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Mollica: “il nuovo PIEAR per la Basilicata significa sviluppo e economia”

14/01/2010

Al centro del dibattito e delle decisioni del Consiglio Regionale di oggi, 13 gennaio, il PIEAR (Piano di Indirizzo Energetico Ambientale) che è stato approvato dalla Terza Commissione, lo scorso 9 dicembre, a maggioranza, con il voto di astensione dei consiglieri Simonetti, Mattia e Mastrosimone.
“Il PIEAR è stato oggetto di un lungo ed attento esame della Commissione.-evidenzia il Presidente Franco Mollica-Il lavoro da parte di tutti i Commissari, sia della maggioranza che dell’opposizione, è stato profondo e partecipato essendo oggetto di discussione una materia molto importante per la nostra Regione: il settore energetico che riguarda tutti gli aspetti strategici dello sviluppo economico locale, dalla pianificazione alla sostenibilità. Dall’approvazione del PIEAR la Basilicata deve recuperare risorse da impiegare in nuovi investimenti non solo di carattere industriale, ma basati su scelte politiche efficaci con ricadute occupazionali garantite”.
“Il PIEAR è il principale strumento con cui la Regione programma e indirizza gli investimenti-continua il Presidente Mollica-anche strutturali, in campo energetico e regola le funzioni degli Enti locali, armonizzando le decisioni assunte a livello regionale, nel pieno rispetto delle direttive comunitarie vigenti. Infatti l’atto mette in pratica funzioni “obiettive” di carattere prettamente ambientale, a cui mira l’Unione Europea, come il perseguimento di un futuro sostenibile, attraverso la riduzione del consumo energetico, l’aumento delle energie rinnovabili, la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Inoltre, il PIEAR regola ed indirizza la realizzazione degli interventi determinati principalmente dal mercato



libero dell’energia. Si è arrivati all’approvazione del piano dopo un lavoro complesso, durato 6 mesi, durante il quale i commissari, rappresentanti dei diversi Partiti, hanno contribuito al miglioramento dello strumento, facendosi portavoce di emendamenti che hanno rimosso incongruenze. E’ toccato oggi al Consiglio Regionale mettere a valore il lungo lavoro già svolto ed iniziato in parte nel 2007. Ora occorre approvare un atto che in altre regioni è stato impugnato o bloccato. Questo Piano significa per la Basilicata sviluppo ed economia!”
Mollica dichiara: “La Regione Basilicata e la Regione Toscana sono state le prime Regioni in Italia ad adottare i Piani Energetici Regionali in applicazione della normativa vigente. Già dal lontano ottobre 2000, la Regione Basilicata aveva adottato un Piano Energetico Regionale, approvato poi con D.C.R. n.220 del 26 giugno 2001. Da allora hanno fatto seguito tutta una serie di interventi di manutenzione legislativa che hanno reso molto frastagliata la disciplina a discapito di un’organica sistemazione normativa della materia. A tal proposito la Terza Commissione ha cercato di profondere un impegno alacre sulla materia dell’energia in Basilicata partendo dalla prima versione del PIEAR, adottato dalla Giunta il 22 aprile 2009 fino a considerare una seconda stesura del documento implementata con la VAS (Valutazione Ambientale Strategica), adottata il 20 ottobre 2009. La normativa regionale vigente nel settore energia è ad oggi alquanto scarna e frammentata, soprattutto in relazione al “valore” di sostenibilità ambientale e paesaggistica dei campi eolici da installare sul nostro territorio. Il PIEAR doveva essere già approvato il 31 luglio 2009. In seguito, vi sono stati ritardi sulla sua stesura. A tal proposito si rende noto che la Terza Commissione ha iniziato, sin da subito, a lavorare alla definitiva forma del Piano, partendo già in data 8 luglio 2009. Dopo una lunga e laboriosa fase di consultazione diretta e di audizione con l’intero mondo datoriale e delle Associazioni sindacali, agricole, di settore ed istituzionali della Regione, la Terza Commissione, con puntuale assiduità, si è riunita settimanalmente ed in particolare nel mese di ottobre scorso ha esaminato attentamente tutte le proposte di modifica al Piano. Il 4 novembre 2009 è stato approvato il nuovo PIEAR; allora la Commissione ha mantenuto un costante dialogo ed una continua collaborazione con gli Uffici del Dipartimento”.

