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La voce della Politica

Pace sulla Basilicata alla Fiera Turistica di Rimini

12/10/2017

“Immensa soddisfazione e orgoglio constatare come la Basilicata sia diventata ormai una meta turistica di eccellenza apprezzata e conosciuta tanto in Italia quanto in Europa e che rappresenti l’ennesimo segnale positivo per un Sud che si riscatta e rilancia”. E’ il primo commento del Consigliere regionale di Alternativa Popolare, Aurelio Pace, che nella giornata inaugurale ha visitato lo stand lucano della Fiera Internazionale B2B del Turismo in programma fino a sabato a Rimini. All’evento, tra i più importanti al mondo del settore, giunto ormai alla 54* edizione, partecipano operatori e istituzioni provenienti da tutto il mondo, per oltre 60mila presenze stimate durante la tre giorni. La Basilicata, presente con lo stand, approntato egregiamente dall’Apt, in collaborazione con Matera 2019 e la Regione, pur di dimensioni non eccelse, sta catalizzando l’attenzione di migliaia di buyers e professionisti dell’industria dei viaggi, presenti per contrattare, attivare nuovi business e confrontarsi sul presente e futuro del mondo turistico. Insomma una enorme piazza di contrattazione del prodotto turistico italiano, alla ricerca di idee e spunti per continuare a far crescere un mercato tra i più elastici, utilizzando al meglio comunicazione e nuovi strumenti digitali. Ho potuto appurare in prima persona –ha continuato il consigliere Pace- come la nostra Basilicata non possa essere considerata più la cenerentola neanche nel settore del turismo e dei viaggi. Tanti i visitatori e tecnici che hanno mostrato attenzione per le offerte della nostra regione, chiedendo spiegazioni e ulteriori dettagli per organizzare visite su tutto il territorio. Piace constatare che se Matera Capitale Europea della Cultura catalizza le attenzioni, anche il Vulture-Melfese con la sua storia, territorio ed enogastronomia, al pari delle coste jonica e tirrenica, oltre alle le Dolomiti Lucane, non lasciano indifferenti i potenziali turisti e relative agenzie. Di certo, non è accaduto come in passato che la Basilicata rappresentasse un soggetto semi sconosciuto ai più e malinconicamente marginale per le rotte dei vacanzieri. Ed è oltremodo positivo che alle bellezze naturalistiche, da sempre conosciute e riconosciute per l’unicità, ormai si uniscano valori e progetti come quelli della cultura (da Matera a Palazzo San Gervasio, da Sant’Arcangelo alla stessa Potenza), dell’enogastronomia e della stessa indole fiera, orgogliosa e ospitale dei lucani. La Fiera Internazionale del Turismo di Rimini è l’ennesima dimostrazione di come si possano disegnare scenari positivi e produttivi mettendo a valore le semplici caratteristiche di un territorio, valorizzandone storia, cultura, prodotti e competenze. Come rappresentante istituzionale –conclude il consigliere Pace- sono rimasto particolarmente colpito nel verificare come il padiglione lucano sia tra i più organizzati,


confortevole e di grande appeal per i tanti ospiti che si fermano a chiedere informazioni e vedere le immagini scorrere sui monitor ed ascoltare gli esaustivi e professionali racconti della nostra terra. Insomma, non solo, ma una prima immersione nei nostri paesaggi. Essere ormai rientrati all’interno delle principali rotte turistiche nazionali deve rappresentare il primo passo per un ulteriore spinta allo sviluppo di un settore che è centrale anche per la crescita dell’occupazione in modo sostenibile e intelligente.


Il Capogruppo
Avv. Aurelio Pace




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Dice che era un bel torrente ma non andava più al mare
di Mariapaola Vergallito

“Dice che era un bel progetto e serviva a creare/ la deviazione di un torrente per distrarlo dal mare; ma dall’idea alla realizzazione passarono 40 anni, giusto il tempo di essere deviata e l’acqua cominciò a far danni”.

Scusate, non ho resistito. E’ 4 marzo, del resto, e chiedo scusa a Lucio Dalla per questa scapestrata citazione. C’è qualcun altro, però, che dovrebbe chiedere scusa, oggi. Proprio oggi che il torrente Sarmento, deviato in parte dal suo corso naturale, immette un bottino idrico di 80 milioni di metri cubi in più all’anno nel grande invaso di Montecotugno. Serve a completare lo schema idrico del Sinni, per un progetto cominciato negli anni Settanta, quando la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista erano i due grandi partit...-->continua




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