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La voce della Politica

Napoli (LD): le urne un atto di amore per i lucani

7/12/2008

“Un tempo sui tram c’era un cartello che invitava i passeggeri a non parlare al conducente, ora è come se quel cartello non ci fosse più, il tram si è fermato, i passeggeri litigano tra loro e per parte sua, il conducente discute con i passeggeri. Non c’è un progetto comune se non c’è un rispetto comune, se non c’è un’unità di intenti, se non c’è perseveranza nel perseguirli”. E’ stato l’esordio del consigliere del gruppo misto – La Destra, Michele Napoli, nel corso del suo intervento in Consiglio regionale in merito al dibattito sulla crisi economica che sta vivendo la Basilicata.

“Il taglio che vorrei dare al mio intervento – ha continuato Napoli – è con lo sguardo rivolto al futuro, a ciò che accadrà, non senza aver stigmatizzato, perché di tanto si tratta, lo spettacolo indecoroso che questa maggioranza di Governo, questa coalizione sbrindellata, almeno quella parte che resta di coalizione ha offerto in queste due ultime settimane alla comunità lucana. Potrà questo centrosinistra dare risposte vere a quelle richieste di rinnovamento che pervadono la comunità lucana? Potrà per davvero incarnare quella che è la volontà di un popolo, potrà questo centrosinistra in ragione di quello che sta accadendo al suo interno, dove forze politiche si sono caratterizzate alla ricerca del particolarismo, dove non c’è stata la capacità di immaginare un percorso comune, un progetto condiviso, perché non c’erano comuni valori di riferimento alla base di una strategia! A questi quesiti bisogna dare delle risposte, consapevoli che, probabilmente, la soluzione che noi non auspichiamo, ma che verrà fuori, è quella di mettere in piedi un nuovo Governo che servirà soltanto per sopravvivere. Del resto galleggiare, mi permetto di dire, è sempre meglio che affondare”.

“Il punto però – secondo Napoli - è un altro: qual è la tensione morale che può spingere questo centrosinistra ad andare avanti, a intraprendere quel percorso di sviluppo che pare smarrito e a questa domanda che bisogna rispondere, qual è la tensione morale che vi consentirà di proseguire questo percorso. Un altro fatto è certo, la partita dello sviluppo non consente più indugi, non ammette più particolarismi, ammette, però la necessità di una coalizione nuova, che abbia un minimo di coesione almeno nelle scelte più importanti da compiere. Ma ha bisogno anche di una classe dirigente che sia all’altezza della sfida. A mio avviso il capitale più importante che va recuperato in fretta è la fiducia. E tale impresa al cospetto della maggioranza che lo sostiene, è possibile soltanto nel momento in cui tutti i protagonisti abbiano fatto mea culpa, abbiano analizzato per davvero le ragioni degli errori commessi, abbiamo compreso le motivazioni che hanno portato ad una crisi profonda del Governo regionale. La fiducia non la si nutre con le macerie, ma la si costruisce giorno per giorno. Bisognerà riannodare il filo del dialogo sociale per fare passi avanti, per recuperare competitività, per recuperare il valore di una rappresentanza forte e moderna. Perché ciò avvenga è necessaria una maggioranza che abbia un minimo di coesione sulle cose necessarie da fare e che risparmi ai lucani di assistere a quel teatrino della politica, ma anche all’elenco di burrascosi adempimenti che, guarda caso, interessano questa maggioranza quando si profilano all’orizzonte nuove occasioni per mettere in campo la più classica logica della spartizione dei poteri saranno le nomine alla Asl, saranno alcune nomine importanti che pure riguarderanno l’ultimo scorcio della consiliatura”.

