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La voce della Politica
| Mollica su Piot e agroenergetico |
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15/01/2010 | “La filosofia del Piano Turistico Regionale (P.T.R.) che si esplicitava attraverso i P.I.O.T. (Programmi Integrati di Offerta Turistica) vedeva il protagonismo nel settore del turismo sui finanziamenti privati a valere sul P.O.R. 2007/2013. -afferma il consigliere Francesco Mollica- Non è così! Il partenariato privato al quale doveva aggiungersi quello pubblico viene interpretato esattamente in maniera inversa. Il Dipartimento Turismo non può non intervenire per dirimere ciò che la Regione ha dettato in sede di programmazione e approvato dal P.T.R. Infatti il Piano prevede che sono i privati a proporre progetti che possano essere finanziati attraverso la concertazione del partenariato. Non si può assistere a ciò che avviene in questi giorni sul territorio senza dover intervenire per riportare nel giusto alveo il protagonismo che gli operatori turistici vogliono ed hanno diritto di avere. In seguito a incontri per definire i progetti del P.I.O.T., alcuni imprenditori lucani hanno deciso di individuare una progettualità condivisa da operatori privati, associazioni ed enti per il rilancio del turismo in Regione. Gli imprenditori lucani che hanno dato vita all’iniziativa chiedono alla politica di poter scrivere i P.I.O.T. con e per gli stessi imprenditori. Bisogna aprire una salda e costruttiva discussione con tutti gli imprenditori lucani privati e con le associazioni per dare un valore democratico e condiviso ai P.I.O.T. che devono rappresentare in primis gli imprenditori nostrani.
“Un nuovo PIEAR che dia valore all’AGROENERGETICO”
Data la rilevanza dell’approvazione di un documento importante quale il PIEAR (Piano di Indirizzo Energetico Ambientale), avvenuta in seno al Consiglio Regionale, il Presidente Francesco Mollica, a nome di tutta la Commissione ha dato vita ad un ordine del giorno relativo al settore dell’Agroenergia, grande tema in parte assente nella preliminare stesura dell’atto. Considerata l’attenzione che lo stesso piano ha avuto in tutto il suo iter approvativo da parte di tutti i soggetti interessati e, soprattutto tenendo conto che non tutte le osservazioni e indicazioni espresse dai diversi soggetti ascoltati dalla Commissione potevano essere inserite nel Piano, il Presidente Mollica ha mosso l’attenzione sul fatto che vanno informati e preparati anche gli agricoltori della Basilicata a diventare produttori di energia, predisponendo un vero e proprio “Piano di sviluppo delle energie rinnovabili in agricoltura” che preveda finanziamenti a quei produttori agricoli che possano produrre bioenergie e partecipare alla gestione di impianti di microgenerazione.
Il Presidente Mollica ha evidenziato: “Il contributo del settore agricolo in campo del risparmio energetico può essere rilevante se vengono assunte precise opzioni ai modelli produttivi classici e ci si apra alla centralità del nostro sistema produttivo, delle aziende e delle imprese lucane quale strumento per un diffuso concorso alla produzione di energia. In Basilicata-continua Mollica-abbiamo grandi potenzialità sulle fonti energetiche rinnovabili rispetto a tutti i segmenti finalizzati alla produzione di energia alternativa: idroelettrico-fotovoltaico-eolico oltre a quelle più strettamente connesse al settore agricolo e connesse ai processi produttivi ed agronomico-rurale quali le biomasse legnose, il biogas, le colture destinate alla produzione di biocombustibili e biocarburanti. Per dare vita ad un vero e proprio “Piano Agroenergetico” lucano si deve istituire una fitta rete di rapporti tra territorio, spazio agro-rurale ed aziende agricole; stabilire un piano strategico di produzione di energia idroelettrica; sostenere modelli produttivi a rete tra le aziende agricole lucane con quelle di altri ambiti di produzione energetica alternativa; definire un tavolo di lavoro regionale interdipartimentale in materia agroenergetica che converga su di una commissione operativa sulle agroenergie; dare vita ad un interfondo a sostegno di iniziative produttive in materia di agroenergie; inserire nella nuova normativa dei distretti territoriali “Agroenergetici”; dare valenza giuridica in materia di associazionismo, secondo la legge 102/04, anche al segmento agrienergetico. Conclude il Presidente: “Creare sistemi di incentivazione regionale certificati “verdi agricoli regionali”; implementare un piano di professionalizzazione degli operatori agricoli nel campo dell’ agroenergia; portare in sede ministeriale ed in ambito U.E. un sistema di aiuti alle colture ed alle pratiche agronomiche a destinazione no-food, creando anche una nuova OCM Agrienergetica a livello europeo. Altro grande tema da affrontare successivamente e da mettere necessariamente in campo è quello relativo al credito di carbonio”.
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