Il consigliere Franco Mollica conclude: “Dai vari incontri e tavoli di lavoro, la Commissione ha condiviso quanto svolto dal Dipartimento arrivando a sostenere che il Piano fosse licenziato con una norma di legge. Il 9 dicembre scorso è stato approvato definitivamente il Piano. Dopo l’intenso e duro lavoro svolto per giungere alla proposta di legge da me fatta come rappresentante della Terza Commissione, ringrazio, in egual misura, tutti i consiglieri della maggioranza e dell’opposizione, perché, sottolineo che “tutti” hanno offerto il proprio contributo lavorando con professionalità e competenza”.




Relazione al PIEAR
Il PIEAR (Piano di Indirizzo Energetico Ambientale regionale) all’esame di quest’Aula, è stato approvato dalla Terza Commissione, nella seduta del 9 dicembre scorso, a maggioranza, con il voto di astensione dei Consiglieri Simonetti, Mattia e Mastrosimone.
L’atto, come è risaputo, è stato oggetto di un lungo e approfondito esame della Commissione.
Il lavoro è stato lungo ed intenso, per certi versi tormentato, caratterizzato da momenti dialettici anche forti, ma sicuramente espressione di alta e costante partecipazione da parte di tutti i Commissari sia della maggioranza che dell’opposizione, i quali hanno proferito il massimo impegno e offerto il miglior contributo su una materia, qual è quella dell’energia, che riguarda questioni di rilievo e di fondamentale importanza.
Settore, questo dell’energia, che investe inevitabilmente tutti gli aspetti strategici dello sviluppo economico della Regione Basilicata e mi riferisco alla programmazione, alla pianificazione e alla sostenibilità di queste attività di produzione energetica.
In questa ottica la Commissione ha cercato di svolgere fino in fondo l’importante compito che il Regolamento del Consiglio le assegna, con la consapevolezza e non perdendo mai di vista che, per quanto riguarda l’aspetto economico, bisognerà fare in modo che, da un’operazione così importante, la Basilicata recuperi risorse da finalizzare a nuovi investimenti e che non ci siano alla base dei programmi solo obiettivi industriali, ma scelte politiche che effettivamente incidano ed abbiano effettive ricadute occupazionali.
Non vi è dubbio che il P.I.E.A.R. è il principale strumento attraverso il quale la Regione programma e indirizza gli investimenti, anche strutturali, in campo energetico nei propri territori e regola le funzioni degli Enti Locali, armonizzando le decisioni rilevanti che vengono assunte a livello regionale e locale, nel pieno rispetto delle direttive comunitarie vigenti.
Questo strumento di pianificazione energetico costituisce, quindi, il quadro di riferimento per i soggetti pubblici e privati che vogliano assumano iniziative in campo energetico nel territorio regionale.
Esso contiene gli indirizzi, gli obiettivi strategici a lungo, medio e breve termine, le indicazioni concernenti gli strumenti disponibili, i riferimenti legislativi e normativi, le opportunità finanziarie, i vincoli, gli obblighi e i diritti per i soggetti economici operatori di settore, per i grandi consumatori di energia e per l’utenza diffusa.
Con la programmazione energetica contenuta nel P.I.E.A.R., inoltre, si vuole anche regolare e indirizzare la realizzazione degli interventi determinati principalmente dal mercato libero dell’energia.

Questo P.I.E.A.R., inoltre, è guidato da funzioni “obiettive” a cui mira l’U.E., tipicamente ambientali, come il perseguimento di un futuro sostenibile attraverso il raggiungimento dei seguenti obiettivi:
• ridurre del 20% entro il 2020 il consumo energetico previsto;
• aumentare al 20% entro il 2020 la quota delle energie rinnovabili nel consumo energetico totale;
• ridurre di almeno il 20% entro il 2020 le emissioni di gas a effetto serra;
• aumentare ad almeno il 10% entro il 2020 la quota dei biocarburanti nel consumo totale di benzina e diesel a condizione che siano commercialmente disponibili biocarburanti sostenibili “di seconda generazione” ottenuti da cotture non alimentari;
• realizzare un mercato interno dell’energia che apporti benefici reali e tangibili ai privati e alle imprese;
• migliorare l’integrazione della politica energetica dell’U.E. con altre politiche, come l’agricoltura e il commercio;
• intensificare la collaborazione a livello internazionale.
In tale prospettiva il Piano Energetico Regionale diventa Piano di Indirizzo Energetico Ambientale Regionale.
Il Piano, quindi, così definito si configura come uno strumento-quadro flessibile, nel quale, oltre alla programmazione delle azioni per lo sviluppo delle Fonti rinnovabili, pienamente integrato con la programmazione regionale, è collegato alle altre Pianificazioni settoriali in un’ottica di sviluppo sostenibile.
Credo, però, che in questa sede non si possa non sottolineare che il dibattito apertosi sul tema non è stato superfluo.
Anzi, si è discusso sicuramente tanto, ma trattandosi di materia concorrente Stato-Regioni, non poteva essere diversamente, dal momento che qualsiasi soluzione, qualsiasi scelta, ogni emendamento, (e sono stati tantissimi, circa un centinaio) poteva determinare il rischio di porre in essere un atto di dubbia legittimità.
D’altro canto, a riprova dell’impervio viatico giuridico che caratterizza la materia energetica, è sufficiente richiamarsi alle esperienze legislative di tante altre regioni e di recente del Molise ( Sent. Corte Cost. N. 282 del 6 novembre 2009) e del destino dell’art. 6 (ex Direttiva Restaino) della nostra Legge Regionale n. 9/2007, dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 166, del 29 maggio 2009, tutte per molti aspetti censurate dal Giudice delle leggi sotto il profilo della legittimità costituzionale.
Nel corso degli ultimi anni vi è stata, peraltro, una consistente accelerazione nella definizione dei Piani Energetici Regionali da parte delle Regioni.
La materia, inquadrata dai Piani Energetici Regionali, si è ampliata dagli iniziali contenuti previsti dall’art. 5 della Legge 10/1991 a tutte le competenze trasferite alle Regioni in materia di Energia dal Decreto Legislativo n. 112/1998 nonché dal nuovo assetto istituzionale profondamente innovato dalla modifica del Titolo V della Costituzione.
La Regione Basilicata e la Regione Toscana sono state le prime Regioni in Italia ad adottare i Piani Energetici Regionali in applicazione della normativa surrichiamata.
Infatti, la Regione Basilicata, già dal lontano ottobre 2000, ha adottato il P.E.R. (Piano Energetico Regionale), approvato poi con D.C.R. n. 220 del 26 giugno 2001.
Partendo da questo non chiaro quadro normativo e tenendo conto degli stretti e labili ambiti di manovra legislativa, la Giunta regionale, già dagli inizi di settembre del 2006, si era attivata con un primo Disegno di legge:
“Moratorie per le procedure di valutazione di impatto ambientale e per il rilascio della autorizzazione unica regionale per la costruzione e l’esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica da fonte eolica”.
A questo primo atto hanno fatto seguito tutta una serie di interventi di manutenzione legislativa che hanno reso molto frastagliata la disciplina a discapito di una organica e agevole sistemazione normativa della materia.
A tal proposito credo che, anche al fine di informare il Consiglio del lavoro svolto in Commissione, non sia ininfluente ripercorrere i vari passaggi istituzionali che si sono consumati sulla materia dell’energia, anche perchè nel corso d’iter istruttorio la Commissione e gli uffici della stessa, unitamente agli uffici del dipartimento, con un impegno veramente intenso, hanno dovuto lavorare sulla prima versione del PIEAR, adottato dalla Giunta in data 22 aprile 2009 per poi ripiegarsi sulla seconda stesura implementata con la VAS (Valutazione Ambientale Strategica), adottata in data 20 ottobre 2009 e oggetto della Conferenza regionale sull’Energia svoltasi in data 18 settembre 2009.
Non sfugge a nessuno che la normativa regionale vigente nel settore energia è alquanto scarna e come già detto frammentata per le ragioni di cui accennavo in relazione alla competenza regionale concorrente Stato-Regione, nonchè per la inevitabile trasversalità con la materia della “tutela ambientale” di competenza strettamente statale.
La materia, infatti, trovò una prima ampia e articolata disciplina nel Piano Energetico Regionale (PER) adottato con D.C.R. del 26 giugno 2001, n. 220.
Per quanto riguarda l’eolico, invece, anche sulla base di leggi nazionali, Direttive Comunitarie e contenuti di atti sottoscritti a livello nazionale e di Commissione Europea (Libro Bianco del 20.11.2006, Intesa della Conferenza dei Presidenti delle Regioni), la Giunta Regionale, con Delibera n.1138 del 24.6.2002, adottò un primo documento avente ad oggetto “Atto di indirizzo teso al corretto inserimento nel paesaggio degli impianti eolici”, con il quale furono sostanzialmente definite:
a) le procedure autorizzative per la costruzione di impianti eolici;
b) la documentazione tecnico-amministrativa occorrente per l’istruttoria dei progetti di che trattasi, ai sensi della L.R. 47/98;
c) gli elementi e le circostanze che rendono incompatibili la realizzazione degli impianti eolici sul territorio, nonché quelli che al contrario possano essere resi compatibili con l’ambiente circostante.
