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La voce della Politica
| Mattia (fi-pdl): risposte all'emergenza dissesto metapontino |
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15/12/2008 | “Per chi non solo non si è mai rassegnato al degrado verificato per lunghi anni a Metaponto Lido ma si è adoperato per accelerare i tempi degli interventi - lumaca per le infrastrutture viarie e di servizi essenziali al rilancio dell'attrazione turistica di Metaponto, l'emergenza che si è determinata è un brutto colpo al quale reagire subito con ogni strumento disponibile per non pregiudicare la stagione turistica 2009”. Lo sostiene il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Franco Mattia (Fi-Pdl) manifestando preoccupazione anche per i gravi danni alle aziende agricole del Metapontino.
“L'iniziativa dell'istituzione dell'Unità di Crisi è senz'altro positiva ma – aggiunge - deve essere considerato un punto di partenza coinvolgendo Commissioni consiliari competenti e l'intero Consiglio regionale per affrontare adeguatamente l'emergenza sia per le attività turistiche, che agricole. I fiumi hanno il diritto naturale di espandersi, gli uomini hanno il dovere, però, di non forzare e rompere i delicati equilibri del territorio”.
“La frammentazione dei poteri in materia idraulica ed idrogeologica, forestale e montana, territoriale e paesaggistica di questi ultimi anni – afferma Mattia - ha reso meno tempestivi e meno efficaci gli interventi disposti dalle varie autorità che spesso hanno agito all’insegna dell’autonomia dei poteri e più volte dell’amnesia dei doveri. Dalla confusione dei poteri sulla gestione e sul governo del territorio si è passati, con la legge nazionale n.183 del 1989, alle Autorità di Bacino per placare le numerose domande di potere che si affacciavano sulla difesa del suolo”.
“La nuova formula si è rivelata, purtroppo, ancora una volta – a parere di Mattia - un freno alla speditezza delle procedure, quasi a voler consolidare la prassi già sperimentata che quando arriva l’alluvione c’è sempre la Protezione Civile e i Comitati di Bacino scompaiono. Fatto è che dopo anni dall’emanazione della normativa nazionale gli interventi pubblici nel settore della difesa del suolo sono stati attuati prevalentemente per porre rimedio a situazioni di crisi improvvise del territorio, per rispondere ad esigenze di urgenza, facendo prevalere la cultura dell’emergenza, della riparazione del danno, piuttosto che avviare un discorso di prevenzione attiva quale fine istituzionale dei Piani di Bacino. Le stesse riforme istituzionali non sembrano ancora oggi sciogliere il nodo della relazione tra i soggetti che governano il territorio, nel senso di una sostanziale affermazione del principio della sussidiarietà e della concertazione tra gli enti istituzionalmente titolari del potere di pianificazione”.
“C’è un’esigenza di coordinamento degli interventi ma – afferma Mattia - ce n’è una ancora più grande che è quella di coordinare la montagna con la pianura, la montagna con la città, in un sistema che non può avere soluzioni solo nelle emergenze ma che deve essere un’unica soluzione che è quella di considerare non separate le componenti territoriali del suolo, del paesaggio e dell’ambiente”. “Gli interventi non servono se non sono costanti, graduali e soggetti a periodica verifica. E’, dunque, durante il periodo di calma idrogeologica che – conclude Mattia - si costruisce la difesa della montagna che è pur sempre l’argine più alto contro le alluvioni”.
basilicatanet.it |
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