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Raddoppio centro oli viggiano: Csail , e’ una mazzata per l’area industriale

20/02/2010

“L’ampliamento del Centro Oli di Viggiano insieme alla scellerata decisione del Consorzio Asi di concedere ad una società tedesca ben 20 lotti dell’area industriale di Viggiano per ospitare impianti di energia solare rappresenta un’autentica mazzata alle ultime illusioni di sviluppo nella stessa area e quindi di realizzare nuovi posti di lavoro”. E’ il commento del Csail, in una nota a firma del presidente Filippo Massaro, per il quale “anche questa volta l’intervento del sindaco di Viggiano Alberti, che vorrebbe ergersi a “paladino” degli interessi dei cittadini, è tardivo perché dopo aver concesso tutto all’Eni si vorrebbe far credere di svolgere un compito di controllo dell’operato della società petrolifera. E’ il caso di dire che quando i buoi sono scappati si chiude la stalla”.

Per il Csail inoltre “non si possono sottovalutare i problemi della salute per gli effetti derivanti dall’attività attuale del Centro Oli Agip di Viggiano e in generale dei pozzi e quindi prima di pensare ad uno sviluppo dell’impianto è necessario dare ampie garanzie. Inoltre resta aperto il vecchio contenzioso tra Eni e proprietari di terreni ed attività produttive dell’area industriale che va superato rapidamente prima di pensare semplicemente ad un ampliamento”.

Massaro in proposito ricorda che il Csail ha avviato la raccolta di cartelle cliniche e certificazioni mediche attestanti i casi di patologie tumorali da parte di cittadini che risiedono in particolare a Villa d’Agri, Marsicovetere, Viggiano, Grumento Nova, Marsiconuovo, Tramutola,Montemurro e Corleto Perticara. Il nostro obiettivo è quello di raccogliere con la documentazione medico-sanitaria il mandato di cittadini e familiari che hanno avuto congiunti morti a seguito di malattie tumorali per avviare un procedimento di “class action” contro l’Eni.

Di fatto – aggiunge – il progetto di ampliamento del Centro Oli scoraggia imprenditori ed investitori a venire a Viggiano perché come sanno quei piccoli e medi imprenditori che hanno lavorato a ridosso dell’impianto sono tali e tanti i problemi con cui convivere che finiscono per determinare la chiusura di attività specie nel settore agro-alimentare.

Quanto ai lotti “svenduti” dall’Asi (commissario Navazio) ai tedeschi per fare cassa, parliamo di circa 90 mila mq, attrezzati con strade, fognature, acquedotti, servizi, è sin troppo evidente e assai vergognoso – dice Massaro – che gli eventuali posti di lavoro saranno - zero - rispetto alla localizzazione di fabbriche vere e proprie. Anche di questo bisogna dar conto alle comunità locali doppiamente bluffate, perché si tratta di beni pubblici”. Perchè

nessuno parla di questa “amara” realtà ?



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