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Gioco azzardo in Val d’Agri: ass. Bene comune Viggiano riaccende l’allarme

12/01/2018

Dopo gli allarmanti dati diffusi sulla spesa nel 2016 dei cittadini della Val d’Agri per il gioco d’azzardo cosiddetto “legalizzato” rinnoviamo l’attenzione su questo tema che non si può assolutamente delegare ad organismi della magistratura come sta accadendo per il “caso” della sala giochi di Marsicovetere. Lo sostiene l’Associazione Bene Comune Viggiano che aggiunge: non è possibile ridurre la questione a qualche centinaia di metri in più o in meno di distanza di una sala giochi rispetto a strutture sociali. Se l’Agenzia Agipronews fa il suo mestiere per tutelare le imprese (in gran parte ditte individuali) che si occupano della gestione delle sale giochi, noi tutti – istituzioni locali e scolastiche, associazioni, famiglie, ecc. – dobbiamo occuparci di svuotare le sale di giocatori che, come riferiscono i dati ufficiali, hanno speso in Val d’Agri ben 23 milioni di euro con percentuali tra giocate che variano da qualche centinaio di euro pro-capite agli oltre 2.200 euro pro-capite di Marsicovetere-Villa d’Agri dove comunque si concentrano giocatori anche extraregionali. Dati che cozzano con la realtà socio-economica delle famiglie della valle, il rapporto giocate Pil famiglie e il fenomeno della povertà. Sarà la Corte Costituzionale a pronunciarsi sulla legittimità della legge regionale ma intanto – dichiara Vittorio Prinzi, presidente dell’Associazione – attiviamo ogni forma di prevenzione, specie nei confronti di anziani-pensionati e giovani – che sono le categorie sociali più esposte al Gioco d’Azzardo Patologico e contestualmente azioni di contrasto. Indipendentemente dalla pronuncia della Corte Costituzionale, il Piano presentato dalla Regione rappresenta uno strumento strategico per prevenire e contrastare il fenomeno secondo un’articolazione programmatica che consentirà di coordinare e integrare gli interventi su tutto il territorio regionale e sviluppare un’azione sinergica ai diversi livelli di responsabilità e competenza.
Attraverso il Piano la Regione recepisce i principi del Piano Nazionale, si impegna a conseguire gli obiettivi prefissati e a porre in essere le necessarie attività, in collaborazione con tutti gli attori (pubblici-Aziende sanitari e privati – Comunità terapeutiche e associazioni) che a vario titolo sono impegnati nella prevenzione e nel contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e del fenomeno della dipendenza grave.
Ai fini del perseguimento degli obiettivi della legge regionale – è scritto nella nota – bisogna intensificare la collaborazione con Enti locali, Comuni prima di tutto, istituzioni scolastiche, Aziende del servizio sanitario regionale, associazioni riconosciute pubbliche o private, operanti nella lotta alle dipendenze del gioco di azzardo.




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Dice che era un bel torrente ma non andava più al mare
di Mariapaola Vergallito

“Dice che era un bel progetto e serviva a creare/ la deviazione di un torrente per distrarlo dal mare; ma dall’idea alla realizzazione passarono 40 anni, giusto il tempo di essere deviata e l’acqua cominciò a far danni”.

Scusate, non ho resistito. E’ 4 marzo, del resto, e chiedo scusa a Lucio Dalla per questa scapestrata citazione. C’è qualcun altro, però, che dovrebbe chiedere scusa, oggi. Proprio oggi che il torrente Sarmento, deviato in parte dal suo corso naturale, immette un bottino idrico di 80 milioni di metri cubi in più all’anno nel grande invaso di Montecotugno. Serve a completare lo schema idrico del Sinni, per un progetto cominciato negli anni Settanta, quando la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista erano i due grandi partit...-->continua




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