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La voce della Politica
| Giordano(UGL): “Sì agli aiuti,ora serve risposta sul futuro dello stabilimento" |
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9/11/2009 | | Non è possibile che l’amministratore delegato, Sergio Marchionne, tratti solo con il governo Americano, ignorando l’invito ad aprire un confronto con il sindacato sul piano industriale del gruppo». Giuseppe GIORDANO,esponente Regionale e membro della segreteria dell’UGL Metalmeccanici della Basilicata, è preoccupato e non lo nasconde affatto. Soprattutto per l’assenza di risposte chiare da parte del Lingotto sul destino dell’impianto di Melfi. «Ora tocca alla Regione,al governo,ai Parlamentari Lucani e tutto il sindacato della Basilicata in maniera unitaria ad intervenire spingendo l’azienda a scoprire tutte le carte che ha in mano», sentenzia il sindacalista. “Sì agli aiuti-continua GIORDANO- ma,evitare che ci siano modelli che si sovrappongono, con le inevitabili conseguenze sull’occupazione».Ci ha inorgoglito vedere Obama aprire le porte alla tecnologia della Fiat per salvare il gruppo americano ma,potremmo avere molti problemi. Soprattutto per gli stabilimenti del Sud e di Melfi». Stiamo da tempo sollecitando il governo e la Regione affinché facciano chiarezza sul futuro dello stabilimento SATA. La Fiat non può sfuggire al confronto». Ma stiamo pur sempre parlando di un’azienda privata, che soffre come tante altre imprese il cattivo momento dell’economia e questo è vero tant’è che la produzione si fermerà per adeguamento del mercato e per mancanza di vendite dal 23 al 28 novembre. Ma è anche vero che lo Stato ha dato molto alla Fiat. E non penso solo alla rottamazione, noi UGL siamo favorevoli e l’abbiamo più volte dichiarato che ben vengano gli incentivi previsti per il 2010. È’ venuto il momento di dire stop a qualsiasi tipo di sostegno futuro nel caso in cui il gruppo torinese non desse alcuna garanzia per lo stabilimento». Non dobbiamo dimenticare che soprattutto nella Basilicata, la Fiat ha usufruito di un’enorme massa di finanziamenti pubblici per realizzare lo stabilimento ex novo di Melfi. Soldi dei contribuenti che sono finite nelle casse di un’impresa privata». Si è trattato di uno scambio: soldi pubblici in cambio dello sviluppo di un area svantaggiata. Per questo, il governo italiano ha il diritto di sapere quale sarà il destino dell’impianto Fiat SATA se non avremo certezza di realizzare una nuova vettura che si affianchi all’attuale Grande Punto Evolution». Per Melfi, stando alle ultime dichiarazioni di Marchionne, non dovrebbero esserci problemi. «Lo stabilimento lucano non è mai stato veramente in pericolo. E’ il cuore economico della Basilicata, la Regione si identifica con il gruppo ma per noi UGL, riteniamo che il problema ci riguarda, poiché, quasi esclusivamente, gli impianti meridionali che, guarda caso, sono quelli sui quali si è concentrata la maggior parte degli aiuti pubblici,il governo deve garantire risposte certe,sapendo fin da ora che noi sindacato non faremo alcuno sconto: in assenza di assicurazioni da parte della Fiat saremo pronti a farci, pacificamente, sentire».“A Melfi,gli operai SATA – conclude GIORDANO-, hanno il diritto di sapere in maniera inequivocabile quale sarà il loro futuro”. |
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