna sino all’importo massimo di 140.000 euro”.
“Tali risultati – sostiene il consigliere - sono il terminale di un impegno che viene da lontano e che contrasta la posizione di chi vuole cancellare i ceti medi dalla storia attuale. Nelle librerie di mezzo mondo circola il libro ‘Consumo, dunque sono’ di Zygmunt Bauman, sociologo apprezzato, che teorizza ‘l’identità liquida’, un processo di liquescenza del ceto medio attuale. A fargli da eco nel nostro Paese ci pensano gli economisti, i sociologi, i politologi spesso di parte che dichiarano a cuore aperto, nell’ambito delle dinamiche congiunturali attuali, che i ricchi diventano sempre più ricchi ed ai poveri si aggiungono i nuovi poveri, intendendo con questi i pensionati, le casalinghe, i laureati e i diplomati disoccupati, i precari, i dipendenti pubblici e i dipendenti dell’assetto industriale in crisi, ecc. ecc. E’ un assunto economico e politico reale però eccessivamente sbrigativo e parziale perchè bipolarizza due estremi sociali nei quali confluiscono, in una parte, coloro che sono afflitti dalle emergenze di tutti i giorni, nell’altra, si adagiano coloro che godono di una situazione di assoluto benessere. Ne deriva che, con questo ragionamento marcatamente basato sul dio denaro, si trovano smarcate alcune categorie sociali storicamente intermedie a questi due estremi che, di colpo, perdono il loro profilo identitario perché confusi e direttamente trascinati in una congiuntura economica preoccupante. La cruda realtà economica emergente improvvisamente ‘liquida’ una identità sociale in cui molte categorie professionali si rispecchiano. Ci riferiamo, in modo particolare, al ceto medio, in cui gli artigiani autonomi, i commercianti, i piccoli e medi imprenditori, i liberi professionisti si ritrovano; parliamo anche della loro posizione sociale che non va confusa ma che va, invece, rilanciata con progetti lucidi e ben disposti, convinti come siamo che la situazione sociale ed economica attuale non sia irreversibile. Migliorare la qualità della vita, rendere pienamente fruibili i servizi, modernizzare la Pubblica amministrazione, mettere in primo piano scuola, sicurezza, ricerca, mobilità, territorio, mettere al centro la persona e l’impresa, creando il contesto culturale necessario a ridare slancio al senso civico e a competere da una posizione non più minoritaria, è l’obiettivo che intendiamo perseguire”.
“Anche il figlio del pensionato, del salariato, del cassaintegrato, dell’agricoltore va recuperato dentro un’idea di Paese e di modello sociale più capiente e meno rischioso. E’ un’asse politico nuovo attraverso cui liberi la creatività dei giovani e l’energia delle donne che si sentono protagonisti di un modello sociale tutto da impiantare. Anche questi sono fattori che rendono competitivo un sistema e aiutano a stare sulla traiettoria del rischio sulla quale si collocano sia chi lo avverte come sofferenza, sia chi come opportunità. Sono le reti sociali e di fiducia – conclude Fierro - che, innanzitutto, aiutano a sentirsi meno soli e gli italiani medi un po’ più popolo”.
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