-->

HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

La voce della Politica

Mollica (federazione di centro): “Immigrati: risorsa o problema?”

18/01/2010

Il Consigliere Regionale Francesco Mollica, Presidente della Terza Commissione permanente, domenica scorsa , ha preso parte, in qualità di relatore, ad un’importante tavola rotonda organizzata a Palazzo San Gervasio (Pz) sul tema “Immigrati: risorsa o problema?” che ha messo a confronto i cittadini con rappresentanti di istituzioni politiche, civili e religiose locali.
“La recente vicenda di Rosarno ci porta a riflettere, anche in Basilicata, su questioni importanti ed universali: la cultura dell’accoglienza, la tutela dei diritti umani, l’integrazione multiculturale, il rispetto delle regole della convivenza civile, il valore della solidarietà, la responsabilità della politica.-ha affermato Francesco Mollica-L’importante è non dimenticare, da italiani ed in particolare da meridionali, che anche i nostri nonni e padri, tanti anni fa, agli inizi del Novecento fino agli anni ’50, furono immigrati in varie parti del mondo. Allora anche loro furono denigrati, emarginati, trattati mali, sottoposti a regole di vita disumane e costretti a fare lavori umili e sottopagati per sopravvivere, ma ce l’hanno fatta! Guardando al passato ed imparando da loro, oggi nel Terzo Millennio, dovremmo non giungere mai a situazioni drastiche e deplorevoli come quella di Rosarno. Dovremmo essere un popolo davvero democratico ed europeo come diciamo di essere!”
Continua il Presidente Mollica: “Anche in Basilicata è presente il problema dell’immigrazione di extracomunitari e bisogna pensare concretamente alla loro integrazione. E’ però, prima di tutto, un fatto di cultura! Si dovrebbe poi risolvere, con caparbietà e illuminazione politica, un serio problema: il problema del lavoro regolare e non in nero, soprattutto per le coppie di immigrati giovani che si trasferiscono sempre più nei nostri borghi natii spopolati dai nostri giovani che da anni vanno, anche loro “immigrati con il cervello”, nel Nord Italia o all’estero, per cercare fortuna che qui non trovano. Ma non dobbiamo permettere che tutta la maestranza extracomunitaria debba essere assoggettata al mercato di riserva. Ma noi lucani siamo razzisti? Esiste davvero da noi il pregiudizio? Io penso di sì! Per superarlo si deve partire dal valore della cultura dell’accoglienza. Dobbiamo fondare la politica anche locale sulla partecipazione, sull’accettazione delle differenze etniche, culturali e sociali universali. Il rapporto Censis di qualche settimana fa dice che: il 47% dei lavoratori in nero in Basilicata sono tutti extracomunitari. Tale percentuale, confrontata con quella di altre regioni italiane, è una delle più alte! Questo pregiudica la vera integrazione! Le Amministrazioni locali dovrebbero anche fare il censimento delle migliaia di case sfitte e destinarle agli immigrati. Garantire casa e lavoro, non in nero, sono i punti di partenza per dare vita alle prime regole dell’accoglienza sia in Basilicata che in altre parti d’Italia e del mondo!”






