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La voce della Politica
| Pagliuca contro De Filippo «Poltrone per i suoi alleati» |
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7/03/2010 | Bordate su De Filippo e sul centrosinistra. Ancora di più del giorno prima. Nicola Pagliuca, candidato presidente del centrodestra lucano, nel giorno in cui vengono presentati i candidati della lista «Per la Basilicata-Lista per Pagliuca», guidata da Roberto Falotico, denuncia quella che definisce una «spartizione di poltrone» all’ombra di un’attività istituzionale finalizzata esclusivamente ad attrarre consensi e a tenere unita la coalizione a sostegno di De Filippo. «Non si possono fare nomine durante la campagna elettorale (da Acqua Spa, a Sel, ad Alsia). Il governatore De Filippo non può utilizzare a vantaggio del candidato De Filippo le proprie funzioni istituzionali: dovrebbe limitarsi alla ordinaria amministrazione».
Pagliuca parla di cambiali all’incasso da parte di Udc e Idv, il cui ruolo nel centrosinistra è stato al centro di una complessa «contrattazione»: «Il governatore uscente - dice - si è affrettato in questi giorni ad esercitare il suo ruolo di socio unico nelle società Sel e Acqua Spa nominando nei rispettivi consigli di amministrazione due rappresentanti dell’Udc. Non solo. Ha sostituito, senza spiegarne le ragioni e dopo 22 mesi, il commissario dell’Alsia con il segretario regionale di Italia dei Valori. Nulla da dire sulla qualità delle singole persone, ma si tratta di provvedimenti che rispondono a una logica slegata dagli interessi della comunità». Il candidato del Pdl rileva che con queste nomine «si è fatto pagare ai lucani il prezzo di un’alleanza politica. Da una parte il centrosinistra rende virtuale il listino, coinvolgendo i suoi parlamentari, e dall’altra - aggiunge Pagliuca - assegna i posti che aveva promesso intervenendo su enti e società sub-regionali, diventati vera e propria merce di scambio con i suoi alleati».
Nel ritenere che le nomine andavano fatte dopo il voto, Pagliuca sottolinea che quello di De Filippo è stato «un gesto eticamente scorretto. Non so - aggiunge - se negli atti di ordinaria amministrazione, che il governatore uscente è chiamato a garantire, rientri anche la possibilità di modificare i consigli di amministrazione di società sub-regionali». Dubbio che il consigliere regionale Sergio Lapenna (Pdl), traduce in certezza: «La nomina di un commissario è un atto straordinario, non certo ordinario. De Filippo ha violato le regole». Sulla vicenda Alsia, in particolare, Roberto Falotico (Dec) - che quando era assessore regionale all’Agricoltura aveva suggerito il nome di Paolo Galante, oggi defenestrato - ritiene che la sua sostituzione suoni anche «come azione punitiva nei suoi confronti».
Da questioni di poltrone all’utilizzo «improprio» di fondi pubblici. Pagliuca accusa il governatore uscente di spenderli per mascherare manifestazioni elettorali in inaugurazioni, eventi e incontri: «La campagna elettorale - conclude - va fatta con eguali strumenti. E seguendo le regole». Regole che il centrosinistra - secondo Lapenna - applica con rigore solo in un’unica direzione: «Le utenze telefoniche staccate dal presidente del consiglio regionale, Prospero De Franchi - tuona Lapenna - sembrano un eccesso di zelo». Della serie: due pesi e due misure.
Massimo Brancati
Gazzetta del Mezzogiorno |
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