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Caos Tari: il governo produce fake news e alimenta caos sulla tassa rifiuti

6/12/2017

Ancora nessuna chiarezza sulle seconde case sfitte nel medesimo Comune con il Governo che utilizza sentenze della Cassazione che non c’entrano nulla con ciò che i 5 Stelle richiedono. Mentre si attende il decreto che permetterebbe uno sconto del 20% della tassa rifiuti per i cittadini

“Le vere fake news continuano ad arrivare dal Governo che alimenta ancora il caos. Quando, nell’interpellanza di pochi giorni fa, chiedemmo lumi sul pagamento della quota variabile della Tari relativo a una seconda casa sfitta nello stesso comune di residenza, l’Esecutivo ci rispose con il riferimento a una sentenza della Cassazione, la 8383 del 2013, che è risultato del tutto errato. Quel pronunciamento, infatti, è relativo alla vicenda di un contribuente che in realtà aveva due immobili in due città diverse. Insomma, le magre figuracce del Governo Gentiloni sul caos Tari continuano”. A dichiararlo è il deputato Giuseppe L’Abbate che con il collega Alberto Zolezzi è tornato ad interrogare il Ministero dell’Ambiente sulla tassa rifiuti durante il question time tenutosi oggi, mercoledì 6 dicembre, a Montecitorio.

“Si tratta di condizioni non assimilabili. Infatti, un conto è il comportamento di un comune che conosce anche la mia situazione residenziale e familiare. Un altro è la condotta del Sindaco che impone la Tari sulla seconda casa senza avere contezza del mio nucleo e dunque parte da un calcolo presuntivo degli occupanti in base ai metri quadri – spiega L’Abbate (M5S) – Oggi il Governo, ancora una volta, non ci ha detto nulla di concreto su un pasticcio che invece ha bisogno di chiarezza, magari anche con un intervento normativo. L’unico aspetto di merito confermato – prosegue il deputato pugliese 5 Stelle – è che Tari e Tares funzionano sulle stesse regole, ecco perché presenteremo un’interrogazione in commissione per far pressione sull’estensione dei rimborsi anche al 2013”.

Un altro salasso per i cittadini deriva poi dall’atavico inadempimento del ministero dell’Ambiente per cui accade che sia in vigore un’errata applicazione del regime di assimilazione di rifiuti industriali ai rifiuti urbani e relativa spalmatura delle detrazioni Tari riconosciute ai soggetti economici sulle utenze civili. “Una vetreria e un appartamento con gli stessi metri quadri pagano la stessa tariffa dei rifiuti. Ma si può ben capire che la produzione e il relativo costo del servizio siano molto differenti – dichiara il deputato Alberto Zolezzi (M5S), membro della Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti – Il Governo dovrebbe varare un apposito Decreto assimilazione: anche il Tar Lazio si è espresso in tal senso, ma sono trascorsi i 120 giorni del termine imposto e il ministero dell’Ambiente tace ancora. I contribuenti potrebbero risparmiare ben il 20% della tassa!”.




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