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La voce della Politica
| Sui GeneriS segnala l'abusivismo da campagna elettorale |
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19/02/2010 | La faccia sorridente di un candidato, su un manifesto di propaganda elettorale, promette più legalità. Peccato che proprio quell’affissione risulta in contraddizione con le norme per la disciplina della propaganda elettorale. Il Movimento politico Sui-Generis denuncia l’abusivismo presente nella nostra regione durante il periodo elettorale. I politici di “professione”, coloro che si dichiarano esperti della materia amministrativa, troppo spesso dimenticano che l’attività propagandistica, diretta o indiretta, è regolata dal legislatore. Nella fattispecie si fa riferimento alla legge n.212/56 in cui viene disciplinato, all’art.1 cc. 1-2 e all’art.6 cc.1-2, che: “L’affissione di stampati, giornali murali od altri e di manifesti di propaganda, da parte di partiti o gruppi politici che partecipano alla competizione elettorale con liste di candidati o, nel caso di elezioni a sistema uninominale, da parte dei singoli candidati o dei partiti o dei gruppi politici cui essi appartengono, è effettuata esclusivamente negli appositi spazi a ciò destinati in ogni comune. L’affissione di stampati, giornali murali od altri e manifesti, inerenti direttamente o indirettamente alla campagna elettorale, o comunque diretti a determinare la scelta elettorale,da parte di chiunque non partecipi alla competizione elettorale ai sensi del comma precedente, è consentita soltanto in appositi spazi, di numero eguale a quelli riservati ai partiti o gruppi politici o candidati che partecipino alla competizione elettorale, aventi le seguenti misure: metri 2,00 di altezza per metri 4,00 di base, nei comuni sino a 10.000 abitanti; metri 2,00 di altezza per metri 6,00 di base, nei comuni con popolazione da 10.001 a 30.000 abitanti; metri 2,00 di altezza per metri 8,00 di base, nei comuni con popolazione superiore o che, pur avendo popolazione inferiore, siano capoluoghi di provincia. Dal trentesimo giorno precedente la data fissata per le elezioni è vietata ogni forma di propaganda elettorale luminosa o figurativa, a carattere fisso in luogo pubblico, escluse le insegne indicanti le sedi dei partiti. È vietato, altresì, il lancio o il getto di volantini in luogo pubblico o aperto al pubblico e ogni forma di propaganda luminosa mobile. La contravvenzione alle norme del presente articolo è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 103 a e u ro 1.032 .” Da un po’ di anni a questa parte la nostra classe politica (che di campagna elettorale vive) ha deciso che le sanzioni previste in caso di violazione delle norme sopra citate sono troppo salate. Così dal ’96 ha iniziato a condonarsene un po’. Fermo restando la legge del 4 aprile ’56, con la legge n. 549/1995 il legislatore ha deciso che “le affissioni illegali possano essere sanate mediante versamento di un’oblazione a carico dei responsabili, pari ad un minimo importo rispetto a quello sanzionato. A tali violazioni – inoltre – non si applicano le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 dell’art.15 legge n 515/1993”. Cosa dicono questi commi? Il primo afferma che nel caso in cui le norme (contenute nell’articolo 3 della stessa legge) non venissero rispettate si incorre in sanzioni che vanno da “lire un milione a lire cinquanta milioni”. Bel risparmio, senza dubbio. L’altro è parecchio simpatico, perché sancisce che “le spese sostenute dal comune per la rimozione della propaganda abusiva […] sono a carico, in solido, dell’esecutore materiale e del committente responsabile”. Eliminando questo comma, le spese per rimuovere i ‘corpi del reato’, vale a dire i manifesti illegali, sono a carico non del committente, ma del comune, dunque della collettività. Ma non basta. La legge n 311/2004 (vale a dire la legge finanziaria del 2005) stabilisce che “le violazioni ripetute e continuate delle norme in materia di affissioni e pubblicità commesse fino all’entrata in vigore della presente disposizione, mediante affissioni di manifesti politici ovvero di striscioni e mezzi similari possono essere definite […] mediante il versamento del committente responsabile, di una imposta pari, per il complesso – badare bene, il complesso – delle violazioni commesse e ripetute a 100 euro per anno e per provincia”. Ogni volta è sempre la stessa storia. Non ci sono elezioni che tengano, comunali, provinciali, politiche ed europee, quando c’è da fare propaganda elettorale le plance riservate alle affissioni di propaganda e quindi autorizzate dalla amministrazioni pubbliche, sono un optional. Proprio per queste ragioni, il nostro movimento invita i cittadini a denunciare lo scempio di questi giorni affinché il vero messaggio di legalità venga divulgato nella nostra regione.
MOVIMENTO POLITCO CONTRO L'INDIFFERENZA SUI-GENERIS |
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