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Protocollo d’intesa per la legalità, soddisfatto il sindaco di Tito

6/12/2017

“Siamo soddisfatti che la Regione Basilicata e la Prefettura di Potenza abbiano incluso il territorio di Tito tra le aree strategiche di sviluppo economico da presidiare e controllare con maggiore attenzione, viste le attenzioni criminali a cui purtroppo è sottoposto con frequenza e che sono oggi arginate solo grazie all’incessante impegno della polizia e dell’arma dei carabinieri”. È questo il commento del sindaco di Tito, Graziano Scavone, al Protocollo d’intesa per la realizzazione di azioni nei settori della legalità e sicurezza sottoscritto stamattina a Potenza tra Regione Basilicata, Ministero dell’Interno, Presidenza del Consiglio dei ministri, Agenzia per la coesione territoriale, Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e i Comuni di Tito, Potenza, Melfi e Matera.
“È nostra intenzione proseguire e intensificare la proficua collaborazione con il prefetto di Potenza e con le forze dell'ordine per assicurare all'intera comunità le migliori condizioni di sicurezza, consolidando e rafforzando i presidi di sicurezza sul nostro territorio”, aggiunge Scavone. In questi anni l’amministrazione comunale di Tito ha investito risorse sulla sicurezza, potenziando le strumentazioni di videosorveglianza nel centro abitato, che intende implementare ulterioremente, e dotando la polizia locale di maggiore personale e di strumenti avanzati quali, ad esempio, lo street control. Nei prossimi giorni, inoltre, il Comune di Tito aderirà al protocollo "Mille occhi sulla città”, promosso dal Ministero dell'interno per il tramite delle stesse prefetture.
“Agli interventi strumentali come i sistemi avanzati di videosorveglianza vanno in ogni caso affiancate azioni di protezione sociale che rafforzino la coesione territoriale”, sottolinea il sindaco di Tito. Il programma degli interventi del Protocollo d’intesa per la legalità appena stipulato non a caso si pone come ulteriori obiettivi strategici, oltre al rafforzamento sociale attraverso il recupero dei patrimoni pubblici anche confiscati, l’inclusione sociale e la diffusione della legalità, posizionando ulteriori risorse sulla gestione del fenomeno migratorio. “Misure legate al reddito minimo e al reddito d’inclusione, oltre a rappresentare azioni di contrasto alla povertà, devono tradursi in processi di reinserimento sociale e lavorativo per contribuire a questo scopo”, conclude Scavone. “Innalzando i livelli di protezione e coesione si produce automaticamente un avanzamento sul terreno di una società solidale nei confronti di tutti, sempre più civile e inclusiva”.



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