Nel 2003 entrò in vigore il D. Lgs. 29.12.2003, n. 387 che, all’art. 12, si occupa della razionalizzazione e semplificazione delle procedure autorizzative per impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, prevedendo l’autorizzazione unica regionale, anche per le opere e le infrastrutture connesse indispensabili.
Dopo due anni dall’attuazione delle disposizioni contenute nel suddetto atto di indirizzo, si è avvertita la necessità di procedere alla revisione dello stesso ridefinendo ed implementando la griglia di valutazione di sostenibilità ambientale e paesaggistica dei campi eolici da installare sul territorio regionale al fine di evitare che il proliferare di detti impianti potesse, se non correttamente e rigorosamente regimentato, compromettere in modo irreversibile il profilo del paesaggio regionale inteso come bene primario del più complesso bene “ambiente” che è alla base di uno sviluppo eco-compatibile; “bene ambiente” che la Corte Costituzionale qualifica ormai come “Valore”.
Pertanto, con la D.G.R. n. 2920 del 13 dicembre 2004 fu approvata una nuova direttiva (detta Restaino) che integrò e sostituì quella del 2002 di cui ho fatto cenno.
E’ storia recente, però, ed è noto a tutti che, nonostante la disciplina messa in campo, con la quale la Regione ha cercato di gestire la materia, i Dipartimenti competenti furono letteralmente sommersi di domande per l’esercizio di impianti per la produzione di energia, e in particolare per quelli eolici.
Questa circostanza, unitamente all’avvio delle procedure per l’istituenda Società Energetica Lucana (SEL), di cui alla L.R. 13 del 31.07.2006, fecero considerare come necessaria ed urgente una ripianificazione e riprogrammazione della materia, anche attraverso una ridefinizione ed aggiornamento del Piano Energetico Regionale (PER).
Alla luce di ciò, con la delibera n. 1321 dell’11.09.2006, la Giunta Regionale adottò il Disegno di legge: “Moratoria per le procedure di valutazione di impatto ambientale e per il rilascio della Autorizzazione unica regionale per la costruzione e l’esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica da Fonte Eolica”.
L’obiettivo del progetto di legge era quello di definire una disciplina che, attraverso una immediata moratoria di tutti gli iter procedurali per la realizzazione di parchi eolici, rilanciasse la pianificazione e la programmazione energetica a garanzia di un corretto, condiviso e sostenibile inserimento degli stessi sul territorio della Regione.
La durata di detta moratoria era prevista fino al 31 agosto 2007, termine ritenuto sufficiente acchè la SEL, su incarico della Regione, potesse provvedere, tra l’altro, anche alla regolamentazione di tutto il settore energetico attraverso la riprogrammazione, la ridefinizione e l’aggiornamento del Piano Energetico Regionale (PER).
Dopo una lunga fase istruttoria, però, questa proposta venne sostituita con un nuovo Disegno di Legge avente ad oggetto: “Disposizioni in materia di energia”.
Testo questo che diventerà la Legge regionale n. 9/2007, (Disposizione in materia di Energia) nota appunto, come “Legge sulla moratoria” e che sarà successivamente modificata dall’art. 10, comma 2, della L.R. n. 31, del 24 dicembre 2008, prevedendo che l’approvazione del PIEAR sarebbe avvenuta entro 30 giorni successivi alla presentazione nella Conferenza regionale sull’Energia prevista dall’art. 2, comma 2; presentazione da effettuarsi entro 180 giorni dalla data di pubblicazione della Legge regionale n. 31, del 24 dicembre 2008 – Pubblicata il 29 dicembre 2008.
In pratica, entro il 31 luglio 2009, il PIEAR doveva essere approvato.
Orbene, al di là della natura del termine indicato nella suddetta legge, pur considerando la complessità della redazione del nuovo Piano, non può sottacersi che qualche forma di ritardo nella sua stesura – seppur non eccessiva – vi è stata.
Ad ogni modo, per entrare nel merito dei lavori della Commissione, si vuole ricordare che la prima assegnazione del PIEAR, adottato dalla Giunta in data 24 aprile 2009, non implementato con la prescritta VAS, è avvenuta in data 30 aprile 2009.
Sull’atto, trascorsa la pausa elettorale, la Commissione ha iniziato a lavorare da subito.
