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Riparto fondi edilizia popolare. L’incontro con la stampa

9/08/2018

Franconi e Castelgrande: “no ad una ipotesi di riparto che sottrarrebbe alla Basilicata, a vantaggio di altre regioni, diversi milioni di euro e 200 alloggi”

Un fermo “no” alle ipotesi di riparto, proposte dal Governo nazionale, sulle risorse destinate al Programma di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Riparto che sottrarrebbe alla Basilicata, a vantaggio di altre regioni, diversi milioni di euro e 200 alloggi, ledendo il principio di leale collaborazione fra Stato e Regioni e compromettendo per molti cittadini lucani un diritto, quello alla casa, costituzionalmente garantito.

Lo hanno ribadito, oggi in un incontro con i giornalisti, la vicepresidente della Regione Flavia Franconi e l’assessore alle Infrastrutture Carmine Miranda Castelgrande.

Nel ricostruire la vicenda, partita nel 2015, Castelgrande ha chiarito i termini della questione: sulla ripartizione della seconda trance dei fondi per l’edilizia popolare, oltre 321 milioni di euro, lo scorso 26 luglio le regioni, dopo un lungo lavoro di mediazione, avevano raggiunto un accordo che prevedeva l’istituzione di un Fondo perequativo per soddisfare le esigenze sopravvenute dopo il rilievo del fabbisogno certificato del dicembre 2017.
“In base a tale accordo, accettato dalla Regione Basilicata, avremmo dovuto avere – ha spiegato l’assessore- complessivamente 12.513.229,62 euro per intervenire su 525 alloggi. Le due ipotesi proposte ieri dal Governo, in sede di Conferenza unificata, bypassano quell’intesa, penalizzandoci e riducendo, nella peggiore delle ipotesi, i fondi per la Regione Basilicata a 7,5 milioni di euro che si traducono in 319 alloggi, ben 206 in meno rispetto a quelli previsti dall’intesa di luglio ”.

“Il Governo– ha concluso Castelgrande – ha ora 30 giorni di tempo per trovare un’intesa con le Regioni e mi auguro che nella prossima conferenza unificata, fissata per il 6 settembre, prevalga il buon senso, anche perché si tratta di un tema delicato che non riguarda solo il Mezzogiorno, ma coinvolge anche altre regioni del centro-nord, come il Lazio, il Molise, la Toscana ed il Piemonte”.

La vicepresidente Franconi, che ieri a Roma ha espresso il proprio formale dissenso sulle proposte del Governo, ha annunciato che, dopo aver contattato attraverso il proprio Capo di Gabinetto il Ministro del Sud, avvierà da subito una interlocuzione anche con Il Ministro delle Infrastrutture, al fine di chiarire ed instaurare una collaborazione fattiva.
“E’ al prima volta – ha spiegato – che viene modificata un’intesa già raggiunta in sede di Conferenza Stato- Regioni; intesa ritenuta tra l’altro necessaria, in base ad una sentenza della Corte Costituzionale, per qualsiasi atto successivo. L’auspicio è pertanto che si ritorni a privilegiare, come fatto finora, la sinergia istituzionale e che il Governo dimostri concretamente quella vicinanza al Mezzogiorno più volte professata. Le ipotesi proposte penalizzerebbero la parte più debole del Paese, dove è superiore sia la povertà assoluta sia quella relativa”.

“Se il Governo dovesse ignorare i richiami al senso di responsabilità, persistendo nella strada intrapresa – ha annunciato la vicepresidente Franconi- la Regione Basilicata non esclude di ricorrere al Consiglio di Stato”.



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Dice che era un bel torrente ma non andava più al mare
di Mariapaola Vergallito

“Dice che era un bel progetto e serviva a creare/ la deviazione di un torrente per distrarlo dal mare; ma dall’idea alla realizzazione passarono 40 anni, giusto il tempo di essere deviata e l’acqua cominciò a far danni”.

Scusate, non ho resistito. E’ 4 marzo, del resto, e chiedo scusa a Lucio Dalla per questa scapestrata citazione. C’è qualcun altro, però, che dovrebbe chiedere scusa, oggi. Proprio oggi che il torrente Sarmento, deviato in parte dal suo corso naturale, immette un bottino idrico di 80 milioni di metri cubi in più all’anno nel grande invaso di Montecotugno. Serve a completare lo schema idrico del Sinni, per un progetto cominciato negli anni Settanta, quando la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista erano i due grandi partit...-->continua




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