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La voce della Politica
| Nardiello: per nuova giunta impegno straordinaria |
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6/12/2008 | “Sostenere tutte le iniziative istituzionali avviate, da giorni, dalla Giunta regionale, in particolare dal presidente De Filippo e dare continuità a quelle promosse dal precedente assessore Folino; contrastare efficacemente i tentativi dei gruppi industriali che puntano a smobilitare dalla Basilicata; rivendicare dal Governo misure efficaci e non elemosine come la social card”. E’ questa la posizione del Pdci illustrata in Consiglio regionale dal capogruppo Giacomo Nardiello, secondo il quale “per affrontare con la serietà e la responsabilità che la grave situazione richiede è il caso, innanzitutto, di sgombrare il campo da strumentalizzazioni e da demagogie. Il centro desta farebbe bene a spiegare la manovra del suo Governo. Gli effetti saranno al contrario dispersivi, inefficaci, costosi per la collettività, ma inutili per le famiglie e, soprattutto, per i lavoratori e i pensionati normali, ovvero per la stragrande maggioranza degli italiani. Il popolo, i poveri, non avranno gli aiuti in modo automatico. Il bonus straordinario dovrà, infatti, essere chiesto fino al 31 gennaio 2009 e si concretizzerà in cifre che vanno da 200 fino a 1.000 euro: 200 euro per redditi sotto i 15 mila euro; 300 euro per le famiglie con due componenti e reddito sotto i 17 mila euro; 450 euro per famiglie con tre componenti e reddito che non supera i 17 mila euro”.
“E’ l’ora, dunque – ha continuato Nardiello - che la Regione faccia sentire il ‘fiato sul collo’ agli imprenditori che hanno utilizzato finanziamenti e contributi agevolati, servizi ed infrastrutture pubblici, realizzato alti profitti e pensano adesso di poter decidere a proprio piacimento la sorte di 106 operai e delle loro famiglie.
Anche le organizzazioni imprenditoriali, come la Confindustria, non possono assistere a braccia conserte mentre continuano a rivendicare finanziamenti dalla Regione, contributi e mutui a tasso agevolato. Ritengo perciò che dare sbocco alle diverse iniziative di protesta e di sciopero dei lavoratori lucani, saldandole alle lotte degli studenti contro la ‘riforma Gelmini dei tagli’ proprio come è avvenuto nei giorni scorsi con l’assemblea alla Daramic e la ‘storica’ partecipazione di studenti medi e di operai all’assemblea in Ateneo, è una esigenza che deve spingere il sindacato lucano ad uno sciopero regionale proprio come a livello nazionale la Cgil ha deciso per il 12 dicembre prossimo con la proclamazione di uno sciopero generale contro la politica economica di Berlusconi”.
“Il sindacato – ha detto Nardiello - fa bene a rafforzare ulteriormente le iniziative di lotta. I Comunisti Italiani sosterranno con forza le mobilitazioni già programmate, a sostegno del lavoro pubblico, dei dipendenti del commercio, della trattativa per il contratto dei metalmeccanici e dei pensionati. Lo faremo convintamente, contro la frantumazione e per offrire tutto il nostro contributo all’unità del mondo del lavoro ferocemente sotto attacco da quando Berlusconi siede a Palazzo Chigi. Le manifestazioni che abbiamo tenuto a Potenza e a Matera alla presenza del segretario nazionale del partito Diliberto sono una prima prova di mobilitazione della sinistra comunista e un primo contributo a fare di tutto perché nemmeno un posto di lavoro in Basilicata vada perduto. Non a caso il Pdci ha lanciato varie proposte di legge, tra cui una volta a ripristinare un meccanismo di indicizzazione dei salari. Perché l’aumento del costo della vita abbinato a stipendi drammaticamente insufficienti si traduce in nuove povertà. Nella totale indifferenza del governo, al punto che il ministro Brunetta ha recentemente proposto, riguardo ai pubblici dipendenti, un rinnovo contrattuale con aumenti salariali da fame”.
“Di fronte a questo scenario produttivo ed occupazionale – ha sostenuto Nardiello - va adeguata la nuova Giunta attesa da un impegno straordinario, rispondendo all’appello che viene dal sindacato per uno sforzo ulteriore che presuppone unità di azioni e un tavolo unico di concertazione con gli imprenditori locali e nazionali. Contemporaneamente occorre investire della questione i parlamentari della Basilicata perchè ottengano presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un ‘tavolo unico’ per la specificità e drammaticità della situazione lucana al quale valutare ogni singola vertenza. Il dibattito in Consiglio deve, quindi, concludersi con un ordine del giorno che contenga indicazioni precise su cosa fare nelle prossime settimane pensando anche all’ipotesi di tenere una seduta straordinaria del Consiglio in una delle fabbriche simbolo della gravissima fase di crisi industriale”.
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