E infatti, già in data 8 luglio 2009 il Piano è stato iscritto all’ordine del giorno con una prima audizione dell’Assessore competente e dei relativi Uffici.
Successivamente, intensa è stata l’attività di consultazione con il mondo datoriale e delle Associazioni sindacali, agricole, di settore e istituzionali.
Il 23 giugno 2009 si è svolta l’audizione di tutte le Associazioni agricole, della Confindustria, dell’API di Potenza e Matera e dell’UGL.
La settimana successiva quella dell’ANEV, dei sindacati CGIL, CISL, UIL e dei consorzi agroenergetici.
A questo punto è utile sottolineare che, a seguito delle varie audizioni, la Commissione è stata letteralmente sommersa da emendamenti al Piano.
Talmente tanti che la Commissione ha dovuto disciplinare l’esame del PIEAR attraverso un preciso metodo di lavoro concordato e condiviso dall’intera Commissione.
Ciò anche in previsione che a questi emendamenti, inevitabilmente, si sarebbero aggiunti numerosi quelli dei consiglieri.
Alla luce di ciò la Commissione, unitamente agli Uffici, ha dato inizio ad una pressante fase di studio e di verifica dei vari emendamenti presentati, anche al fine di effettuare un primo screening volto ad eliminare eventuali sovrapposizioni e/o duplicazioni.
Per svolgere l’istruttoria, la Commissione, con puntuale assiduità, per tutto il mese di ottobre nei giorni 7 – 14 – 21 – 28, quindi settimanalmente, ha proceduto ad esaminare tutte le proposte di modifica al Piano, molte delle quali pervenute dalle varie Associazioni di categoria sicuramente degne di attenzione e che per molti aspetti sono state prese in considerazione dalla Commissione e penso, in particolare, al prezioso contributo offerto dalla CISL.
Intanto, nel mentre la Commissione esaminava gli emendamenti, veniva adottato il nuovo PIEAR, integrato con la prescritta VAS, in data 4 novembre 2009 e, conseguentemente, veniva assegnato il nuovo testo in Commissione.
Questa riassegnazione del PIEAR ha comportato, ovviamente, un nuovo esame e soprattutto la verifica della compatibilità con gli emendamenti presentati.
E’ da sottolineare, a questo punto, che l’attività della Commissione e degli stessi Uffici si è svolta in costante e continua interlocuzione e collaborazione con gli Uffici del Dipartimento.
Ed è proprio nel corso dei vari incontri e tavoli di lavoro con il Dipartimento che si è pervenuti anche alla conclusione, condivisa dalla Commissione, acchè il Piano fosse licenziato con una norma di legge, non solo per considerare la definitiva sistemazione delle aspettative giuridicamente tutelabili, maturate alla data di entrata in vigore della L.R. 9/2007, ma anche in ragione delle variegate implicazioni a noi tutte note, per attribuire una forza ben diversa da quella che normalmente avrebbero documenti quali i Piani e i Programmi.
A tal proposito è il caso di ricordare a noi tutti che “la forma delle deliberazioni consiliari concernenti la programmazione sicuramente non è necessariamente legislativa, ma può venire liberamente stabilita da ciascuna Regione, secondo – appunto – la forza che si voglia attribuire ai Piani ed ai Programmi stessi”. (C.f.r. Livio Paladin – Diritto Regionale. Cedam 1973)
Sulla base di tale impostazione di lavoro e dopo numerosi e ripetuti incontri con gli Uffici competenti, è stato effettuato l’esame del Piano unitamente alla proposta di legge firmata dal sottoscritto, in qualità di consigliere proponente, in nome e per conto della Commissione.
La disamina è proseguita nelle sedute del 18 e del 25 novembre, del 2 e del 9 dicembre 2009, data quest’ultima dell’approvazione definitiva a maggioranza, con il voto di astensione dei consiglieri Simonetti, Mastrosimone e Mattia,
della Legge e del PIEAR che ne costituisce parte integrante
A conclusione di questo mio intervento, ritengo doveroso ringraziare, in egual misura, tutti i consiglieri della maggioranza e dell’opposizione, perché, sottolineo “tutti”, hanno offerto il proprio contributo presentando emendamenti e lavorando con competenza e professionalità, ma soprattutto devo ringraziarli per la lealtà e la fiducia accordatemi nel delegarmi a svolgere il delicato compito di verifica delle modifiche proposte che, per decisione unanime, ripeto, della stessa Commissione, portano la mia firma in qualità di Presidente della Commissione.
In ultimo ringrazio gli Uffici.



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