Sottolinea ancora il Presidente: “Esaltare il valore della diversità in senso democratico è il primo gradino per giungere all’integrazione in una società multietnica! Innanzitutto bisogna concretizzare un collegamento massiccio, “istituzionale ed internazionale” tra le richieste di manodopera, comunque non indifferenti, delle imprese italiane e la forza lavoro sia essa regolare o clandestina, in
modo che, in base alla richiesta, si proceda anche alla regolarizzazione, questo ovviamente prima di procedere all’espulsione. E soprattutto si deve creare un collegamento tra l’Italia ed i vari stati d’origine da dove parte l’immigrazione. In queste sedi, site nei paesi d'origine, è opportuno creare appositi uffici, gestiti in collaborazione tra l'Italia e gli stati interessati, in modo da vagliare le richieste di emigrazione, ed accettarle o meno in base alla richiesta di manodopera esistente in Italia. C'è in genere una incongruenza sostanziale quando si pretende che dovremmo accettare solo gli immigrati che già abbiano un lavoro. Come può un disoccupato del Terzo Mondo, che muore di fame, sapere o scoprire se per lui c'è un lavoro in Italia, se non creando sedi opportune in cui si presentino le richieste e si diano tutte le informazioni.
Bisogna giungere ad una regolamentazione del flusso, considerando che effettivamente esistono grosse richieste di manodopera da parte delle imprese del nostro paese e concertare tra i paesi interessati l'idoneità penale ad essere accettato, di chi vuole emigrare.
Inoltre, occorre anche valutare le esperienze di altri paesi che hanno affrontato lo stesso problema in modo analogo, cercando di adottare le procedure più interessanti e di non commettere gli stessi errori. Ce l’hanno fatta Stati Uniti, Germania, Svizzera, Argentina e Canada.
Conclude Francesco Mollica: “Diamo voce alla “società civile responsabile” per una politica ed un’informazione di pace! L’anno scorso sono stati celebrati i 60 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani che rappresentano un anniversario importante. Il documento sancisce una cosa molto semplice, a pensarci: tutti gli esseri umani godono degli identici diritti, ovvero la base della civiltà. Eppure sono troppe le quotidiane violazioni a questa regola in astratto condivisa. E sono necessari gli interventi per ricordare quanto sia importante la Dichiarazione: dicono le statistiche che la metà dei giovani italiani non ne ha mai sentito parlare.
Il nostro Paese, si sa, attraversa una crisi profonda. Ma la globalità della crisi si è ora rivelata con un’evidenza imprevedibile proprio dove meno ce lo si sarebbe aspettato: nel cuore stesso del sistema capitalistico mondiale. Si parla di “crisi di sistema”. Un sistema fondato sulla difesa ad oltranza dei privilegi di pochi, sull’esasperazione degli egoismi, sulla paura del diverso. Tutto ciò crea ancora più divario tra quella gran parte di umanità in pericolo di vita per fame, sete, malattia, quell’altra parte di umanità che sopravvive a rischio di recessione e disoccupazione, e quell’infima parte di umanità impegnata ad armarsi contro deboli e migranti, erigendo muri sempre più alti di intolleranza. Eppure si deve anche pensare in positivo: in Italia e nel mondo c’è un capitale enorme che testardamente non viene valorizzato, che non si vuole né mostrare né ascoltare. La politica e l’informazione (con poche eccezioni) lo ignorano o lo guardano con fastidio. Ma se si vuole difendere davvero i diritti umani e, allo stesso tempo, tentar di uscire dalla grave crisi che stiamo vivendo non si può farne a meno. Sono le migliaia di cittadini, giovani, amministratori locali, insegnanti, gruppi, associazioni, organizzazioni ed enti locali che dedicano una parte importante del proprio tempo, delle proprie competenze e del proprio denaro per difendere e promuovere i diritti umani, per diffondere solidarietà, moltiplicare la cooperazione, promuovere la giustizia sociale, accrescere la consapevolezza, sollecitare la partecipazione, costruire la cultura della pace, della nonviolenza e dei diritti umani. Rappresentano la “società civile responsabile” che ha scelto di reagire all''ingiustizia, alla violenza e all'oppressione con azioni quotidiane ed efficaci. Per farcela la politica ha il dovere di recuperare e valorizzare questa “società civile responsabile”, presente anche in Lucania!”



archivio

ALTRI

La Voce della Politica
9/06/2026 - Cicala: “3,8 milioni per mettere in sicurezza le strade delle aree montane''

«Garantire collegamenti sicuri nelle aree montane significa tutelare le comunità, prevenire i fenomeni di dissesto e creare condizioni migliori per chi vive, lavora e produce nei nostri territori. La manutenzione della viabilità rappresenta un investimento sulla sicurezza, s...-->continua

9/06/2026 - AV, Lacorazza: dopo oltre 8 mesi risposte incomplete da Giunta

“Risale al 18 settembre 2025 la prima interrogazione depositata dal sottoscritto sull’Alta Velocità in Basilicata, con la quale si chiedevano chiarimenti su questioni che interessano direttamente diversi territori della nostra regione. Di fronte al mancato ris...-->continua

9/06/2026 - Osservatorio ambientale Val d'Agri, Aliandro: Non si cambi sede

"Sulla sede dell'Osservatorio Ambientale della Val d'Agri non possono esserci ripensamenti né interpretazioni di comodo. La struttura deve avere la propria sede ufficiale ed operativa a Marsico Nuovo, così come previsto e voluto fin dalla sua istituzione". -->continua

8/06/2026 - Vertenza Callmat, Mega (Cgil Basilicata): Regione e Mimit rispettino gli impegni

Mega ha richiamato a responsabilità Regione Basilicata, Tim e Ministero affinché si tutelino i posti di lavoro e le professionalità maturate. "La vertenza CallMat - ha detto Mega - rappresenta uno dei casi più rilevanti di crisi occupazionale che hanno interes...-->continua

8/06/2026 - *Caporalato in Basilicata, il Garante: “Servono prevenzione e collaborazione''

Ogni volta che una vicenda di sfruttamento torna a occupare le cronache, il rischio è quello di indignarsi per qualche giorno e poi dimenticare. Ma dietro le notizie ci sono persone, storie, diritti negati e dignità calpestate. Per questo, come Garante per le ...-->continua

8/06/2026 - Il Prefetto di Potenza incontra i sindaci neoeletti

Questa mattina, nella Sala Italia del Palazzo del Governo, il Prefetto di Potenza Michele Campanaro, affiancato dai Dirigenti della Prefettura, ha incontrato i Sindaci eletti in occasione della tornata elettorale del 24 e 25 maggio scorso.
Tra riconferme e...-->continua

8/06/2026 - Pmc e Brose, Cupparo: “Entro fine luglio passaggio decisivo''

«Le vertenze PMC e Brose rappresentano due priorità assolute per l’Assessorato allo Sviluppo Economico e per l’intera Giunta regionale. In questi mesi abbiamo lavorato senza sosta, mantenendo un confronto costante con il Governo, le aziende, le organizzazioni ...-->continua
















Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo