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Venosa:dimissioni revocate,maggioranza torna con il sindaco.M5S:'tutto previsto'

16/02/2017

Dimissioni revocate nel giorno di San Valentino; le stesse che erano arrivate, come un fulmine a ciel sereno, proprio a causa delle “dinamiche interne alla maggioranza” del Comune oraziano. Ma durante l’ultimo consiglio comunale, evidentemente la freccia di Cupido ha centrato il cuore di buona parte di quella maggioranza, riportando quest’ultima al fianco del primo cittadino.
“Diversità di vedute, incapacità di amministrare, protagonismo e tanta superficialità”: per niente sorpresa la minoranza pentastellata, che da subito aveva denunciato l’arma “ricattatoria” del Sindaco ed il gioco delle parti espresso dalla maggioranza. “Noi – ha ribadito Fabiana Papa, capogruppo del M5S – abbiamo sempre ritenuto che queste fossero delle dimissioni ‘farsa’: sapevamo che quella era una mossa per cercare di fare un braccio di ferro con alcuni elementi dissidenti. Rispetto al consiglio comunale, ci aspettavamo la dichiarazione di una squadra di governo, che però non è arrivata; più che un consiglio è stata una semplice riunione di maggioranza, nella quale assessori e consiglieri si sono limitati a leggere una sorta di ‘letterina d’amore’ al loro sindaco. Quello che è emerso, in sostanza, è che la frammentazione interna è ancora in corso ed è stata espressa chiaramente dalla dichiarazione di autonomia di voto di Carmela Sinisi, dall’appoggio di Franco Rosati ad un ‘programma condiviso’ però inesistente e dalla scissione ufficiale di ‘Nuova Venosa’. Il vero collante di questa nuova ricompattazione – insiste il capogruppo Papa – è stata la paura di una possibile vittoria del Movimento alle nuove elezioni comunali; come dichiarato anche dall’ex assessore Massimo Zullino, il quale ha poi ribadito con forza come questi quasi tre anni di Giunta Gammone non abbiano prodotto nulla di concreto proprio a causa della mancanza di una vera e propria regia alle spalle”.
Guerre intestine, così pare, ancora in atto. Una maggioranza, questa volta, formata da dieci membri (otto del PD, compresi Sindaco e Presidente del Consiglio, ai quali si aggiungono Rosati e Francabandiera); mentre, due componenti – l’ex assessore Massimo Zullino e Carmela Sinisi – valuteranno “caso per caso” il da farsi. “Per rispondere all’opposizione, – ha dichiarato il Sindaco Tommaso Gammone – io ho condotto quest’azione politica con l’idea di far capire i motivi politici per i quali avevo ed ho bisogno di una maggioranza; la quale, penso, abbia fatto le sue valutazioni senza alcun “ricatto” da parte mia. Mi trovo a dover prendere decisioni molto importanti: decisioni che riguardano la discarica e la raccolta dei rifiuti, la valorizzazione del centro storico con atti di manutenzione ordinaria e straordinaria della viabilità, l’approssimarsi a Matera Capitale Europea della Cultura 2019; decisioni che non potevo prendere senza la consapevolezza di un vero sostegno. C’era, tra l’altro, una mozione di sfiducia, da parte dell’opposizione, che non potevo non considerare seppur carente dei numeri necessari. Dopo i dieci giorni di riflessione che mi sono consentiti dalla legge, – ha continuato il Sindaco – ho messo la maggioranza di fronte alle mie responsabili dimissioni, essa stessa consapevole della mia volontà di non lasciare il paese al consequenziale periodo di commissariamento e della mia ferma decisione qualora questa avesse deciso di non continuare a sostenermi; e questo perché ritengo che la funzione del Sindaco sia anche quella di raccordo della maggioranza. In questo momento c’è un clima di carica positiva; Sinisi e Zullino sono ‘rimasti fuori’, sì, ma solo perché hanno scelto di esprimersi di volta in volta sui provvedimenti che verranno portati in discussione”. E allora, “omnia vincit amor”, scrivevano i latini; ma se cediamo all'amore, che sia verso il bene comune.

Marialaura Garripoli




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Dice che era un bel torrente ma non andava più al mare
di Mariapaola Vergallito

“Dice che era un bel progetto e serviva a creare/ la deviazione di un torrente per distrarlo dal mare; ma dall’idea alla realizzazione passarono 40 anni, giusto il tempo di essere deviata e l’acqua cominciò a far danni”.

Scusate, non ho resistito. E’ 4 marzo, del resto, e chiedo scusa a Lucio Dalla per questa scapestrata citazione. C’è qualcun altro, però, che dovrebbe chiedere scusa, oggi. Proprio oggi che il torrente Sarmento, deviato in parte dal suo corso naturale, immette un bottino idrico di 80 milioni di metri cubi in più all’anno nel grande invaso di Montecotugno. Serve a completare lo schema idrico del Sinni, per un progetto cominciato negli anni Settanta, quando la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista erano i due grandi partit...-->continua




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