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La voce della Politica

Canterino FdI-AN sulla festa della CGIL

12/09/2017

L’ultima festa della CGIL tenutasi fino a domenica scorsa, a Potenza, per quanto reclamizzata con ogni possibile mezzo (finanche centinaia di bandiere “abusive” infisse in tutta la città), conferma la morte del sindacato come luogo di difesa e di promozione del lavoro. Una festa disertata dai lavoratori, alla quale hanno assistito quasi esclusivamente anziani, e che si è movimentata solo all’apertura degli eventi musicali.

Non siamo sorpresi del fatto che la CGIL abbia oramai un aspetto così rugginoso e impopolare. Aver sostenuto o tollerato quasi tutte le riforme degli ultimi governi (e tutte le sciagurate decisioni del governo regionale) ha fatto allontanare dal sindacato - e dall'importantissimo ruolo che esso dovrebbe interpretare - i giovani, gli operai, i precari, i lavoratori autonomi, ecc. Cioè chi necessita di maggiore tutela in questo periodo di forte crisi. Difatti, solo combattendo l'erosione di salari e guadagni di questi soggetti è possibile non solo restaurare la giustizia sociale, ma anche dare nuovo impulso all'economia, ricostituendo quella classe media che (un tempo) era la base della ricchezza nazionale.

Purtroppo, le uniche battaglie che la CGIL ancora patrocina - con grande energia, bisogna riconoscerlo - sono quelle legate agli immigrati, ai LGBT e alla cannabis; il che, evidentemente, non basta per attirare i lavoratori. A ciò si aggiunga che la CGIL Basilicata è del tutto complice del “sistema” che governa la Regione, mentre poche persone libere - tra cui certamente i militanti e i simpatizzanti di Fratelli d'Italia - denunciano quotidianamente lo sfascio economico, la mancanza di programmazione e di sviluppo, e l'utilizzo di risorse pubbliche per fini elettorali che sta distruggendo le nostre comunità.

Consigliamo vivamente ai vertici della CGIL (ma anche agli altri sindacati) di farsi un esame di coscienza e di dare spazio al rinnovamento dei propri quadri dirigenti. Soprattutto, consigliamo ai responsabili della CGIL lucana di portare nelle sedi romane del sindacato l'esempio del degrado del "Modello Basilicata", il dramma della povertà crescente, la disoccupazione dilagante, la tragedia dell'emigrazione del capitale umano rappresentato dai nostri giovani, l'abbandono dell'agricoltura e dell'industria, le difficoltà del terziario, le tangenti per lavorare, lo sfruttamento salariale, il caporalato, le congestioni del modello FCA, l’insalubrità ambientale che costerna il lavoro, ecc. Azioni necessarie affinché si apra finalmente il dibattito su un europeismo critico e ragionato, per riconsiderare le politiche liberiste che impoveriscono i lavoratori, per studiare ed implementare un nuovo modello di società sostenibile, e per tornare finalmente ad essere parte attiva della dialettica socio-economica, ruolo che oramai non ci appartiene da tempo.

Potenza, 11/09/2017

Giuseppangelo Canterino, Responsabile Dipartimento “Politiche del Lavoro” Fratelli d’Italia-AN Basilicata



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Dice che era un bel torrente ma non andava più al mare
di Mariapaola Vergallito

“Dice che era un bel progetto e serviva a creare/ la deviazione di un torrente per distrarlo dal mare; ma dall’idea alla realizzazione passarono 40 anni, giusto il tempo di essere deviata e l’acqua cominciò a far danni”.

Scusate, non ho resistito. E’ 4 marzo, del resto, e chiedo scusa a Lucio Dalla per questa scapestrata citazione. C’è qualcun altro, però, che dovrebbe chiedere scusa, oggi. Proprio oggi che il torrente Sarmento, deviato in parte dal suo corso naturale, immette un bottino idrico di 80 milioni di metri cubi in più all’anno nel grande invaso di Montecotugno. Serve a completare lo schema idrico del Sinni, per un progetto cominciato negli anni Settanta, quando la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista erano i due grandi partit...-->continua




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