“Sarebbe ingeneroso – ha aggiunto Napoli - sostenere che nulla è stato fatto, sarebbe ingeneroso da parte mia, però è altrettanto doveroso dire che qualcosa poteva essere fatta di più. Nell’ultimo periodo si è persa la bussola, si è rimasti immobili, si è arretrati, si è fatto qualche passo indietro. Lo dicono le analisi degli organi preposti alla visione, alla descrizione del processo economico di un territorio. La fiducia è qualcosa di diverso dal consenso, la fiducia se vogliamo in qualche maniera è il cordone ombelicale che lega il cittadino alla politica, che alimenta la politica intesa come strumento per affrontare e risolvere le soluzioni, le emergenze più avvertite dalla società lucana. Con l’aggravarsi della situazione, con i problemi sempre più gravosi che riguardano il territorio della Basilicata quando si arriverà alla prossima tornata elettorale, la fiducia sarà la vera molla per il vuoto, cioè il cittadino sceglierà coloro i quali hanno dimostrato nel corso degli anni si saper offrire delle soluzioni e non di recuperare il consenso. La politica è assunzione di responsabilità e l’assunzione delle responsabilità impone a chi governa un territorio di confrontarsi con quello che è il comune sentire della gente. Il rischio, altrimenti, è quello di continuare ad alimentare una tendenza di una fetta sempre più grande del popolo lucano che vede come capace di interpretare interessi che sono lontani dalle necessità vere della necessità vere della comunità e allora recuperi l’umiltà, torni con i piedi per terra, abbandoni gli slogan, ci sono questioni più gravose da dover affrontare. La crisi c’era e c’è e si avvertiva nelle aule delle Commissioni, dai ragionamenti che venivano fatti in questo Consiglio ma anche parlando con gli addetti ai lavori, con la gente comune, non lo affronti con superficialità”.

“La classe politica può essere racchiusa in tre cerchi. Al primo – ha sostenuto Napoli - appartengono coloro i quali non comprendono la delicatezza del momento e la robustezza dei problemi, poi c’è un altro cerchio, a cui appartengono coloro i quali sono consapevoli della gravità dei problemi ma vogliono che sono poi i problemi vecchi e vogliono affrontarli con i vecchi strumenti e poi c’è un terzo cerchio a cui appartengono coloro e noi vorremmo che questa classe dirigente appartenesse a questo cerchio che è consapevole della gravità dei problemi ed indicano strumenti di soluzioni nuove. Questo per dire che non ci basterà immaginare la possibilità di un Governo che non sia forte, che non sia coeso, non ci basterà ritornare alle vecchie costruzioni e quindi a governi di natura tecnica. Quello che serve è un approccio nuovo, che faccia della responsabilità il suo elemento cardine, il suo elemento caratterizzante, a costo anche di assumere decisioni che possono anche scontentare qualcuno. Non è più il tempo degli slogan, non è più il tempo delle pacche sulle spalle, ma è il tempo degli impegni e dei doveri, non servono soluzioni buone per il passato, ma soluzioni buone per il futuro. Occorre liberare la politica dal poligigantismo, lavorando per le generazioni che verranno ed avendo scenari meno angusti rispetto a quelli cui la politica regionale in questo lasso di tempo ci ha abituati. Allora bisognerà rivolgere l’attenzione al campo della ricerca, dell’innovazione, ma anche la necessità di semplificare la Pubblica amministrazione, ma anche ad un’organizzazione sociale che offra per davvero tutele serie alle classi più deboli, ma anche a verificare se esistono le condizioni per rinegoziare gli accordi con le compagnie petrolifere e a rivedere, se possibile, un accordo sottoscritto con la Regione Puglia che ha depredato il nostro territorio di una ricchezza che è l’acqua, senza però sottacere la necessità di affrontare a medio e lungo termine quelli che sono alcuni gap infrastrutturali che penalizzano il mondo delle imprese, il mondo dell’economia”.

“Per quanto riguarda le infrastrutture – ha detto Napoli – la Basilicata ha bisogno di una rete di area che sia per davvero moderna, capace di essere volano di sviluppo economico per le imprese già penalizzate per loro modeste dimensioni e per non essere mai state messe nelle condizioni di poter esprimere al meglio le loro potenzialità. Il rischio più grave è quello di perdere o di rinunciare a giocare la partita del futuro che è quella dei giovani, delle donne, dei settori vitali della società lucana. Questo governatore deve dimettersi senza tentennamenti, senza alcun indugio, magari dopo aver raccolto l’impegno di tutti gli schieramenti, di tutte le opposizioni della maggioranza a fissare delle regole che debbano valere per il futuro e dopo aver restituito e ristabilito una democrazia normale, ritornando alle urne, offrendo al cittadino la possibilità di scegliere chi deve governarli, offrendo al cittadino la possibilità di scegliere una maggioranza che sia davvero forte, che sia coesa, che sia capace di rappresentare le aspettative del popolo lucano”.

“Sarebbe un vero e proprio atto di amore – ha concluso l’esponente della Destra - nei confronti della comunità lucana, sarebbe il regalo più bello che il centro sinistra può fare alla comunità lucana e con le festività di Natale questo regalo non ha niente a che vedere”.


basilicatanet.it




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