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Cinghiali, Giordano (Ugl):”Provocano più danni delle calamità naturali”

12/03/2018

“E’ inaccettabile che, ripetutamente, si giochi allo scaricabarile. Servono risposte concrete e reali, non la politica del ‘forse’ e del ‘ma’. Le incursioni nei campi coltivati di cinghiali e animali selvatici nelle aziende agricole del territorio materano stanno avendo una recrudescenza senza precedenti. È necessario avviare azioni di contenimento e, in particolare, serve con estrema urgenza un piano d’intervento straordinario che attui con chiarezza il ridimensionamento del numero degli ungulati. Si rischia l’abbandono, la chiusura di imprese agricole con relativa perdita di migliaia di posti di lavoro: oltre al danno, sarebbe la beffa”.
E’ quanto sostiene il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano per il quale, “Duemila e 500 cinghiali abbattuti in un anno, dati dell'assessore regionale Luca Braia, sono numericamente paragonabili come ‘una goccia d’acqua rispetto all’oceano’, un’inezia e pertanto, bisogna agire subito. Le imprese agricole sono al collasso, la presenza eccessiva (e in progressivo aumento) nei fondi agricoli stanno arrecando danni irrecuperabili. Ciò è un pericolo pubblico, gli animali in moltissimi casi si trovano circolare aggressivi anche nei centri abitati. E’ necessario far partire il prima possibile una campagna informativa rivolta a tutta la cittadinanza dei comuni della provincia di Matera e non solo, con particolare attenzione alle zone più frequentate dagli ungulati al fine di sensibilizzare la popolazione ad un corretto comportamento da tenere in caso di incontro. Su tale emergenza, già intervenimmo plaudendo all’iniziativa del Sindaco di Montalbano Ionico (MT), Avv. Piero Marrese che con una coraggiosa ordinanza sindacale dispose la possibilità di catturare o abbattere i cinghiali selvatici allo stato brado, motivandola come misura a tutela della pubblica e privata incolumità se pur una sentenza della Corte Costituzionale (n. 139 del 23/05/2017) ribadisce che l’abbattimento dei cinghiali in azioni di controllo selettivo è appannaggio della Polizia Provinciale. I cittadini, i lavoratori, le aziende, il territorio, vanno tutelati: un Sindaco ha il compito di tutelare la pubblica incolumità e l’igiene pubblica. Gli ungulati oltre a mettere a rischio l’incolumità della cittadinanza, distruggono migliaia di ettari di coltivati terreni agricoli: con tutto questo dramma, sono a rischio centinaia di posti di lavoro nelle aziende agricole del materano che si vedono attaccare e distruggere non solo le piante orticole ma, anche veri e propri impianti fissi mettendo a grave rischio le produzioni stagionali. Ciò non possiamo permetterlo, allora – prosegue Giordano – per l’Ugl bene fece Marrese a ordinare l’uccisione di cinghiali anche nel paese per evitare il rischio di tutto, persone e cose: copiose e pericolose sono le presenze di branchi di cinghiali nelle aree di centri abitati e nelle aziende agricole, sempre più pericolosi perché ci s’imbatte in veri e propri branchi di animali di tutte le stazze che affamati, vagano disorientati. E’ emergenza, l’avvistamento dei branchi, provoca giustificato panico tra la gente oltre a divenire potenziali portatori di specifiche malattie infettive. Pertanto – conclude il segretario Ugl - invitiamo gli amministratori della provincia di Matera a fare come il Sindaco Marrese: si emettano ordinanze sindacali disponendo la possibilità di catturare o abbattere i cinghiali selvatici allo stato brado affinché tutti, con una scelta coraggiosa e necessaria, tutelino il territorio salvaguardando cittadini, aziende e migliaia di posti di lavoro”.



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Dice che era un bel torrente ma non andava più al mare
di Mariapaola Vergallito

“Dice che era un bel progetto e serviva a creare/ la deviazione di un torrente per distrarlo dal mare; ma dall’idea alla realizzazione passarono 40 anni, giusto il tempo di essere deviata e l’acqua cominciò a far danni”.

Scusate, non ho resistito. E’ 4 marzo, del resto, e chiedo scusa a Lucio Dalla per questa scapestrata citazione. C’è qualcun altro, però, che dovrebbe chiedere scusa, oggi. Proprio oggi che il torrente Sarmento, deviato in parte dal suo corso naturale, immette un bottino idrico di 80 milioni di metri cubi in più all’anno nel grande invaso di Montecotugno. Serve a completare lo schema idrico del Sinni, per un progetto cominciato negli anni Settanta, quando la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista erano i due grandi partit...-->continua




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