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La voce della Politica
| Mattia (FI-PdL): finanziaria senza cuore ne’ anima |
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21/12/2008 | “Il 4% delle famiglie lucane ha un reddito al di sotto dei 500 euro al mese, mentre il 18% dei lucani – riferisce sempre la Svimez – guadagna meno di 1.000 euro al mese. Il tasso di disoccupazione – riferisce l’Istat – è aumentato nella nostra regione in un anno e supera l’11% e i giovani e le persone in cerca di occupazione sono 6 mila in più. Sono questi i dati che spiegano, meglio del “fiume di parole” della seduta del Consiglio di ieri, il mio giudizio sulla Finanziaria che ho definito “senza cuore e senza anima” ed è il caso di aggiungere “ad occhi chiusi” sulla realtà socio-economica lucana”. Lo ha detto il consigliere regionale Franco Mattia (Fi-Pdl) intervenendo in Aula nella discussione sulla manovra finanziaria per il 2009. A suo parere la proposta della Giunta “ripropone il solito cliché, regna la quantificazione annuale delle grandezze finanziarie e le bozze finanziarie destinate ai cofinanziamenti regionali dovute su assegnazioni vincolate dello stato e quelle relative all’attuazione di programmi operativi. Ancora una volta siamo in presenza di una manovra di spesa che non potrà non conseguire un ulteriore picco di degrado sociale ed economico che sicuramente produrrà diffuso disagio giovanile ed una maggiore crescita della disoccupazione e della cassa integrazione che si allarga sempre più a dismisura”.
A parere di Mattia “il livello istituzionale regionale non può rimanere soffocato dall’attuale momento politico di crisi, è necessario che si elevi con un nuovo governo in termini di legislazione e di programmazione, occorre cioè puntare ad avere aree competitive di livello europeo coniugando economia di mercato e stato sociale, nella consapevolezza che una regione può essere competitiva, deve essere appetibile nella sua globalità, in una logica comunitaria non esiste modernità e flusso di investimenti come noi stiamo facendo in questa finanziaria, in un contesto di degrado ambientale e di tensione sociale. La tensione sociale è diffusa, soprattutto in tutti gli apparati produttivi di questa regione, così come non è pensabile la crescita della qualità della vita in un quadro di regressione economica di stagnazione e di dismissione come oggi avviene nella nostra regione”.
“Nella finanziaria – ha detto ancora Mattia - manca una seria politica di difesa del territorio. Dopo l’alluvione del Metapontino di questi giorni c’è l’alluvione delle parole, anche in questa finanziaria, sulla difesa del suolo e sul suolo indifeso arriveranno altre alluvioni. I fiumi, è vero, hanno il diritto di espandersi, gli uomini hanno il dovere di non forzare e rompere i delicati equilibri del territorio, ma alla politica, al governo regionale spetta il rigore di prevenire i danni prima che succedano i disastri. La frammentazione, poi, dei poteri, in materia idraulica ed idrogeologica, forestale e montana, territoriale e paesaggistica di questi ultimi anni operata dalla Regione ha reso meno tempestivi gli interventi, ha reso meno efficaci gli interventi sul territorio, disposti dalle varie autorità che, spesso, lo dobbiamo dire con molta franchezza, hanno agito all’insegna dell’autonomia dei poteri ed anche dell’amnesia dei doveri. Le stesse riforme istituzionali in questi ultimi tempi, con particolare riferimento alle comunità locali, non sembrano ancora oggi sciogliere il nodo della relazione tra soggetti che governano il territorio, nel senso di una sostanziale affermazione del principio della sussidiarietà e della concertazione tra gli enti istituzionalmente titolari del potere di pianificazione”.
“L’articolo 9 che contempla nel bilancio gli interventi di sostegno alla domanda pubblica di energia – ha aggiunto l’esponente del Pdl - rappresenta, come la legge che ha istituito la Sel, l’ennesima trovata effimera, che sfugge alla responsabilità dei compiti istituzionali regionali in materia di energia, la disciplina delle regole che devono sottendere all’efficienza energetica in un quadro di procedure finalizzate allo sviluppo del sistema produttivo regionale. Manca ancora un piano di indirizzo energetico che sarebbe stato il documento di base per una discussione di merito su cui incardinare la politica energetica lucana. Manca ancora il piano energetico regionale, quel piano tanto atteso per definire gli obiettivi, gli strumenti, i soggetti operanti, pubblici e privati, per attuare una seria politica energetica che oggi viene offuscata dalle note vicende che riguardano la Total.
Anche il fondo di coesione interna, che avrebbe dovuto sostenere una crescente integrazione di aree interne nel resto del territorio regionale, dopo sette anni di applicazione, si è rivelato uno strumento assistenziale che invece di migliorare ha peggiorato la situazione delle aree interne per via dello spopolamento che si è generato rendendo fragile il riequilibrio territoriale e dissipando le risorse disponibili. Nel settore forestale, sotto la spinta emozionale della pressione sociale si continua ad implementare una politica finalizzata quasi esclusivamente al finanziamento della disoccupazione, che ha trovato e trova sbocco in maniera massiccia e disordinata nei cantieri forestali, dentro i vecchi boschi senza creare nuovi boschi. Anche la cittadinanza solidale è incardinata nella logica degli sprechi e dei consumi, milioni di euro per migliaia di poveri che producono altri poveri, che portano a far prevalere la finanza sulla economia, costretti a demolire lo stato sociale per incapacità, questa è la verità, di trovare soluzioni alternative”.
“Noi riteniamo che il centrosinistra di questa Regione – ha concluso Mattia - abbia cessato il suo ruolo guida nel governo regionale, ha esaurito il suo potenziale di forza avendo tradito le attese e le aspettative della nostra comunità, invece di garantire uno sviluppo diffuso sul territorio, anche in presenza di risorse significative, non solo finanziarie provenienti dai bilanci degli anni scorsi, dei programmi operativi, ma anche in presenza di risorse come il petrolio e i vari distretti produttivi e ha realizzato sacche di povertà in questa regione che si amplificano sempre di più e che creano situazioni di degrado e di regressione economica e sociale. E’ necessaria una svolta”.
basilicatanet.it |
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