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La voce della Politica

Manifestazione ambientalisti: da IDV attenzione e ascolto

16/05/2018

La scelta di tenere domenica prossima a Corleto una manifestazione congiunta tra le associazioni ambientaliste della Basilicata, della Puglia, della Calabria e della Campania merita grande attenzione e innanzitutto un atteggiamento di ascolto delle rivendicazioni dell’associazionismo militante impegnato da sempre perché la politica tutta adegui il proprio comportamento ed atteggiamento in tema di rapporto petrolio-territorio-salute. A sostenerlo è il segretario regionale di IdV Angelo Rosella per il quale è pregiudiziale, innanzitutto, colmare il gap di confronto con associazioni e movimenti popolari e civici che sinora è stato occasionale ed inefficace anche sul piano istituzionale con la composizione del Tavolo della Trasparenza. Oggi più che di Tavoli c’è bisogno – aggiunge – di garantire nei fatti la trasparenza sulle attività estrattive del progetto Tempa Rossa, e del Centro Olio della Total di Corleto Perticara sollecitata con la manifestazione di domenica.
La tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini della Val d’Agri e del Sauro come delle rilevanti risorse dei due comprensori da ogni tipo di rischio rappresentato dalle attività petrolifere è un obiettivo prioritario che non si può raggiungere solo con impegni formali o a colpi di diffide nei confronti dell’Eni dettate forse più dalla necessità di fare cassa. Le associazioni ambientaliste e i cittadini sollecitano e da tempo l’individuazione di un “soggetto di garanzia” che svolga un monitoraggio scientifico su tutti gli indicatori riferiti all’impatto petrolio perché non si ripeta quanto sta accadendo da settimane intorno ai trialometani nell’acqua dei comuni del Metapontino con divergenze, non certo di poco conto, tra enti responsabili di assicurare la salubrità dell’acqua che hanno l’effetto di sfiduciare i cittadini.
Rispetto ad una situazione sempre più convulsa con l’accavallarsi di servizi televisivi nazionali, inchieste giornalistiche, notizie spesso incontrollate che girano attraverso i social, a parere di IdV – continua la nota – diventa urgente tranquillizzare le comunità della Val d’Agri, del Sauro e in generale dell’intera regione. Si tratta di ridare piena credibilità agli strumenti di controllo sui fattori di potenziale contaminazione riferiti al Cova di Viggiano, a quello che entrerà in funzione a Corleto, allo smaltimento dei reflui della lavorazione, di trasporto del greggio, alle attività di ricerca ed estrazione, in modo da assicurare un “punto di riferimento” certo, trasparente e scientificamente autorevole che, purtroppo sinora è mancato anche a causa delle note vicende che hanno interessato l’Arpab. 

Se l’acciaio tarantino come il petrolio lucano continuano a rimanere strategici per gli interessi economici del Paese – dice Rosella – deve essere il Governo nazionale che ci auguriamo si costituisca a breve a fare una operazione verità anche sulle cifre che realmente occorrono per il risanamento e la riconversione degli impianti tarantini e per i danni provocati alle aziende agricole e alle pmi della Val d’Agri. E’ intollerabile che Taranto e la Val d’Agri siano in cima alle preoccupazioni della politica quando si tratta di calcolare quanto strategica siano l’area industriale pugliese e il distretto petrolifero Eni rispetto al Pil nazionale, ma i suoi abitanti scompaiano quando invece si tratta di affrontare e sanare situazioni di disastro ambientale e sanitario.  Ciò perché  esistono materie strategiche, come salute, ambiente, acqua, petrolio che vanno affrontate anche al di fuori di ogni possibile mediazione, che la politica usa come normale e legittimo “strumento”, nell’affrontare i diversi problemi. E come andiamo ripetendo da tempo la questione merita attenzione nazionale.




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Dice che era un bel torrente ma non andava più al mare
di Mariapaola Vergallito

“Dice che era un bel progetto e serviva a creare/ la deviazione di un torrente per distrarlo dal mare; ma dall’idea alla realizzazione passarono 40 anni, giusto il tempo di essere deviata e l’acqua cominciò a far danni”.

Scusate, non ho resistito. E’ 4 marzo, del resto, e chiedo scusa a Lucio Dalla per questa scapestrata citazione. C’è qualcun altro, però, che dovrebbe chiedere scusa, oggi. Proprio oggi che il torrente Sarmento, deviato in parte dal suo corso naturale, immette un bottino idrico di 80 milioni di metri cubi in più all’anno nel grande invaso di Montecotugno. Serve a completare lo schema idrico del Sinni, per un progetto cominciato negli anni Settanta, quando la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista erano i due grandi partit...-->continua




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