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Gli incendi e il Je Accuse del Forum 'Gioia' contro la Centrale dell'Enel

14/07/2017

Il Forum ‘Stefano Gioia ha inviato una lettera aperta al Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Pollino Domenico Pappaterra, ai Presidenti della Giunta Regionale della Regione Calabria e Basilicata Gerardo Mario Oliverio e Marcello Pittella e all’Assessore Ambiente della Regione Calabria Antonella Rizzo.
“Le scene apocalittiche, da inferno dantesco, che stiamo vedendo in questi giorni su tutti i canali televisivi, fanno stringere il cuore. Incendi sterminati, che sterminano un Bene Comune, rappresentato dal patrimonio boschivo nazionale; distruggono case; uccidono persone. Criminalità –individuale e organizzata- e inefficienza –di oggi e di ieri, come l’abolizione del Corpo Forestale dello Stato - fanno a gara nel peggiorare una situazione davvero tragica. Nè a spiegare –e tantomeno a giustificare- il tutto, basta certo una estate torrida, che appare -anziché un detestabile comprimario-, un inaccettabile alibi. Soprattutto per quelle aree, e il Parco Nazionale del Pollino è una di queste, che maggiormente dovrebbero essere tutelate e che investono risorse economiche –con che risultati ?-nella prevenzione, e che, proprio per questi motivi, non possono certo limitarsi a sperare solo in estati tiepide o nello “stellone italico”. Né, chi il Parco dirige, può gloriarsi di presunti successi e sorvolare su evidenti disastri. Non è così che funziona, o, almeno, non è così che dovrebbe funzionare.
In questo drammatico frangente, il Presidente dell’Ente Parco Pollino, Pappaterra (ma anche tutti quegli altri Enti e Istituzioni che da ENEL ricevono cospicue rimesse in denaro - a nostro parere non dovuti e, per legge, non erogabili) può far finta, ancora una volta, di dimenticarsi che, nel cuore del Parco, vive un “mostro” che divora 350.000 tonnellate di boschi all’anno: la centrale a biomasse dell’ENEL della valle del Mercure. Boschi, la maggior parte dei quali, come ENEL stessa informa, provenienti dall’area Parco e dalla Regione Calabria.
A questo punto si impone una iniziativa, seppur minimale (l’obiettivo rimane e rimarrà sempre la chiusura definitiva e lo smantellamento della centrale del Mercure): una moratoria che blocchi, l’attività della centrale, almeno fino al pronunciamento del Consiglio di Stato sulla liceità dell’autorizzazione concessa dalla Regione Calabria. Già questo costituirebbe una, seppur minimale, forma di ristoro per il nostro stremato patrimonio boschivo. Se anche questa richiesta fosse ignorata e disattesa, sarebbe l’ennesima prova di subalternità e acquiescenza agli interessi di pura e predatoria speculazione economica di ENEL e di completo disinteresse verso i diritti e gli interessi delle popolazioni del Mercure e di tutta la Calabria”.



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