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La voce della Politica

Idv: 'sbloccare il lavoro'

14/11/2017

Il lancio ad opera di Cgil, Cisl, Uil di un nuovo documento unitario per il lavoro e lo sviluppo pone al centrosinistra lucano che sostiene il Presidente Pittella un ulteriore sforzo per un piano straordinario di fine legislatura con al centro l’occupazione. Lo afferma il segretario regionale di IdV Basilicata Angelo Rosella condividendo la sollecitazione sindacale a rilanciare su nuove basi il confronto con la giunta regionale. La concertazione sociale ha bisogno di altri strumenti e di diverse modalità per dare più efficacia alla condivisione di progetti, programmi ed idee raccogliendo le priorità individuate dai sindacati: industria 4.0, petrolio e automotive, forestazione, infrastrutture, Matera 2019, legalità e appalti, welfare, precariato.
IdV da tempo con lo ‘Sblocca lavoro’ ha realizzato un serio pacchetto di proposte tese a ridare vitalità al sistema d’impresa italiano che investe, innova e fa ricerca nel nostro Paese. La sola condizione per creare occupazione è che l’impresa sia libera dalla burocrazia asfissiante, dalle tasse eccessive sul lavoro e che possa accedere al credito come accade per tutte le imprese del Nord Europa. A tal fine abbiamo inviato il nostro pacchetto di proposte a tutte le associazioni sindacali e a tutte le associazioni datoriali per aprire un serio confronto sui provvedimenti da adottare per uscire dalla crisi. E’ ora di sbloccare il lavoro. Se fossero approvate le nostre proposte si metterebbe in moto l’economia del nostro Paese, che inesorabilmente è ferma, e le casse dello Stato potrebbero recuperare 100 miliardi di euro. Noi abbiamo delle proposte chiare e concrete ed indichiamo, infatti, da dove reperire le risorse finanziarie. Per esempio occorre vendere immediatamente i beni confiscati ai mafiosi. Si pensi che nelle casse dello Stato giacciono circa 80 miliardi di euro in titoli e beni immobili e non si capisce perché questo governo preferisca continuare a prendere denaro dalle tasche degli italiani, piuttosto che vendere i beni confiscati ai mafiosi. In secondo luogo è fondamentale promuovere una vera lotta all’evasione. Si pensi per esempio ai fondi portati illegalmente in Svizzera e nei “paradisi fiscali”. La riduzione del cuneo fiscale che vale mediamente il 120% dello stipendio netto, è indispensabile per ridurre il costo del lavoro e per diventare più competitivi. In parte la si ottiene dalla riduzione dell’Irpef, lasciando però in questo modo il costo del lavoro inalterato. Si dovrà quindi prevedere una programmata riduzione degli oneri contributivi. Costo da stabilire tenendo conto che ogni 5% di riduzione dei contributi corrisponde a circa 10 mld (le entrate INPS annuali ammontano a 215 mld). È urgentissimo intervenire con aiuti concreti alle PMI per incentivare con crediti d’imposta strutturali gli investimenti per la R&S e per il processo produttivo, incrementando così la produttività dell’impresa.
Se non ci sono soldi per acquistare è ovvio che non ci sono neppure più le entrate per questo vogliamo rimettere i soldi nelle tasche dei cittadini. Bisogna fare in modo che la cassa integrazione straordinaria sia restituita quando l’azienda che la riceve ha degli utili. Occorre ridare immediatamente potere d’acquisto alle classi più disagiate agendo su forti riduzioni dell’aliquota Irpef con risultati sullo stipendio lordo di 150/200 euro al mese: trattasi di crisi di domanda e quindi è indispensabile farla ripartire. Noi quindi affermiamo che c’è il modo per sbloccare la situazione di crisi e arginare in Basilicata la fuga dei giovani.



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