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WWF, caccia: la Mappa della deregulation-caccia nelle Regioni

1/02/2010

“E’ finito il periodo di ‘coprifuoco’ – ha dichiarato Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia - La fauna italiana ha di nuovo la libertà di muoversi senza pericoli e gli italiani potranno trascorrere fino a settembre prossimo le giornate all’aria aperta e in natura senza il rischio di incappare in pericolose doppiette. Una realtà che dal prossimo anno potrebbe cambiare radicalmente se l’articolo ‘deregulation-caccia’ verrà confermato anche alla Camera, visto come si sono comportate fino ad oggi molte Regioni su questa materia. Se così fosse verrebbero cancellati in un colpo solo anni di negoziati, collaborazione e buona volontà da parte delle associazioni. Il mondo venatorio e i loro rappresentanti politici si stanno svelando: per il piacere di pochi (appena 700.000 cacciatori in Italia contro una maggioranza del paese contrario addirittura alla caccia tout-court) si calpesterebbero i diritti di tutti come il godimento della natura, il turismo, l’agricoltura portando al paese un danno economico di cui oggi non c si rende conto. Chiediamo che il Governo ascolti questa maggioranza e ne faccia valere i diritti e che la Camera compia un atto di responsabilità per cancellare l’articolo 38 della legge comunitaria”.

Un bilancio in nero : la stagione nel 2009 si era aperta con un disegno di legge di modifica peggiorativa della Legge sulla caccia (licenza ai minori, caccia tutto l’anno e nei parchi, diminuzione delle sanzioni per bracconaggio, etc), ha continuato con il tentativo del Governo di eliminare i divieti di caccia nelle aree protette dall’Unione Europea (ZPS) annullato da un ricorso del WWF; nel frattempo le Regioni hanno iniziato con le preaperture il 1 settembre che hanno messo in serio pericolo la nostra fauna dopo una stagione di caldo e incendi e consentendo l’abbattimento di centinaia di migliaia di piccoli uccelli protetti con la cosiddetta ‘caccia in deroga’ e per questo fatto cadere sulla testa degli italiani condanne dell’Unione Europea salatissime multe.
L’Oscar della deregulation-caccia va senz’altro alle Regioni Lombardia e Veneto che per l’ennesima volta hanno sottoposto l’Italia ad una dura condanna dell’Unione Europea e della Corte Costituzionale (Vedi la Mappa WWF sulla deregulation caccia allegata). L’Italia finora ha collezionato circa 20 procedure d’infrazione europee per violazioni delle direttive Uccelli ed Habitat, la mancata identificazione delle “Zone di Protezione Speciale” e sulla Direttiva 79/409 con particolare riguardo anche alla cosiddetta “caccia in deroga”.
Senza sosta per tutto il periodo anche la lotta al bracconaggio delle Guardie volontarie del WWF, circa 380 su tutto il territorio nazionale concentrate nelle aree ‘calde’ come Ischia, Provincia di Salerno, Valli bresciane, Stretto di Messina. Anche quest’anno sono state centinaia le loro denunce per ogni genere di atto illegale, dalla caccia nei parchi a quella a specie protette tra cui aquile e altri rapaci, dall’uso di richiami vietati e di armi non consentite alla caccia nei periodi vietati.
Quello che preoccupa il WWF è l’effetto della campagna elettorale per le prossime elezioni regionali che rischia di accentuare gli estremismi sul tema della caccia dimenticando il nodo della questione, ovvero, l’obbligo dell’Italia di tutelare la fauna selvatica. La richiesta alle Regioni è dunque quella di dare piena attuazione e rispettare rigorosamente le Convenzioni internazionali a iniziare da quella della Biodiversità, le Direttive comunitarie, i principi costituzionali e le leggi statali in materia di tutela e conservazione degli habitat naturali e della fauna selvatica, patrimonio di tutti noi.

“La decisione passata in Senato è ancora più grave nell’anno dedicato dall’ONU proprio alla Biodiversità, di cui l’Italia è il paese più ricco nel Mediterraneo – ha dichiarato Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF Italia - Entro quest’anno inoltre anche il nostro paese dovrà onorare gli impegni presi con la firma della Convenzione internazionale per la Biodiversità ed impostare importanti strategie per contrastare la perdita di natura. Anche l’attività venatoria rientra tra le attività dell’uomo che possono compromettere una buona conservazione della biodiversità, soprattutto se non viene esercitata sulla base di criteri scientifici e nel rispetto delle normative internazionali ed europee di tutela delle specie animali e degli habitat naturali. Il WWF non vuole arrivare allo scontro frontale su questo tema e continua a sostenere che la Legge sulla caccia è una legge equilibrata che va migliorata verso una maggiore tutela della fauna e degli habitat naturali. Ma se il mondo venatorio e la politica persevera con posizioni inaccettabili per il rispetto delle normative comunitarie e la difesa della biodiversità il WWF è pronto a mobilitare come ha già fatto in questi giorni la maggioranza degli italiani che hanno già espresso la propria contrarietà all’attività venatoria in questo paese”.



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