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La voce della Politica
| Giordano (Ugl): "oggi ci si accorge che esiste Sata?" |
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8/01/2010 | "La riapertura dello stabilimento Fiat di Melfi, dopo 6 giorni di sospensione dell'attività per cassa integrazione, dovrebbe consentire a far riflettere i nostri politici regionali e nazionali affinché pongano maggiori attenzioni sulla grande industria lucana, per la quale non si può paventare una così detta fiducia per il 2010". E' quanto dichiarato da Giuseppe Giordano, componente della Segreteria regionale della UGL Basilicata metalmeccanici. "Bisogna riconoscere che l'amministratore delegato del gruppo torinese, Sergio Marchionne, ha più volte dichiarato il ruolo strategico e centrale che lo stabilimento Sata ricopre all'interno del gruppo del Lingotto e questo, sicuramente, doveva rassicurare le migliaia di lavoratori lucani impegnati nello stabilimento. Da tempo,però, l'UGL Basilicata sta invitando chi fa finta di non sentire, a guardare come sullo stabilimento lucano si stia speculando attraverso una politica di gioco al 'nascondino' ossia, sono già ben sei le aziende dell'indotto che sono andate via senza alcun vincolo. Ci chiediamo,noi dell'UGL,è tutto regolare?Dal 1992 i politici che hanno permesso e concesso i finanziamenti pubblici a tutte le aziende lucane hanno per caso previsto dei vincoli? NO!
A tutti i diversi stabilimenti dell'indotto a ndati in crisi, le istituzioni regionali dovevano chiedere maggiori garanzie a loro stessi; qualsiasi azienda dell'indotto è libera di andarsene oggi senza che nessuno possa fermarla. Il nostro sentore -continua Giordano - è che Fiat non abbia interesse a tenere in piedi fabbriche del Sud, smantellando da prima Pomigliano D'Arco e Termini Imerese per proseguire nel progetto di smantellamento dell'indotto SATA, per poi chiudere anche Melfi. L'analisi che oggi andrebbe fatta dai politici regionali e nazionali è che si sta assistendo ad una morte lenta di numerose aziende che sono nate grazie ai finanziamenti statali e si assiste alla loro chiusura con relativi trasferimenti altrove delle produzioni continuando ad essere fornitori della Sata: Il futuro dello stabilimento lucano è già segnato,non è legato al futuro delle aziende dell'indotto ma ad un progetto più profondo dove Fiat ha già preventivato tutto senza che i politici si siano mai permessi di chiedere cosa succedesse a San Nicola di Melfi. Solo ora in vista di una campagna elettorale ci si accorge che esiste la Fiat a Melfi?In tutte le altre vertenze dove il sottoscritto ha inviato personalmente lettere di sollecito ad intervenire per scongiurare chiusure e licenziamenti,tutti i nostri politici dov'erano? Da tempo chiediamo, urgentemente, -conclude Giordano - prima che si arrivi ad asciugare le lacrime, un confronto aperto con la Fiat e gli stabilimenti dell'area industriale di San Nicola di Melfi ma,fino ad ora nessuno ci ha ascoltato:che nessun dorma sonni tranquilli".
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