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La voce della Politica

Patriciello sul blocco del piano periferie

9/08/2018

“Un atto di miopia istituzionale e scarsa sensibilità politica. Perché non è pensabile sottrarre risorse dall’oggi al domani a decine e decine di Comuni del sud che già patiscono oltre ogni misura la mancanza di investimenti pubblici. A maggior ragione, poi, se a pagare saranno le periferie delle nostre città, lì dove spesso è più forte il disagio economico e sociale“.
A parlare è Aldo Patriciello, europarlamentare molisano e membro del Partito Popolare Europeo, che attraverso una nota commenta l’emendamento al decreto Milleproroghe approvato al senato con cui il Governo ha disposto il blocco fino al 2020 del Piano periferie.
Un provvedimento che, secondo l’eurodeputato azzurro, “rischia di mandare in fumo centinaia di importanti progetti di riqualificazione urbana già progettati e in fase di realizzazione. Sorprende la leggerezza con cui il Governo ha deciso di congelare – e quindi, di fatto, eliminare - i finanziamenti previsti nel Piano Periferie. Stiamo parlando – spiega Patriciello – di cifre importanti: oltre 2 miliardi di euro, un danno enorme non solo per i 96 Comuni coinvolti, ma per l’intera economia dei territori interessati. Penso ai quasi 30 milioni sottratti al Molise, agli oltre 100 che perderà la Calabria, per non parlare della Campania, della mancata riqualificazione di Scampia. E poi ancora Bari, Salerno, le città dell’Abruzzo, della Basilicata: un gioco delle tre carte che non fa bene all’Italia in generale e al Mezzogiorno in particolare.
Mi sembra paradossale – aggiunge Patriciello - che in un momento in cui forte è la necessità di puntare sulla crescita del Mezzogiorno, uno dei primi atti concreti del nuovo Governo sia quello di sottrarre soldi pubblici destinati allo sviluppo delle periferie urbane. Spero vivamente – conclude l’eurodeputato azzurro - che il Governo possa ravvedersi quanto prima e tornare sui suoi passi: è fondamentale realizzare i progetti già avviati. Parliamo di un’opportunità di rilancio economico, sociale, culturale e infrastrutturale di straordinaria importanza per le città del nostro meridione“.



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Dice che era un bel torrente ma non andava più al mare
di Mariapaola Vergallito

“Dice che era un bel progetto e serviva a creare/ la deviazione di un torrente per distrarlo dal mare; ma dall’idea alla realizzazione passarono 40 anni, giusto il tempo di essere deviata e l’acqua cominciò a far danni”.

Scusate, non ho resistito. E’ 4 marzo, del resto, e chiedo scusa a Lucio Dalla per questa scapestrata citazione. C’è qualcun altro, però, che dovrebbe chiedere scusa, oggi. Proprio oggi che il torrente Sarmento, deviato in parte dal suo corso naturale, immette un bottino idrico di 80 milioni di metri cubi in più all’anno nel grande invaso di Montecotugno. Serve a completare lo schema idrico del Sinni, per un progetto cominciato negli anni Settanta, quando la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista erano i due grandi partit...-->continua




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