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La voce della Politica

In Basilicata, dopo lo sbarco di Allam, Pdl propone accordo

4/02/2010

È cominciata. La campagna elettorale per l’elezione del nuovo Consiglio regionale muove i primi passi. Dopo le randellate di Magdi Cristiano Allam, europarlamentare e leader del movimento «Amo la Lucania», il mondo politico lucano si scuote. Incontri, appelli, parlottii. Allam aveva colpito duro a sinistra («un potere egemonico, clientelare, corrotto e corruttore, succube dei poteri forti che hanno trasformato la Lucania in una colonia africana da saccheggiare e distruggere»).

Ma non aveva risparmiato la destra («connivente con la sinistra avendo anteposto l’interesse fazioso dei suoi dirigenti al perseguimento del bene comune e dell’interesse generale»). E, nello specifico, aveva esplicitamente invitato il candidato presidente, designato del Pdl, Nicola Pagliuca, a «fare un passo indietro» per tirarsi fuori dalla «trappola» che i dirigenti pidiellini lucani gli avrebbero teso «per salvaguardare gli equilibri interni».

E Pagliuca come replica? Per lui, che sta preparando l’avvio della campagna elettorale, si tratta di una «richiesta irricevibile». «Per me - commenta - ha parlato il coordinatore regionale Guido Viceconte. In questi anni abbiamo lavorato per dar vita all’opposizione con tutti i mezzi che avevamo a disposizione. La campagna elettorale che mi preparo a fare è fondata su linee programmatiche chiare, ma soprottutto basate sulla concretezza e non sulle facili enunciazioni generiche. Il nostro obiettivo è costruire una reale alternativa di governo in Basilicata».

Gli fa eco il senatore lucano del Pdl, Cosimo Latronico che fa sua l’accusa di Allam al centrosinistra che, alla Regione, «ha imposto un potere egemonico, clientelare». «Questa critica però - aggiunge Latronico - se scadesse nel qualunquismo, senza distinguere le responsabilità che indubbiamente ricadono sui governi di centrosinistra, oppure se divaricasse il fronte del cambiamento, sarebbe inefficace e alla fine Allam e la sua iniziativa finirebbero per risultare un gratuito soccorso per il mantenimento dell’attuale assetto di potere». Di qui l’invito «a mettere insieme tutte le forze per rompere quel blocco di potere rappresentato dal centrosinistra». Con un invito rivolto «a chi volesse condividere questa nostra battaglia». «Siamo disponibili al dialogo - conclude Latronico. - Noi siamo pronti, Magdi Cristiano Allam è il benvenuto».

Coglie la palla al balzo delle parole di Latronico, il segretario regionale della Dc, Giuseppe Potenza, che si propone come forza «di mediazione tra Allam e il gruppo dirigente lucano del Pdl per individuare una soluzione unitaria per la candidatura alla Presidenza della Regione, alternativa al centrosinistra». lancia l’idea di «un incontro di tutti i cattolici, oggi emarginati dalla politica, presso il convento dei frati minori cappuccini di Vietri di Potenza». Appello rivolto evidentemente alla sponda del centrodestra lucano.

Intanto si cominciano a profilare i possibili scenari, le alleanze, le figure da candidare. Allam ha più volte ribadito che egli intende proporsi come figura indipendente e che si collegherà a raggruppamenti e personalità che, nel condividere il suo programma, decidano di sostenere la sua candidatura. Ma è un muoversi fuori dagli schemi classici della politica. Accanto a movimenti come la «Grande Lucania», potrebbero giungere novità da altre aree del centro moderato e anche da settori del centrodestra lucano. Siamo solo alla fase delle indiscrezioni. Un nome circola fra gli altri - quello di Ernesto Alfonso Navazio, sindaco di Melfi e commissario del Consorzio industriale di Potenza - tra i possibili interlocutori.

Così come un discorso aperto potrebbe essere quello con il «Centro moderato riformista» che fa capo a uomini come Roberto Falotico, Giuseppe Molinari, Aurelio Pace, Vincenzo Giuliano, Giuseppe Ferraro e altri ancora. Gli ex Dec e dintorni, per capirsi. Quelli che erano confluiti nell’Api rutelliana e che hanno, ormai da settimane, scritto al leader nazionale per conoscere le intenzioni del movimento e il destino che era stato loro riservato. «Senza ottenere una risposta - commenta, amaramente, Falotico. - Anzi, la risposta ci è stata data quando abbiamo appreso dalla stampa che l’Api lucana ha nominato i propri gruppi dirigenti, imbarcando altri esponenti di centro (Antonio Flovilla, Emilio Libutti, Alessandro Singetta) e riducendo noi, dopo averci cercati, al rango di fantasmi. Non capisco ma non posso che prenderne atto. Le nostre decisioni le assumeremo collegialmente lunedì prossimo, in un incontro che terremo al Due Torri a Potenza». Tentazione Allam? Seppure «ogni decisione spetterà al movimento», sull’europarlamentare Falotico spende parole importanti: «Ci sono, nella sua denuncia, passaggi forti, ma anche spunti assai significativi. Spunti che un uomo venuto da lontano ha saputo cogliere della Basilicata. Credo che ci siano pensieri, espressi da questo leader, da considerare. Indipendentemente da quelle che potrebbero essere alla fine le alleanze, ci porta una bella esperienza. E in un momento in cui di belle esperienze ce ne sono davvero poche, credo che se ne debba tener conto. Penso comunque che, quella che ci è di fronte, sarà una campagna elettorale impegnativa. E non sarà facile neanche per il centrosinistra».
Mimmo Sammartino
la gazzetta del mezzogiorno



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