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Frana Montescaglioso: Castelluccio (FI), raccogliere “grido allarme” sindaco

19/05/2017

Il “grido d’allarme” del sindaco di Montescaglioso, Vincenzo Zito, contenuto nella lettera aperta inviata al Premier Gentiloni, non può restare isolato o magari affrontato con un ennesimo tavolo tecnico in Regione. Servono finanziamenti consistenti e certi insieme ad un cronoprogramma di interventi altrettanto certi per affrontare con la dovuta attenzione che merita la devastante frana del dicembre 2013. A sostenerlo è il vice presidente del Consiglio Regionale Paolo Castelluccio (Fi).
Purtroppo, siamo fermi – dice Castelluccio – alle conclusioni del tavolo tecnico in Regione che risale al 9 gennaio scorso quando tra le tematiche discusse ed approfondite, si parlò dell’importante somma di € 2.600.000 già in possesso del Comune e dello stanziamento di altri € 1.500.000 circa per l’apertura dei fossati. Ma – aggiunge – siamo di fronte a risorse del tutto insufficienti rispetto ad un fabbisogno per danni complessivi, così come sarebbe stato quantificato da esperti, ammonterebbe a circa 60 milioni di euro, mentre bisogna accelerare il completamento della messa in sicurezza ed il consolidamento definitivo dell’intero versante della frana, con interventi sulla corona e sul fossato Capoiazzo e Cinque Bocche per un importo di oltre € 6.000.000 che ancora non sono in disposizione del Comune. Va dato atto – dice ancora Castelluccio – che il Comune di Montescaglioso sta facendo il possibile in una situazione che continua ad essere eccezionale. E fa bene il sindaco nella lettera a Gentiloni a sottolineare che in gioco c’è il futuro dell’intera comunità montese perchè la programmazione dello sviluppo urbano di Montescaglioso, che guarda verso la Valle del Bradano-Metapontino, di fatto è “stoppata” dalla frana che continua ad estendersi e a minacciare il territorio. Di qui la necessità di tenere alta l’attenzione per poter concretizzare misure di stabilizzazione e di sicurezza del territorio.
Dalla Giunta Regionale – conclude Castelluccio – ci aspettiamo un’iniziativa che non si fermi alla sollecitazione formale di azioni del Governo anche per definire un piano straordinario di difesa del suolo. Ben venga la riapertura entro la fine del mese di cantieri forestali e del Progetto Vie Blu: ma nessuno si faccia illusioni sui risultati di lavoro che rispondono ad una logica assistenziale per i lavoratori agricoli-forestali e per piccole e limitate azioni di contrasto delle frane.



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Dice che era un bel torrente ma non andava più al mare
di Mariapaola Vergallito

“Dice che era un bel progetto e serviva a creare/ la deviazione di un torrente per distrarlo dal mare; ma dall’idea alla realizzazione passarono 40 anni, giusto il tempo di essere deviata e l’acqua cominciò a far danni”.

Scusate, non ho resistito. E’ 4 marzo, del resto, e chiedo scusa a Lucio Dalla per questa scapestrata citazione. C’è qualcun altro, però, che dovrebbe chiedere scusa, oggi. Proprio oggi che il torrente Sarmento, deviato in parte dal suo corso naturale, immette un bottino idrico di 80 milioni di metri cubi in più all’anno nel grande invaso di Montecotugno. Serve a completare lo schema idrico del Sinni, per un progetto cominciato negli anni Settanta, quando la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista erano i due grandi partit...-->continua




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