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La voce della Politica
| Intervento di Folino alla direzione regionale del PD |
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6/12/2008 | Un'analisi critica della situazione della Basilicata e dei limiti del governo regionale e della maggioranza di centrosinistra, tesa "ad esplicitare meglio, in una sede pubblica, e quindi in maniera aperta e trasparente, i termini del dibattito che con una scelta sofferta, ma convinta, ho inteso sollecitare sulla visione e sul progetto di governo, oltre che sulle relazioni fra politica e società. Una discussione che riguarda l'intero centrosinistra ma in particolare il Pd". E' l'analisi che Vincenzo Folino ha svolto nella riunione della direzione del Pd che si è svolta ieri a Potenza.
E per farlo è partito dalla riunione dell'ufficio politico di qualche giorno fa, che a suo avviso "si è immediatamente proiettata sulla parte più epidermica delle questioni, rifluendo ancora una volta sulle dietrologie organigrammatiche, sui tatticismi, sul politicismo, forse giustificato dalle ansie di posizionamento personale di molti, sulla costruzione o ricostruzione delle alleanze, a prescindere dalle posizioni politiche assunte dai partiti che fanno parte della coalizione, come ad esempio l'Idv, e dalle forze politiche con le quali si vorrebbero stringere relazioni, come l'Udc".
Folino riconosce al segretario Lacorazza "la dedizione, la serietà, il rigore del suo impegno politico, al di là di errori che tutti possiamo compiere, nella conduzione del partito in una fase non semplice nella quale si sono evidenziati, se non addirittura sono prevalsi, troppi giochi personalistici e, come si dice nel nostro gergo, di posizionamento". Ma purtroppo "non si sono sommate le virtù dei vecchi partiti da cui è nato il Pd, ma solo i loro difetti", ed è necessario "focalizzare le questioni ed i problemi attinenti all'ultimo periodo di questo ciclo, a questi ultimi anni".
Al centro della sua analisi innanzitutto il tema delle risorse naturali, su cui "si registrano contraddizioni e paradossi: mentre si va sempre più consolidando una opinione generica del valore finanziario, talvolta spropositato, con luoghi comuni quali "Lucania saudita" o "sogno texano", in realtà siamo fermi alla impostazione degli accordi di dieci anni fa, con le royalties ferme al 7 per cento così come furono ripristinate da Parlamento e Governo allorquando il petrolio quotava intorno ai 20 dollari al barile, sicuramente in relazione ai notevoli investimenti rapportati al prezzo del greggio". Per Folino "la Regione deve riaprire la partita con il governo e con le compagnie petrolifere, vigilando sui procedimenti amministrativi autorizzativi ed in particolare sul mantenimento dei tempi, anche per evitare di concedere alibi alle compagnie, che possono ripercuotersi contro gli interessi regionali sul rispetto degli accordi attuativi". E allo stesso tempo "è necessario superare tutti i ritardi relativi all'efficace implementazione e funzionamento dei sistemi di monitoraggio ambientale per la tutela della sicurezza e della salute dei cittadini".
Il Consiglio regionale ha approvato nei mesi scorsi leggi importanti, "da quelle sul turismo ed in particolare sulla promozione e sull'Apt (in verità in parte poi non attuate se non concretamente eluse) a quella della riduzione delle Asl, che tanti "mal di pancia" ha comportato, a quella, delicata e complicata, attualmente in discussione sulle comunità locali. La mia opinione è che queste riforme, pur giuste e doverose, non riescono a ridurre la percezione del "bicchiere mezzo vuoto" proprio perché è mancata quella determinazione e quella qualità dell'azione politica e di governo rispetto allo scenario che cambiava, in particolare non realizzando quel confronto e quel coordinamento nei territori con i Comuni e gli altri enti interessati, per una valutazione critica della programmazione partecipata prima e dei Pit poi, sulla qualità dei progetti e l'efficacia della spesa".
"Mentre siamo stati troppo lenti nei processi di programmazione - ha detto ancora Folino - mentre si è affrontato con troppa lentezza il tema della riorganizzazione della macchina amministrativa, sono ritornate in campo vecchie pratiche gestionali: troppa gestione, poca programmazione. La responsabilità di tutto ciò è sicuramente collegiale, di una giunta protesa a deliberare singoli atti dipartimentali che quasi mai ha affrontato le questioni politiche settoriali, intersettoriali, talvolta da considerare nella necessaria interdipartimentalità, seppur non sono mancati momenti volontari di collaborazione e integrazione tra alcuni dipartimenti, ivi compresi quelli tra il dipartimento Attività produttive e il dipartimento Presidenza. Ma, più in generale, ci sono anche responsabilità della maggioranza consiliare sempre più frammentata, indebolita dalla confusione dei processi direzionali, depressa in parte dal cambio della giunta regionale a giugno 2007".
In questo quadro di difficoltà "mi sono assunto la responsabilità di una scelta coerente e di un atto provocatorio - ha detto Folino - che vuole richiamare in maniera democratica la maggioranza e le forze politiche di centrosinistra a quella necessaria chiarezza nella definizione collegiale dei programmi e dei provvedimenti di governo, a quella coesione necessaria non solo per farci percepire diversamente dall'opinione pubblica ma soprattutto per assicurare un governo autorevole, credibile, capace, deciso nell'inquadrare le questioni e nel definire le soluzioni occorrenti per consentire un ordinato e positivo sviluppo delle relazioni economiche, sociali e politiche di questa nostra comunità".
"Al presidente De Filippo - ha aggiunto ancora Folino - chiedo solamente di fare il 'presidente'. Ha intelligenza e capacità per farlo e farlo bene, soprattutto in questo anno e mezzo che manca alla fine della legislatura; senza nulla pretendere poiché saranno gli altri a riconoscergli ciò che merita. Chi di questo partito andrà o tornerà a fare l'assessore lo faccia con spirito di abnegazione, attuando gli indirizzi politici generali del partito e della coalizione e facendosi carico di una rappresentanza politica generale. Il segretario regionale eletto con voto diretto ha il dovere di svolgere il mandato fino alla sua scadenza, guidando il partito con la dedizione e la passione che gli riconosciamo, con la competenza e le capacità che ha dimostrato e con una maggiore capacità di ascolto, di comprensione, di condivisione; quando è necessario, con il richiamo alla responsabilità collegiale di tutti".
"Da contadino - ha aggiunto ancora Folino - voglio ricordare a Piero Lacorazza e a tutti i giovani dirigenti del Pd che un albero con una bella chioma verde, con dei bei fiori, con dei buoni frutti che tutti possono vedere, apprezzare e raccogliere è tale perché, anche se non sono visibili, ha delle radici ampie e profonde, un terreno concimato e coltivato. Si possono tagliare molti rami, quasi tutti, e la pianta riprende a germogliare. In un solo caso muore:
quando si tagliano le radici. Mi riferisco ovviamente a tutte le radici".
"Per parte mia - ha concluso l'ex vicepresidente della Giunta - lavorerò di più sulla politica, con uno spirito nuovo, "partendo dal basso" insieme a tutti quelli, e sono tanti, che condividono la necessità di un grande (non unico) partito nel campo progressista e che questo partito sia il Pd. Siamo in molti a voler fare "buona politica": la faremo nel Pd, nel quale ci auguriamo si siano le condizioni. La faremo, soprattutto, guardando agli interessi costituzionali della Basilicata, ai nuovi processi politici federalisti, radicando la necessaria autonomia in un equilibrio serio e armonico fra Roma e Potenza, tra Potenza e i territori". L'intervento integrale di Folino è sul sito www.basilicatapd.it.
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