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La voce della Politica

Salvatore (PS): serve in governo forte

19/12/2008

Nel riconoscere al presidente della Giunta (“al quale va la mia solidarietà personale ed umana”), di aver posto all’attenzione del Consiglio regionale, “con coraggio, con decisione, con lucidità”, i temi relativi alle ultime vicende giudiziarie, il consigliere regionale Donato Salvatore (Ps) ha precisato che “bisogna fare attenzione a non utilizzare queste occasioni per riproporre schematicamente posizionamenti delle singole forze politiche in ragione della propria storia, delle vicende che hanno attraversato questo paese. Io vorrei sottrarmi a questo sforzo e vorrei farlo affrontando la complessità della vicenda che abbiamo davanti e che non riguarda solo questo Consiglio regionale, ma che in queste settimane riguarda il paese e che è il tema fra giustizia e politica, un tema non risolto che ci trasciniamo da anni, da decenni, un tema di equilibri che in questo paese si sono modificati, perché ciascuno non è tornato nei propri posti, nei propri alvei, dopo che questi equilibri si sono modificati nel lontano ’92, ’93, ’94, quando allora la politica perse la sfida con la giustizia e con la magistratura perché non seppe essere in grado di riformare se stessa e lasciò un vuoto che la magistratura colmò. Così come allora ci fu chi utilizzò quel vuoto per modificare, attraverso scorciatoie, l’assetto politico di questo paese”.

“Bene ha fatto il presidente ad allontanare da se con efficacia e chiarezza il clima torbido e plumbeo nel quale l’azione di governo è stata sottoposta nel corso di questi anni, di questi mesi e di questi giorni e dicendo la sua verità”, ha detto ancora Salvatore per il quale De Filippo “è anche coraggioso e forte nella seconda parte del suo intervento quando annuncia di voler dare un governo forte, coeso e, si augura, autorevole, a questa regione. E’ la risposta politica ad un vuoto politico che si è aperto in questa regione da troppo tempo: il governo eserciti la sua funzione, la magistratura faccia la sua parte. La magistratura eviti però, in un indistinto giudizio, di travolgere un sistema, salvaguardi il principio della responsabilità individuale che se c’è, e va perseguita, ma difenda l’idea che non si può processare un intero sistema, una intera classe politica dandola in pasto ad un’opinione pubblica che è smarrita, che è in difficoltà e che ha bisogno anche di ricercare risposte alla propria crisi”.

A parere di Salvatore “un’altra risposta politica che noi avremmo dovuto dare e che forse noi tutti non siamo stati in grado di dare, è quella di rimuovere anche nei nostri comportamenti una qualche indulgenza verso pratiche, comportamenti, piccoli episodi che possono aver alimentato l’idea che vi possano essere scorciatoie, che vi possano essere raccomandazioni, che vi possano essere stati numi tutelari, padroni per arrivare prima ad un risultato di una violazione sistematica delle regole, della partecipazione e delle condizioni di accesso. Probabilmente, questo pesa come un macigno anche nel giudizio da parte dei cittadini nei nostri confronti: forse avremmo dovuto cacciare qualche mercante dal Tempio. Questo è un tema che ci riguarda e ci deve interessare. Attenti però a non travestirsi da Savonarola per giudicare gli altri, perché riguarda tutti. Ognuno di noi viene sottoposto quotidianamente a sollecitazioni, richieste di raccomandazioni e quant’altro. Chi non ha avuto queste cose, lo dica. In un rapporto stretto tra cittadino e politica in questa regione molto piccola questo elemento è decisivo per le scelte e per l’autorevolezza che la politica dovrà darsi per il futuro. Occorre dare trasparenza ed aprire le porte al modo con cui ognuno di noi agisce in questa regione”.

Salvatore ha concluso il suo intervento richiamando “un documento che considero non valorizzato nella sua dimensione politica, che è stato frettolosamente archiviato nella vicenda giudiziaria di questo Paese negli anni ’92, ’93, ’94 e ’95. Mi riferisco all’intervento del luglio del ’92 di Bettino Craxi alla Camera, il quale diceva: ‘Nella vita e nell’organizzazione dello Stato si sente non solo un grande bisogno di un più ampio decentramento, ma anche una necessità urgente di accelerare processi di modernizzazione, di semplificazione, di flessibilità nei rapporti con i cittadini, con le attività produttive, con la vita sociale. C’è un problema di moralizzazione della vita pubblica che deve essere affrontato con serietà e con rigore, senza infingimenti, senza ipocrisie, senza ingiustizie, processi sommari e grida’. E’ tornata alla ribalta in modo devastante l’esigenza di riforma del sistema politico nel suo complesso, delle sue degenerazioni e degli abusi che si compiono in suo nome, delle illegalità che possono verificarsi. Bisogna innanzi tutto dire la verità delle cose e non nascondersi dietro nobili ed altisonanti parole di circostanza che molto spesso in certi casi hanno il sapore della menzogna. Tutto ciò non può essere considerato e utilizzato da nessuno come un esplosivo per far saltare un sistema, per delegittimare una classe politica, per creare un clima in cui non possono nascere né le correzioni che si impongono né un’opera di risanamento efficace ma solo la disgregazione e l’avventura. Diceva ancora Craxi: ‘Non mi auguro per il paese questo clima, per la sua economia che ha bisogno di un clima di operosità, di fiducia e di collaborazione sociale’. Io dico che l’economia di questa regione deve essere aiutata a ritrovare iniziative e competitività per i livelli occupazionali, a cominciare dall’occupazione dell’industria che ha già ricevuto duri colpi ed altri può riceverne ancora. Nella vita democratica di una nazione non c’è nulla di peggio del vuoto politico. Bisogna avere orrore del vuoto politico. Nel vuoto tutto si logora, si disgrega e si decompone. In questo senso ho sempre pensato che un minuto prima che una situazione degeneri bisogna saper prendere una decisione. Più volte, presidente, l’ho richiamata a questo tema: assumere una responsabilità, correre un rischio. Le parole di Craxi sono straordinariamente attuali. Non facciamo in modo che cadano ancora una volta nel dimenticatoio. Presidente, assuma queste decisioni, dia un governo a questa regione. Sarà la migliore risposta alla giustizia in questa regione”.
basilicatanet.it



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